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Instagram social media social network

Fai volare il tuo Instagram

Nei due post delle scorse settimane abbiamo visto come per raggiungere buoni risultati con Instagram sia necessario tener conto di come ragiona il suo algoritmo e di come sia necessario mantenere una buona coerenza nei contenuti pubblicati.

Instagram di successo
courtesy by Pixabay.com

Nonostante questo, attrarre l’attenzione su questo social non è molto facile, così come non è molto facile portare i followers ad ascoltare la nostra musica. Perché, ci tengo a precisarlo, il nostro obiettivo non si limita ad avere X followers su Instagram, ma è quello di avere X Instagram followers che ascoltano o acquistano la nostra musica sulle App di streaming.

Detto questo, vediamo alcune buone pratiche che ti aiuteranno ad incrementare la tua platea. Sono 5 punti base che devi considerare seriamente per poter fare un uso professionale del tuo profilo Instagram.

1- Scegli la tua nicchia

Parti dal presupposto che non puoi piacere a tutti e che i tuoi post sicuramente interesseranno più a certe persone e meno ad altre. Ragionare seriamente su quale può essere il tuo pubblico di riferimento è la base su cui si poggia una corretta strategia su questo social per immagini.

Questo vale anche se la tua musica è semplice pop mainstream, perché comunque avrà uno stile, delle caratteristiche, delle influenze che la legano a quella di altri artisti. Perciò il tuo pubblico primario sarà quello che già ascolta musica e canzoni con determinate caratteristiche di suono o di genere.

Lo stesso vale se usi Instagram per valorizzare la tua figura di musicista professionista o insegnante di musica. Sei bravo con uno strumento, eccelli in determinati stili, il tuo pubblico dovrai cercarlo tra le persone che condividono le tue passioni o che vogliono farlo.

2- Interagisci con i post popolari

Già di suo l’invidia è una brutta cosa; su Instagram l’invidia è un danno assoluto. Quando ti capita di vedere dei post belli o interessanti creati da tuoi colleghi, più o meno famosi, magari post che hanno raccolto molte reazioni e commenti positivi, unisciti al coro e lascia un tuo complimento. Sono piccoli gesti di onesta generosità che prima o poi attireranno l’attenzione e porteranno nuovi seguaci al tuo profilo.

Instagram non è solo una vetrina di belle foto o belle storie illustrate, resta, prima di ogni cosa un social network dove l’interazione tra le persone è la base di tutto.

3- Promuoviti sugli altri canali

Se hai Instagram, molto probabilmente hai anche Facebook, Twitter e magari Telegram, sicuramente usi Whatsapp o simili.

Utilizzali per promuovere il tuo profilo Instagram, condividi il link della tua pagina sugli altri social, sulle tue mail e anche sul tuo sito. Ti dico di più, dato che oggi, per la musica, è uno dei social che dà maggiori soddisfazioni, crea per Instagram dei contenuti esclusivi e comunicalo sugli altri social. Quello di studiare contenuti esclusivi adatti alle diverse caratteristiche dei social è uno dei metodi per raccogliere maggiori risultati da ogni singola piattaforma.

4- L’importanza dei geotags

I geotags hanno reso Instagram una risorsa fondamentale per le attività locali e per i travel bloggers. Aiutano le persone a riconoscersi per appartenenza geografica o a condividere la stessa passione per un determinato luogo. Per un artista musicista i geotags diventano strategici quando devi comunicare la data del tuo prossimo concerto o per le foto che riguardano il concerto appena eseguito. Sono tra gli strumenti che più legano l’autore con il suo pubblico.

5- Interagisci con umanità

Mostrare il proprio lato umano è, nei social network, l’unico modo per creare un legame empatico con le persone. Non è necessario che tu conosca ogni singola persona che ti segue, ma rispondere alle loro domande o commenti è fondamentale per creare un legame onesto con il tuo pubblico. Questo farà capire che hanno la tua attenzione e che dietro al tuo profilo Instagram c’è un artista amichevole grato per l’interesse che si ha della sua musica e della sua figura artistica.

Se vuoi sapere qualcosina di più su come utilizzare al meglio Instagram, ti invito a leggere questi due post:

Ti presento l’algoritmo di Instagram

Anche Instagram ha i suoi comandamenti

Gratificami, offrimi un caffe!
Le 42 leggi universali del digital carisma: La fusione tra vita digitale e reale è il futuro della comunicazione

di Rudy Bandiera
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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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Instagram personal branding social media

Anche Instagram ha i suoi comandamenti

E tu ragazzo non lo sai,
Ma nei tuoi occhi c’è già lei,
Ti chiederà l’amore, ma
L’amore ha i suoi comandamenti.
(Un mondo d’amore – F. Migliacci)

Per la sua semplicità d’uso e per la sua integrazione con Facebook, Instagram ha raggiunto presto una vasta popolarità. Nonostante raccogliere follower su questo social per immagini non sia proprio così facile, il social si è rivelato per gli artisti musicisti uno strumento utilissimo per veicolare la propria immagine e la propria musica, in particolare da quando alle foto si sono aggiunti i video.

Anche Instagram ha i suoi comandamenti
courtesy pixabay.com

Più che in altri social media, la forza di Instagram è che con un solo scatto o video, puoi immortalare e condividere un’attimo del tuo presente con il pubblico. Non è così banale. E’ un modo semplice e istintivo di creare un legame empatico con chi ti segue, di comunicare con lui le tue emozioni e i momenti della tua giornata: è la condivisione del vissuto.

Perché questo gioco funzioni è però necessario che il tuo profilo Instagram sia capace di emergere dalla massa, che abbia una sua personalità precisa, una certa coerenza di stile e di contenuti. Solo così i tuoi post, cattureranno nel breve e nel lungo periodo l’attenzione del navigatore mentre scorre le immagini nel feed.

Chi approda sul tuo profilo deve capire subito chi sei e che cosa fai in pochi secondi, al di là della singola foto, è molto importante che sia l’aspetto generale del profilo ad emergere. La cura di questi dettagli è quello che fa la differenza.

A questo punto ti invito a dare un’occhiata ai profili Instagram di questi artisti. Sono profili che trovo interessanti perché l’artista non si limita all’auto celebrazione, ma descrive il contesto in cui vive e dal quale trae le idee per le sue canzoni. In pratica, ti fa entrare nel suo mondo e attraverso le immagini cerca di coinvolgerti nel suo microcosmo creativo.

Sebbene sia piuttosto eclettico nei contenuti e nelle fonti, l’Instagram di Lana Del Rey mantiene una coerente atmosfera vintage con la quale l’artista gioca molto. vedi

Stilisticamente è meno elegante, ma Ermal Meta sembra proprio d’aver capito quali sono le potenzialità di Instagram per un artista musicista. Nel suo profilo le amicizie professionali si mescolano con momenti del privato e le immagini promozionali. vedi

Molto coerente nel linguaggio e molto ben organizzato è il profilo di Taylor Swift. Scorrendolo, puoi notare come nell’arco del tempo il mood delle foto e il loro colore sia coordinato con l’immagine della pubblicazione discografica. Da notare anche il menù delle Storie in evidenza curato in ogni dettaglio. vedi

A questo punto il mio invito è di guardare con occhio critico i profili Instagram di artisti famosi a te vicini come genere o stile musicale come fonte di ispirazione per il tuo profilo Instagram. Con la raccomandazione però di mantenere l’obiettivo di arrivare ad un profilo Instagram che esalti la tua personalità e che abbia una sua originalità di contenuti.

Ultima cosa, forse la più importante. Non copiare pedissequamente le formule usate dalle grandi star della musica. Cerca, invece, di capire attraverso quale percorso sono arrivate al tipo di comunicazione che hanno oggi. Se scorri indietro nel tempo della loro timeline, potresti fare delle scoperte molto interessanti su come comunicavano ieri e su come, nel tempo è evoluto il loro rapporto con una base fan sempre più ampia.

Gratificami, offrimi un caffe!

12 Archetipi per Artisti Musicali

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Amazon Music social media social music marketing

Due parole su Alexa e Amazon Music

C’è un legame stretto tra l’assistente vocale Alexa e l’app Amazon Music ed è una cosa che dovresti tener presente dato che questo elettrodomestico da compagnia sta aumentando la sua diffusione vertiginosamente ed è in grado di offrire un’esperienza altamente personalizzata e immersiva grazie alla sua intelligenza artificiale strettamente connessa all’ecosistema Amazon.

Alexa e Amazon Music la forza di un sistema

L’assistente Alexa è stato creato per l’uso quotidiano domestico e la diffusione della musica attraverso comando vocale è una delle sue abilità e non certo tra le secondarie. Amazon Music offre ai propri utenti la possibilità di organizzarsi la musica preferita in playlist, ma prima di questo, lo staff editoriale ha creato oltre 500 playlist tematiche basate su mood e sui vari momenti della giornata: playlist motivazionali, playlist per cucinare, playlist per fitness, playlist per studiare, ecc…

Ma Alexa può organizzare un flusso musicale autonomo basandosi sui gusti dell’ascoltatore quando gli viene chiesto, ad esempio, “Alexa, fammi ascoltare della musica allegra.” Di fronte a questa richiesta, l’ecosistema Amazon Music risponde con la sua IA cercando di offrire un’esperienza musicale più adatta ai gusti del richiedente.

Amazon Music ovviamente offre la possibilità di condividere brani, album e playlist sui social o sul tuo sito, sia tramite link, sia tramite incorporamento (embed). Tra l’altro, tramite Amazon Affiliate, potresti pure guadagnare qualcosa nel distribuire la tua musica (su questo prima o poi dovrò scriverci un post).

La platea che utilizza Alexa nel suo quotidiano è un segmento di pubblico che può rivelarsi molto interessante, anche perché potenzialmente sono persone che ascoltano musica molte ore al giorno, magari anche solo in background. Trovare tra questi il tuo pubblico non è una cosa che dovresti sottovalutare.

Detto questo, il mio consiglio è di cominciare a far conoscere ai tuoi fan la tua presenza su Amazon Unlimited e di invitarli ad usare questa app che, detto fra noi, in fatto di revenue è più performante rispetto a Spotify. Potresti avere delle belle sorprese.

Mi offri un caffé?
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Business e Marketing della Musica: Tutto quello che musicisti, autori, manager, produttori ed editori devono sapere per vivere di musica

di Massimiliano Titi
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Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
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Amazon Music business marketing musicale musica streaming social music marketing tips & tricks

5 Tips per Amazon Music

Amazon Music offre un catalogo musicale che nulla ha da invidiare agli altri players della musica in streaming, a questo si aggiungono le potenzialità di Alexa, l’assistente vocale della maison di Bezos che svolge per Amazon Music una funzione strategica (approfondisci).

Cinque tips per amazon music

A differenza di altre app di streaming, come Spotify per esempio, Amazon Music non ha molte funzionalità di coinvolgimento social ma consente ovviamente di organizzare la propria musica in playlist e di poterle condividere tramite link nella rete. Puoi condividere i tuoi brani, i tuoi album, le tue playlist e la tua pagina artista.

In realtà Amazon Music sta evolvendo e sta elaborando nuovi strumenti per aiutare gli artisti e le etichette a promuovere il loro lavoro, tra questi la possibilità di collegare la pagina artista con il profilo Twitch. Nel frattempo, possiamo usare cinque buone pratiche per valorizzare la nostra musica presente sulla app.

  1. Segui Amazon Music: anche Amazon Music ci tiene ad aumentare la sua base fan. Per questo assicurati di seguire i suoi profili social su Facebook, Twitter, Instagram ed altri. Questo potrebbe tornarti utile come vedremo più avanti.

  2. Messaggistica: Comunicare ai propri fan l’uscita del nuovo singolo tramite Whatsapp, Messenger o email con un messaggio personalizzato e un invito all’ascolto resta uno dei migliori modi per ottenere un coinvolgimento e una risposta positiva;

  3. Tag: usa sempre il tag @AmazonMusic o @AmazonMusicItalia (o comunque gli handle locali) ogni volta che posti in un social. Potresti attirare la loro attenzione e venir ricambiato con un repost sui loro profili;

  4. Link diretto: periodicamente condividi il link diretto ad un tuo album o brano. Non dimenticare però che è il link diretto alla tua pagina artista che può far aumentare i tuoi follower ed aiutarti a farti ben volere dagli algoritmi. L’ascolto passa, il follower (se te lo meriti!) è per sempre;

  5. Gli Hashtag: come già detto è preferibile usare nei post il tag @AmazonMusic piuttosto che #AmazonMusic. Ciò non toglie che puoi accompagnare il tuo post con hashtag più mirati che possono dare delle soddisfazioni, alcuni di questi sono: #AmazonMusicHD, #AmazonMusicUnlimited, #AmazonPlaylist o #AmazonArtist. Un mio suggerimento è che il rendimento di questi hashtag va monitorato, alcuni potrebbero funzionare bene su alcuni social e non dare risultati su altri.

Queste cinque pratiche usate metodicamente ti consentiranno di agganciare il tuo pubblico che preferisce Amazon ad altre app. Se è vero che, a differenza di altri social media, Amazon Music non soddisferà il tuo ego con statistiche sulla popolarità, è anche vero che è la piattaforma di streaming che più paga per ogni singolo ascolto.

Il mio consiglio è che dovresti investirci un po’ di tempo condividendo i link del tuo profilo, delle tue canzoni e delle tue playlist. Potresti avere delle belle sorprese nei tuoi rendiconti periodici.

Per chiudere, ti lascio l’elenco dei canali social di Amazon Music preso, paro paro, dalle loro pagine For Artist.

Canali social di Amazon Music
Facebook: AmazonMusic (Global) e AmazonMusicDeSchlager (Germany)

Twitter: @AmazonMusic, @AmazonMusicUK, @AmazonMusicJP, @AmazonMusicMX, @AmazonMusicIN

Instagram: @AmazonMusic, @AmazonMusicUK, @AmazonMusicDE, @AmazonMusicJP, @AmazonMusicMX, @AmazonMusicES, @AmazonMusicIT, @AmazonMusicFR, @AmazonMusicBR, @AmazonMusicLatin, @AmazonMusicANZ, @AmazonPrimeMusicIN

Handle di genere: @rotation (Hip-Hop and R&B) e @auf_level (German Deutchrap)

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Amazon Music social media tools

Non sottovalutare Amazon Music.

Tra i players più importanti della musica in streaming credo che il più sottovalutato di tutti sia Amazon Music. Questo non mi sorprende perché come social media è piuttosto freddo, ovvero è poco social nelle possibilità di condivisione.

Non sottovalutare Amazon Music

Eppure l’app Amazon Music offre tutte le funzioni di base per costruirsi una libreria personale e la possibilità di condividere le playlist tramite link, in pratica lo stretto necessario per poter far conoscere la propria musica condividendo album, tracce e playlist nei social network.

I principali punti di forza che rendono Amazon Music interessante, a mio modesto avviso, sono due e sono sufficienti per rendere l’app di Jeff Bezos molto interessante per un artista musicale:

  1. Amazon Music riconosce royalty più alte rispetto altre app.
  2. Amazon Music è direttamente collegata con l’assistente personale Alexa che è molto usata come diffusore musicale.

Amazon Music, come altre app, offre la possibilità di autenticarsi come artista e di visionare le proprie performance di ascolto e di pubblico tramite le pagine di Amazon For Artist.

Per autenticarsi su Amazon For Artist e avere accesso alle proprie statistiche è piuttosto semplice, questi sono i passaggi che vengono richiesti:

  1. Nome Artista
  2. Ruolo: Artista, Manager, Producer, ecc…
  3. Account Social (ti verrà chiesto di collegare i tuoi account per essere riconosciuto: Twitter, Instagram, Facebook)
  4. Distributore (Dovrai indicare quale distributore diffonde la tua musica: The Orchard, Believe ecc…
  5. Altre info, ovvero informazioni utili per farti riconoscere.

A questo punto non ti resta che inviare le informazioni e attendere la risposta. Se hai inserito i dati correttamente ed hai indicato più di un social, la risposta via mail potrebbe arrivare anche solo dopo qualche ora.

Una volta autenticato, tramite user e password potrai aver accesso alle tue statistiche e valutare come sta viaggiando la tua musica nell’ecosistema di Amazon Music.

Autenticati su Amazon For Artist

Ascolta una mia Amazon Playlist

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musica streaming social music marketing Spotify Spotify playlist

Quali playlist collaborative su Spotify?

Prima o poi doveva accadere, da qualche mese gli algoritmi di Spotify leggono in modo diverso, più restrittivo, la presenza di brani nelle playlist collaborative.

Quali playlist collaborative su Spotify
courtesy by pixabay.com

Fino a qualche mese fa, era sufficiente piazzare il proprio brano in almeno 100, 200 playlist collaborative per vederlo entrare in pochi giorni nelle playlist algoritmiche come Release Radar o Discover Weekly. Oggi le cose sono un po’ più complesse.

Questo cambio di parametri dell’algoritmo ha anticipato la strage di artisti che incautamente hanno affidato la loro promozione a servizi che si appoggiano a bot per generare ascolti e rientra nella lenta, ma progressiva, politica di trasparenza della piattaforma svedese. Lo scopo è quello di limitare il più possibile account e streaming fake che viziano il mercato della musica in streaming.

Dunque, inserire la tua musica nelle playlist collaborative non è più utile per entrare nelle playlist algoritmiche?

Per fortuna non è proprio così.

Nella pratica, se il tuo brano è in una playlist collaborativa sveglia, che viene regolarmente ascoltata, sicuramente guadagnerà quei punti che lo porteranno nelle playlist algoritmiche. Se invece si trova in una playlist collaborativa dormiente, ovvero che non viene ascoltata, il tuo brano non ne ricaverà alcun beneficio.

Questo significa che, da oggi in poi, puoi ancora utilizzare le playlist collaborative per spingere la tua musica, ma dovrai selezionarle con cura, preoccupandoti di verificare che siano frequentate e non abbandonate a se stesse.

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Marketing Musicale: Come sfruttare le playlist di Spotify per promuovere la tua musica

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“Marketing Musicale: Come sfruttare le playlist di Spotify per promuovere la tua musica” è la guida essenziale per gli artisti che desiderano fare della promozione musicale il loro punto di forza. Grazie ai consigli di PlayHola, brand specializzato nel marketing musicale, imparerai come creare playlist efficaci, ottimizzare la tua presenza su Spotify e promuovere la tua musica attraverso i canali più adatti. Scopri come utilizzare al meglio le playlist di Spotify, una vera e propria arma nel mondo del marketing musicale, per raggiungere un pubblico più ampio e far crescere la tua carriera artistica.

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musica streaming social media Spotify playlist You Tube

Cura le tue playlist YouTube e Spotify

Uno dei metodi più economici, funzionali e creativi per far conoscere la tua musica sui social media è la creazione di playlist. Questo vale sia per Spotify, per Deezer e anche per YouTube. Credo seriamente che un artista musicale sia la figura più adatta per compilare una playlist coerente capace di mettere in relazione la propria musica con quella dei colleghi, creando un’esperienza di ascolto originale e appagante.

courtesy by pixabay.com

Ci sono molti modi per stilare una playlist capace di coinvolgere gli ascoltatori, per un artista musicale il primo è quello di mettere la propria musica insieme a quella dei colleghi che ama e che lo influenzano. E’ un buon metodo per creare un microcosmo nel quale l’ascoltatore familiarizza con la tua musica e riconoscendosi nei tuoi gusti diventando un fan. Una playlist di questo genere, è adattissima per essere messa in evidenza sulla tua pagina Spotify for Artist o sulla home del tuo canale YouTube.

Nella creazione di una playlist, più che il genere musicale, aiuta molto il mood che si vuole creare: allegro, triste, lento, veloce, riflessivo o motivazionale; scegli tu quello che più si adatta alla tua musica. Il pubblico sembra amare molto anche le playlist tematiche come quelle dedicate ad uno strumento: ad esempio, pianoforte, chitarra acustica, tromba, ecc.

Devi tener presente che tutti i social media sono regolati da algoritmi, perciò il campo descrizione delle tue playlist deve esser opportunamente compilato con indicazioni sul tipo di playlist che hai creato e magari con indicazioni sul genere/generi musicali che racchiude.

Nel caso di Spotify, ti consiglio di leggere questo post in cui descrivo come gli algoritmi dell’app svedese ascoltano la musica presente nei suoi database, può esserti utile per creare una playlist con una logica coerente che piaccia anche al freddi algoritmi.

Una buona playlist può partire con una selezione che può andare dai trenta ai quaranta brani, per poi ampliarla sino a otto ore di musica nel caso sia particolarmente apprezzata. Ovviamente, in testa alla selezione, insieme ai tuoi brani, conviene mettere brani più popolari, magari recenti, per attirare l’attenzione degli ascoltatori.

Le tue playlist vanno poi tenute aggiornate e arricchite, cercando sempre di mette i tuoi brani nelle prime posizioni, nella fascia alta per intenderci, ma senza sfacciataggine; il successo, il gradimento di una playlist dipende molto dal gusto con cui è stata compilata. Una lista di brani buttati giù a casaccio non servirà certo a valorizzarli.

Col tempo, potrebbe esser necessario aumentare la durata della playlist. Io consiglierei di non superare le otto ore di musica, altrimenti la selezione comincia essere troppo dispersiva e anche difficile da gestire.

Tutto quello che hai letto sopra, vale per ogni social media che ti permette di creare e condividere playlist pubbliche come Spotify, YouTube e Deezer. Sarà la condivisione e l’invito all’ascolto nei tuoi social, Instagram, Facebook o Twitter, che inizierà a fare la differenza. Potresti scoprire che, oltre essere un artista musicista, sei anche un influencer musicale e un brillante playlist curator.

Hai già una playlist che ha sollevato un certo interesse tra il tuo pubblico? Me la linki nei commenti a questo post? Grazie 🙂

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business social media You Tube

YouTube e le royalties

Sappiamo che Youtube può rivelarsi molto redditizia per un artista musicista, in termini generali è seconda solo a Spotify, con il piccolo vantaggio che l’artista può guadagnare sia dalla musica sia dal video quando entrambi sono esclusivi e di proprietà: per questo l’uso di video royalty free è sconsigliato, in quanto potrebbe generare conflitti di proprietà.

Youtube e le royalties
courtesy by pixabay.com

Su YouTube vengono generate royalties per la componente video, le registrazioni audio e le composizioni attraverso le entrate pubblicitarie, sulla base delle rivendicazioni dei titolari dei diritti che controllano i contenuti del video. Inoltre, YouTube riconosce royalties meccaniche e di performance per i cantautori e qualsiasi video che contiene una canzone, anche il video di una cover o di un’esibizione dal vivo, può essere monetizzato dagli editori.

In qualità di cantautore, nel senso esteso di interprete, autore o entrambi, hai il diritto di monetizzare e raccogliere royalties da qualsiasi utilizzo delle tue canzoni.

Gli editori possono rivendicare qualsiasi video su YouTube su qualsiasi canale che contenga musica controllata da loro e dai loro autori, indipendentemente dal fatto che il video contenga una registrazione ufficiale, un’esibizione dal vivo, una versione di copertina, ecc., indipendentemente dal fatto che tu abbia caricato o meno il video. Una volta che il tuo editore o distributore ha una rivendicazione su un video, può decidere di monetizzare quel video raccogliendone le royalties sempre che il video abbia i requisiti richiesti per essere monetizzato.

Sappiamo che le canzoni guadagnano royalties in due modi: dalla registrazione principale, il file audio effettivo, e dalla composizione, musica e testi sottostanti. La maggior parte delle etichette discografiche e dei distributori controllano solo le registrazioni principali, pertanto raccolgono solo le royalties generate dalla registrazione principale su YouTube.

In qualità di cantautore, ti sono anche dovute le royalties generate dalla composizione e potresti non riceverle da YouTube tramite la tua etichetta o distributore. Per recuperare queste royalties dovrai rivolgerti ad una società di collecting che ne curi la raccolta.

Devi tener comunque presente che i video su YouTube non generano royalties finché non viene pubblicato un annuncio su di essi. Le royalties su YouTube sono in pratica una parte delle entrate pubblicitarie. Gli annunci vengono pubblicati sui video solo da un titolare del copyright (un’etichetta, un editore e così via) che presenta una rivendicazione su un video e indica a YouTube di monetizzare quel video.

Un video su YouTube che non ha una pubblicità prima, durante, dopo o nella pagina, non sta generando alcuna royalties per i titolari dei diritti del contenuto. Questo non vale per i canali di contenuti a pagamento come YouTube Red e YouTube Music che generano regolarmente royalties  dalla visualizzazione dei video.

I tassi di royalty anche su YouTube restano il punto dolente perché dipendono da molti fattori difficilmente decifrabili. Le tariffe dipendono dal tipo di annuncio offerto sul video, dal territorio in cui è avvenuta la visualizzazione, dal periodo dell’anno, dalla piattaforma YouTube, a pagamento o meno, e da molti altri fattori. Per questo motivo, è molto difficile stimare quanto guadagnerà un video in entrate pubblicitarie.

Al fine di tutelare gli artisti e i titolari dei diritti audio video, Il canale di Google ha creato un sistema, ancora imperfetto ma comunque ampiamente collaudato, di avvertimenti sul copyright che può incidere negativamente sul canale che ha caricato il video.

Un canale YouTube riceve un avvertimento sul copyright quando un titolare dei diritti notifica formalmente a YouTube che l’autore del caricamento non è autorizzato a pubblicare i contenuti in un video e invia una richiesta legale per rimuovere il video da quel canale.

YouTube prende molto sul serio questi avvertimenti sul copyright; dopo tre avvertimenti, tutti i video su un canale vengono rimossi e il canale è soggetto a chiusura.

Devi comunque sapere che se un uploader usa una tua canzone, per esempio come base per il suo video delle vacanze, grazie al YouTube Audio Fingerprint il social media di Google riconosce il brano e ti destina le eventuali royalties tramite il tuo distributore o editore.

Dal febbraio 2018, YouTube ha deciso di porre delle soglie per la monetizzazione dei video. Ciò include che i video devono essere su un canale che ha almeno 1.000 iscritti e 4.000 ore di visualizzazione negli ultimi 12 mesi per essere idonei a inserire annunci sui tuoi video e quindi essere monetizzati.

Raggiungere questi risultati come creatore indipendente non è proprio facilissimo e richiede tempo e costanza. Per questo, se hai un editore, è preferibile pubblicare i tuoi video sul canale ufficiale dell’ etichetta che, se non è appena nata, avrà sicuramente un canale YouTube ben frequentato e abilitato a monetizzare.

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Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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musica streaming Spotify

5 modi per diventare amico di BaRT

BaRT è il tuo miglior amico ma è anche il tuo peggior nemico. Nessuno è più cinico e spietato di BaRT, è freddo, calcolatore e incorruttibile. Però è uno che cede alle lusinghe se sai come prenderlo, in pratica ha i suoi punti deboli, nonostante la sua fredda intelligenza calcolatrice.

Ma chi è BaRT?

Bart è l'algoritmo di ricerca base di Spotify
courtesy by pixabay.com

BaRT è l’acronimo di Bandits for Recommendations as Treatments ed è l’algoritmo che domina incontrastato sull’ecosistema di Spotify. È il Demiurgo, il Re del Mondo che propone all’ascoltatore i brani più adatti ai suoi gusti, è il trait d’union tra te e il tuo pubblico su Spotify.

BaRT combina diversi sistemi per creare un potente motore di scoperta di nuova musica. Lo fa monitorando e analizzando lo storico degli ascolti di ogni ascoltatore cercando di capire le sue motivazioni nelle scelte musicali.

È BaRT che crea le playlist algoritmiche, che ogni settimana ti propone la Discover Weekly e la Release Radar, solo per citare le due principali.

Ho raccolto in giro un po’ di informazioni,  ed ora provo ad  illustrarti con che logica ragiona BaRT e in quali modi puoi renderlo tuo amico. Confido che questo post possa esserti d’aiuto e comunque darti un orientamento corretto nell’ecosistema dell’app streaming svedese.

Sappiamo che BaRT si muove su due linee principali: la prima è quella di suggerire brani con cui l’ascoltatore ha già familiarità; la seconda è quella di proporgli musica nuova, che ancora non conosce ma che potrebbe piacergli.

Le scelte di BaRT sono basate sui risultati di questi parametri:
Raw Audio Analyzation: un parametro che identifica il mood dell’audio e l’atmosfera del pezzo, determinando se è pesante, strumentale, ritmata o morbida ecc…
Elaborazione del linguaggio naturale: ovvero analizza il contenuto, la lingua e il testo della canzone.
Filtro collaborativo: confronta le nuove tracce con le abitudini attuali dell’ascoltatore per determinare cosa si adatta alle sue preferenze.

Conoscendo queste tre abitudini di BaRT, è condivisa l’opinione che per muoversi con profitto nell’ecosistema di Spotify sia necessario trovare una saggia applicazione di questi 5 metodi che, messi insieme, sono un valido mezzo per farsi amico BaRT.

1. Le Statistiche

L’ecosistema Spotify è basato sulle statistiche, è una giungla di statistiche, in cui ogni dato viene pesato e valutato per dare all’ascoltatore la migliore esperienza musicale basata sui gusti personali.

BaRT si nutre di statistiche e le studia con cura quando decide le tracce da suggerire: si studia gli skip dell’ascoltatore, le caratteristiche delle sue playlist, i tempi di ascolto e anche la cronologia degli ascolti. BaRT tiene molto in considerazione brani che superano i primi 30 secondi di ascolto ed hanno una bassa frequenza di skip. Sono due dati che indicano l’indice di gradimento del brano.

Per questo l’analisi delle statistiche che ti vengono offerte in Spotify for Artist per te è fondamentale. Studiandola, puoi capire, al di là del numero degli ascolti, il reale gradimento della tua traccia e a quale tipo di pubblico piace.

2. Il Tempismo

Le prime 12, 24 ore dopo l’uscita della tua canzone sono cruciali per la sua diffusione o, come dicono i più entusiasti, per il tuo successo.
I tempi di ascolto, i picchi negli ascoltatori e la bassa frequenza di skip sono estremamente importanti in questo lasso di tempo e nei giorni successivi. Come su YouTube, anche su Spotify il tempismo è un fattore fondamentale. Devi attirare l’attenzione dei tuoi follower in modo che possano salvare e ascoltare la tua canzone il primo giorno.

Prima di decidere la data di uscita, dovresti anche fare un’indagine di mercato per evitare di entrare in competizione con i grandi artisti: BaRT adora i grandi artisti dai grandi numeri, finirebbe per ignorarti. In pratica, devi studiare le preferenze dei tuoi follower in modo di non pubblicare negli stessi giorni i cui escono i loro big preferiti. è una sfida che hai poche possibilità di vincere.

Resta il fatto che il venerdì è il giorno migliore per pubblicare perché se sfrutti con vantaggio le prime 24 ore promuovendo la tua release potresti ritrovarla già dal lunedì successivo nelle playlist algoritmiche di punta come Best of the Week, New Music Friday, Discover Weekly o Release Radar.

3. L’importanza dei tag

BaRT ha bisogno di tutte le informazioni possibili riguardo la tua traccia, per capire dove potrebbe collocarla nella piattaforma e capire a chi può piacere. I metatag che indicano il genere musicale e il mood sono i primi ad esser presi in considerazione.

Devi prestare molta attenzione nel compilarli perché se indichi dei dati sbagliati e BaRT indirizzerà la tua musica verso un pubblico non adatto e le performance del brano non saranno buone. E questo porterà una penalizzazione al tuo brano, in termini di visibilità.

4. Ottimizza il tuo profilo

Una cosa che talvolta ho l’impressione non sia stata ben capita da molti artisti musicali è che Spotify è un social media. Come ogni social media, utilizza una grande quantità di dati utente per fornire agli ascoltatori ciò che desiderano. Senza un’adeguato numero di follower, BaRT fatica a collocare con criterio le tue produzioni musicali.

E’ perciò importante creare un profilo artista forte, ricco di follower. Direi che è più importante avere una base ampia di follower, gli ascolti arriveranno di conseguenza, fermo restando che la qualità del tuo lavoro artistico deve essere alta.

Raccogli follower invitandoli a iscriversi alla tua pagina artista sfruttando altri social e con ogni mezzo possibili. Alcuni consigliano di diffondere il link della pagina, invece del link al brano, quando si pubblica un nuovo pezzo.

Naturalmente devi anche mantenere in ordine e aggiornata la tua pagina artista. Devi assicurarti di aggiornare le foto e magari aggiornare la grafica ad ogni nuova uscita; includere le date dei tuoi prossimi concerti, immagini, merchandising, link social e biografia aggiornata.

5. Pre-Save

Per BaRT i Pre-Save sono molto utili per collocare il tuo brano già dopo le prime ore di uscita. Diffondere il link di Pre-Save e diffonderlo, al fine di raccogliere già da subito un pubblico interessato al brano, è strategicamente fondamentale per partire con il piede giusto al momento dell’uscita del pezzo.

Questi 5 passaggi sono noti e testati da chi ha fatto di Spotify la piattaforma principe per la diffusione della sua musica. Come vedi richiedono un certo impegno ed una certa attenzione. E’ un lavoro che dopo aver svolto va anche valutato nei risultati per poter correggere il tiro, in futuro, se ritieni che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.

L’algoritmo BaRT è cinico ed esigente, ma se riesci ad accogliere le sue richieste al meglio, diventerà il miglior alleato della tua musica.

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business personal branding social media

Chi non c’è non ci sarà.

La chiusura delle sale e dei teatri, dei ristoranti dei locali sta costando molto, forse anche troppo all’universo dell’industria musicale. In questo contesto gli artisti musicisti sono tra i professionisti, delle varie categorie nel settore, che hanno maggiori probabilità di mitigare gli effetti della crisi e di prepararsi al ritorno alla normalità. Quello che appare come un periodo di sosta forzata è in realtà percorso da un movimento sotterraneo di cui vedremo i risultati appena si allargheranno le imposizioni dei divieti.

I social come surrogato dei live
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Quello di cui si sente più urgenza in questo momento è il ripristino di un contatto diretto con il pubblico, quel l’interazione che in tempi normali si ottiene con i concerti dal vivo e che ora non è possibile.

Il problema che si sta creando per molti artisti musicali è che questa mancanza di contatto, di presenza, nuoce alla loro visibilità e notorietà, che nella musica sono due caratteristiche che vanno coltivate e curate. Per sua natura il pubblico è volubile ed affamato, farsi desiderare non sempre è la scelta giusta.

Ma per fortuna siamo nell’era dei social e della condivisione video e l’artista musicale può sopperire alla mancanza dei concerti dal vivo con le esibizioni on line. Non parlo solo delle esibizioni domestiche, molto apprezzate dai fan più stretti, mi riferisco anche a partecipazioni in trasmissioni televisive o radiofoniche, qualsiasi esse siano (nei limiti della decenza, ovviamente). In questi mesi molti big della musica ne hanno approfittato per promuoversi anche fuori contesto, perché non potrebbe farlo anche un artista emergente?

La presenza in video sui social, nelle televisioni, in radio, piccole o grandi che siano, sono i mezzi con cui surrogare la mancanza del contatto diretto. Se questi sono accompagnati con un contatto tramite social, rispondendo ai commenti dei fan, per esempio, il rapporto può essere costruito quasi a livello personale.

Non puoi sparire dalla scena per mesi pensando che il mondo aspetti che tutto ritorni normale.

Sotto la superficie la vita continua e si evolve, senza contare il fatto che, solitamente, dopo crisi di grandi proporzioni come questa, la ripartenza è brusca e veloce e normalmente ricca di sorprese e novità. Non mi stupirebbe infatti scoprire nei prossimi mesi la nascita di nuovi stili o generi musicali. Ne sono così certo che potrei pure scommetterci sopra.

Prepararsi per la ripartenza, significa anche valorizzare e coltivare la propria immagine artistica e la propria popolarità in questi tempi difficili. E’ la semina che raccoglierai quando arriverà la prossima, imminente, stagione del raccolto.

Per questo devi esserci, ora.

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Le 42 leggi universali del digital carisma: La fusione tra vita digitale e reale è il futuro della comunicazione

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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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