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Quale Social scegliere per la tua musica?

In linea teorica la tua presenza di artista musicale dovrebbe essere estesa in tutta i social e media network, nessuno escluso, ma diciamocelo chiaramente, è un lavoraccio. Non solo, ogni social ha il suo linguaggio e le sue caratteristiche, potresti trovare difficile lavorare su diversi registri (comunicativi), soprattutto potrebbe rubare troppo tempo alla tua attività artistica.

Quale Social scegliere per la tua musica?
courtesy by pixabay.com

Ad un certo punto del tuo percorso promozionale, ti troverai costretto ad importi delle scelte. Ad esempio se proseguire il dialogo con i tuoi fan su Twitter piuttosto che su Facebook. In pratica, dovrai decidere in quale direzione concentrare i tuoi sforzi scegliendo una piattaforma di riferimento per dialogare con i tuoi fan.

Come dovresti orientare la tua scelta? Come dovresti scegliere il canale social più adatto alle tue esigenze?

Per fare una scelta ragionata, dovresti rispondere a queste domande:

Dove si trova il tuo pubblico?

Scommetto che spesso ti senti dire che i social del momento sono Instagram e TikTok e questo è vero. Ma la domanda che dovresti porti è: il mio pubblico, e il pubblico che voglio raggiungere, ama e frequenta Instagram e TikTok? L’analisi del tuo pubblico è rilevante per scegliere quello che sarà il tuo social di riferimento, se per motivi anagrafici ti senti vicino a persone tra i 20 e 30 anni, per esempio, potresti scoprire che la tua musica è apprezzata da persone più adulte. Non dare per scontato che tu sia seguito da persone della tua generazione, fatti un giro nelle statistiche dei tuoi social e comincia a determinare qual è l’età e il sesso delle persone a cui piaci di più.

Quale piattaforma ti piace di più?

Questa domanda può sembrare superflua, semplicemente perché è la più ovvia e la più facile. Su quale piattaforma social ti muovi con più naturalezza? Quale preferisci frequentare quando hai del tempo libero o sei alla ricerca di nuovi stimoli? Quale social usi come finestra sul mondo? Concentrarsi su dove trascorri naturalmente la maggior parte del tuo tempo è uno dei modi più rapidi e intelligenti per capire dove indirizzare i tuoi sforzi, perché in poche parole, se ti piace già essere lì, è probabile che tu sia anche naturalmente bravo sulla piattaforma e avere un controllo, su quale tipo di contenuto pubblicare sul linguaggio da usare e come creare quelle interazione utili per allargare la propria cerchia. Interagire in un ambiente famigliare ti aiuterà nel condividere con più naturalezza, senza preoccupazioni o stress e passerai meno tempo per creare un contenuto efficace e condividerlo.

Quali sono i punti di forza e di debolezza del social?

Quando hai deciso quale sarà il tuo social di riferimento, sarà utile riflettere su quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Puoi farlo anche misurando i dati statistici generati dal tuo pubblico. Valuterai quali tipi di foto riscuotono più entusiasmo, se i testi più corposi vengono apprezzati, se i video funzionano oppure no. Dovresti fare anche un confronto tra i social che usi abitualmente, per capire quale tipo contenuto funziona meglio nei rispettivi feed. Questa analisi costruita nel tempo, con l’esperienza empirica e l’analisi dei risultati, dovrebbe farti capire i punti di forza e di debolezza dei diversi social rispetto ai contenuti che condividi con i fan.

Personalmente sconsiglio sempre agli artisti musicisti di interagire su un solo social, anche se talvolta, la pigrizia o la mancanza di tempo rendono difficoltoso il lavoro di auto promozione. Non solo, tieni sempre presente che i social, media o network, hanno caratteristiche diverse e di conseguenza richiedono linguaggi diversi, che comunque devono mantenere una tua immagine coerente.

Nel mio lavoro, mi trovo spesso a dover orientare gli artisti musicali nella gestione dei loro social, spesso, dopo averli aiutati a trovare una linea editoriale nei contenuti, i più perseveranti riescono a muoversi autonomamente creando contenuti interessanti capaci di colpire l’attenzione del loro pubblico.


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Cosa ci vuole per vivere di musica? Basta il talento? Che differenza c’è tra fare successo e avere una carriera, e come è possibile prendere il controllo del proprio destino professionale nell’industria musicale? Queste domande accomunano tanto lo studente che muove i primi passi nel mondo dello spettacolo, quanto il musicista esperto che si confronta con gli scenari odierni del mondo della musica, tra nuove piattaforme digitali e opportunità promozionali spesso difficili da identificare con chiarezza. Music Business – La Grande Guida racconta con tono informale ma preciso tutto quello che oggi l’aspirante professionista ha bisogno di sapere per vivere di musica e orientarsi nell’intricato universo del music business. Il testo è pensato per offrire, per la prima volta in italiano, tutti gli strumenti critici e strategici indispensabili a muoversi con successo nel moderno mondo dell’industria musicale. Dall’utilizzo consapevole dei social network alle nuove piattaforme di diffusione e streaming musicale, al lettore è offerto un prontuario completo di consigli e tecniche per promuoversi e sviluppare connessioni di valore nell’ecosistema del professionismo musicale. Music Business – La Grande Guida è pensata anche per gli studenti delle nuove classi di musica moderna e jazz dei conservatori, dei licei musicali e della miriade di scuole ed accademie private italiane, proponendosi come il testo di riferimento per comprendere le mutate condizioni tecnologiche dell’industria musicale all’indomani della rivoluzione digitale.
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Consigli strategici per i video su Facebook

E’ indubbio che YouTube sia il canale primario per i video musicali. Per come è organizzata la piattaforma, per le opportunità che offre, il social media di Google è essenziale per la costruzione dell’immagine di un artista musicale.

Consigli per video su Facebook
courtesy by pixabay.com

Eppure, in particolare per le session live, Facebook si è rivelato un social vincente per promuovere gli artisti e le loro canzoni. I contenuti video di Facebook raccolgono 8 miliardi di visualizzazioni al giorno e i suoi iscritti gradiscono molto l’intrattenimento video. Per un artista è un’opportunità da non perdere, ma anche qui ci sono alcune cose basilari da conoscere per partire con il piede giusto ed evitare errori che potrebbero compromettere il tuo lavoro artistico.

Pubblica direttamente su Facebook

Facebook non ama i link diretti su altri siti o social. I suoi algoritmi limitano la diffusione di contenuti con link. Pubblicare direttamente i tuoi video su Facebook e godere di una diffusione 10 volte superiore del tuo post. Ma ti consiglierei di usare video esclusivi che non hai pubblicato su YouTube. Delle session live ben registrate sono un ottimo contenuto per questo social network.

Cattura l’attenzione da subito

Gli utenti di Facebook manifestano scarsa capacità di attenzione e concentrazione. Ecco perché i primi secondi sono assolutamente cruciali quando si tratta di catturare l’attenzione del tuo pubblico, in particolare i primi 10 secondi. Devi essere creativo, chiaro e sintetico nella presentazione ed arrivare subito al dunque. Dovrai trovare il ritmo giusto anche nelle presentazioni, il tuo piccolo show dovrà essere scorrevole e lineare. Stupisci o emoziona il tuo pubblico già dal primo brano questo ti garantirà l’ascolto del successivo. Più a lungo il tuo pubblico resterà incollato al video, maggiore sarà la sua diffusione.

Usa la potenza di Facebook

Facebook è un’ottima piattaforma per i live in streaming, i suoi strumenti sono piuttosto solidi e non è difficile da usare. Ma un live in streaming non consente errori ed improvvisazioni, ricorda sempre che l’attenzione del pubblico è labile. Preparati con cura prima dello show.

Altro strumento dal potenziale incredibile è Facebook 360. Con un set ben organizzato, magari con un po’ di pubblico, potrai creare un’esperienza immersiva dal sicuro impatto. Per un buon video a 360° devi avere una gran cura dei dettagli e nulla deve essere fuori posto, indipendentemente dal luogo del concerto.

Ottimizza per dispositivi mobili

L’85% dei video su Facebook vengono guardati senza audio, l’uso di didascalie e sottotitoli può rivelarsi utile, molto utile. Ma soprattutto devi tener conto che il 78% dei contenuti video viene visualizzato su dispositivi mobili, assicurati che i tuoi video abbiano le caratteristiche tecniche indicate dal social.

Campagne pubblicitarie su Facebook

Realizzare un video o un live streaming per un social non deve essere un’azione fine a se stessa, deve perseguire un obiettivo utile: la promozione personale, dell’ultimo album, del prossimo tour. Per questo la massima diffusione del tuo video è importante ed un’adeguata promozione ti aiuterà in questo.

Con pochi euro potrai ampliare la platea del tuo messaggio e fissare l’obiettivo da raggiungere. Facebook ti offre tutti gli strumenti per selezionare il pubblico più adatto alla tua musica.

Chiama all’azione

Assolutamente da utilizzare gli strumenti di Chiamata all’Azione come Prenota Ora, Ulteriori Informazioni, Acquista Ora. Fanne buon uso, sono essenziali per ripagarti del lavoro fatto.

Una volta pubblicati i tuoi video dovrai sempre controllare le statistiche per misurare il coinvolgimento del pubblico e il loro gradimento. Potrai anche valutare i gusti del pubblico e trovare la formula che ti darà i risultati migliori. Dovrai provare, misurare e valutare, questo è indispensabile.


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Quali e quanti hashtag per il tuo post?

Indipendentemente dal social in cui ti muovi, gli hashtag hanno una funzione strategica per aumentare la visibilità di un post e per organizzare i contenuti che vai a pubblicare. Questa regola generale vale per tutti i social, anche se non trattano gli hashtag nello stesso modo.

Quali e quanti hashtag sui social
courtesy by pixabay.com

Gli #hashtag sono etichette e come tali andrebbero usate. Il termine, è composto dalla parola hash che indica il simbolo # in informatica e tag che significa etichetta. Vien da sé che l’hashtag serve per definire un contenuto e collocarlo nella sua categoria di appartenenza. L’hashtag contestualizza il tuo contenuto, il tuo post, in modo che possa essere trovato da chi cerca contenuti di determinati argomenti. Ad esempio, se pubblichi un post o una foto della tua rock band, hashtag come #hardrock #rockduro #heavymetal #rockislife sono utili e pertinenti per classificare il contenuto del tuo post; perfettamente inutili sono hashtag che, a tutti gli effetti, non sono utili per classificare il contenuto, come ad esempio #mipiace #lamusica #dura.

Detto questo, vediamo in questo 2021 come vanno usati e scelti gli hashtag nei diversi social:

Instagram

Per Instagram gli hashtag sono fondamentali perché molte ricerche vengono fatte utilizzandoli. Fino a qualche anno fa si consigliava di usare almeno 25 hashtag scegliendo in percentuali uguali quelli molto popolari, mediamente popolari, poco utilizzati, da aggiungere a quelli personali. Ora, è consigliato non superare i 10 hashtag, sempre dosando tra popolari e meno popolari. Negli hashtag molto popolari la concorrenza è più agguerrita e la loro forza di diffusione del post decade velocemente, questo porta a far sì che hashtag meno utilizzati allunghino la vita del post e incrementino la visibilità nelle ricerche e nel feed degli utenti.

Se sei indeciso su quali hashtag inserire sul tuo post, ti consiglio di utilizzare Sixtrix, un motore di analisi che ti suggerisce quali utilizzare e la loro performance su Instagram.

Twitter

Il social veloce è l’inventore degli hashtag. E’ stato il primo a capirne la forza e l’utilità. Considerato che un tweet ha una vita media di 15 minuti, per poi venir superato dal flusso di notizie, la scelta accurata degli hashtag su questo social è determinante, in particolare se si considera che si suggerisce di non utilizzarne più di 2 per tweet.

Se ti è possibile, se è pertinente, utilizza un hashtag popolare nel momento in cui pubblichi (trend-topic). Su Twitter questo metodo può dare risultati molto al di sopra della media.

Facebook

Su Facebook gli hashtag non sono fondamentali. Anzi, diversi studi hanno dimostrato che limitano la diffusione dei post nelle timeline degli utenti. Eppure, nonostante questo, trovano la loro utilità nell’organizzazione dei contenuti, in particolare se stai pubblicando per il lancio di un tuo disco o di un tuo tour.

In particolare, gli hashtag su Facebook restano uno strumento molto interessante soprattutto nel caso di campagne cross-channel (su diversi social o siti), di eventi e anche nel caso di nicchie che ne fanno molto uso; tuttavia, si consiglia di evitare di inserirne più di 1 o 2 per post.

TikTok

Come su Instagram, anche su TikTok gli hashtag sono vitali per dare diffusione ai video, ma in più sono utili per poter partecipare alle Challenge TikTok periodicamente. In molti consigliano di non esagerare con gli hashtag, come su altre, anche su questa App la didascalia ha un ruolo fondamentale. Una strategia di hashtag simile a quella suggerita per Instagram è un buon punto di partenza per capire come meglio sfruttare questo social.

Telegram

Telegram non consente le ricerche tra canali tramite hashtag. Ma anche qui possono avere l’importante funzione di catalogare i contenuti del tuo canale: non è cosa da poco.

Resta il fatto che nei social non esistono strategie universalmente valide. Quello che hai letto sopra sono dei buoni consigli per orientarti nel lavoro, ma sarà con l’esperienza e la misurazione dei risultati che potrai comprendere quali hashtag sono più funzionali per i tuoi profili sociali e quali ti restituiscono risultati migliori. Misurare il rendimento del tuo lavoro nei social è fondamentale se non vuoi insistere a perdere tempo ed energie nel pubblicare post che pochi leggono.


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di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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Formati video per ogni social

Realizzare buoni video per i social media non è facile ma non è nemmeno difficilissimo. Per un buon risultato serve una pianificazione del lavoro per razionalizzare i tempi di produzione ed avere risultati di standard elevato. Dopo aver risolto tutti questi problemi tecnici legati all’audio, all’illuminazione e al contenuto, dovrai scontrarti con il fatto che i diversi social media usano formati differenti; che le storie hanno un formato video diverso dai post, che TikTok richiede uno standard e Twitter ne richiede un’altro.

Formati video per ogni social
courtesy by Pixabay.com

Per fortuna c’è l’App InShot che ti permette di adattare, piuttosto semplicemente, i tuoi video nei vari formati richiesti dai social. L’ho usata nei momenti d’emergenza e l’ho trovata veramente facile e piuttosto intuitiva, adatta a chi poca dimestichezza con l’editing video.

Devi anche tener presente che ogni piattaforma ha le sue caratteristiche peculiari, per esempio su TikTok, IG Reels o Stories i video non possono superare i 15 secondi, mentre su YouTube o Facebook funzionano meglio i video superiori ai 3 minuti. Adattando il formato e la lunghezza per le diverse necessità, puoi comunque utilizzare le diverse immagini, magari rivedendo il montaggio.

Ti lascio questa tabella di riferimento che riassume i diversi formati e durate dei video nelle diverse piattaforme social. Ti sarà utile quando con InShot (o l’App che preferisci) ti troverai a dover condividere lo stesso video in più social.

Feed di Instagram
Proporzioni: da 1,91:1 a 4:5
Durata del video: da 1 secondo a 2 minuti

Storie di Instagram
Proporzioni: da 16:9 a 4:5 e 9:16
Durata del video: da 1 a 15 secondi

Reel di Instagram
Proporzioni: 9:16
Durata del video: da 1 a 30 secondi

Feed di Facebook:
Proporzioni: da 16:9 a 9:16
Durata video: 240 minuti max

Storie di Facebook:
Proporzioni: da 1,91:1 a 9:16
Durata del video: da 1 a 20 secondi

Video Pinterest:
Proporzioni: da 1,91:1 a 1:2
(Pinterest preferisce video quadrati (1:1) o verticali (2:3, 9:16)
Durata del video: da 4 secondi a 15 minuti

Video di Twitter:
Proporzioni: da 16:9 a 9:16
Durata del video: da 0,5 secondi a 2 minuti e 20 secondi

Video TikTok:
Proporzioni: 16:9, 1:1 o 9:16
Durata del video: da 5 a 15 secondi
(o 60 secondi mettendo insieme quattro segmenti di 15 secondi)

Video Youtube:
Proporzioni: 16:9
(ma supporta tranquillamente anche altre proporzioni).
Durata del video: da 1 secondo a 15 minuti
(gli account verificati possono superare questo limite)

Come vedi, le dimensioni sono comuni a diversi social, seleziona le piattaforme con proporzioni identiche e requisiti di lunghezza simili. Queste piattaforme hanno un pubblico simile e non richiederanno molte modifiche al tuo lavoro. Non c’è bisogno di condividere contenuti su ogni singola piattaforma se non si applicano direttamente al tuo pubblico. Una volta che hai un solido elenco di piattaforme su cui prevedi di condividere i tuoi contenuti, valuta quali di queste sono compatibili.

Riutilizzare un video su più canali è un ottimo modo per ottenere più trazione sui contenuti su cui hai già lavorato. Sia che tu decida di riutilizzare i tuoi TikTok in Instagram Reels o di rielaborare un video di Facebook in un post di Twitter, la condivisione tra piattaforme ti consente di ottenere più visualizzazioni, più coinvolgimento e più dai tuoi sforzi con facilità.

Tuttavia, ricorda sempre che non tutti i video raccoglieranno lo stesso risultato per tutte le piattaforme. Ma proprio analizzando le diverse performance, i like, i commenti, il livello di coinvolgimento del pubblico, potrai capire cosa funziona meglio su ogni singola piattaforma social e questo ti servirà per poter creare una strategia vincente con meno lavoro.


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L’Indispensabile musica live

Qualche anno fa, alcune compagnie di analisi finanziaria prevedevano che entro il 2022, nell’industria discografica, la componente più importante del fatturato sarebbe derivata dalla musica in streaming. Nonostante i mesi di pandemia e i relativi lockdown a livello mondiale, le cose non sembrano proprio andare in questo senso.

L'indispensabile musica live
courtesy by pixabay.com

Complice la bassa remunerazione delle App di musica in streaming, le esibizioni dal vivo restano indispensabili per la sopravvivenza degli artisti e delle loro etichette, sempre più coinvolte nell’organizzazione dei tour che offrono denaro fresco per le nuove produzioni. D’altra parte, c’è da considerare che tra i settori industriali, l’intrattenimento è quello che ha il rapporto più basso tra investimenti e ricavi e per un’etichetta, piccola o grande che sia, i costi di produzione e promozione spesso superano i ricavi.

L’epidemia del 2020 ha mostrato tutta la fragilità del sistema, in particolare per gli artisti musicali che, non essendo in grado di fare tournée, hanno visto crollare le loro entrate. In questo contesto, le potenzialità offerte dalla rete si sono rivelate strategiche almeno per limitare i danni o per poter continuare a mantenere un coinvolgimento con i fan. In questo post farò una panoramica sulle varie possibilità offerte, con qualche suggerimento per concretizzare la tua presenza nella rete.

Social media

I social media si sono rivelati essenziali per aiutare gli artisti a emergere. Che si tratti di condividere video, esibirsi dal vivo online o semplicemente promuovere nuova uscita o un progetto in corso, si è vista l’importanza di tenere aggiornati i fan sulle diverse novità e comunque mantenere con loro dei canali di dialogo.

Instagram

Instagram è attualmente il social media più promettente per gli artisti musicali. Durante i mesi difficili alcuni musicisti hanno usato con un discreto successo Instagram Live invitando i loro collaboratori alla diretta per creare una session live a distanza.

Tik tok

TikTok è diventata un punto di riferimento per i musicisti. Il suo pubblico cerca intrattenimento e divertimento e la piattaforma consente agli utenti di creare e condividere video sincronizzandoli con la musica. Avere la tua musica su TikTok consente alle persone di utilizzare il tuo lavoro in modo creativo, dandoti più visibilità e guadagnando royalty per ogni utilizzo. Gli artisti possono anche creare i propri profili e connettersi direttamente con i propri fan su TikTok.

Streaming

Molti musicisti hanno iniziato a trasmettere spettacoli dal vivo, su YouTube, Twitch, Patreon o talvolta tramite il software di chat video Zoom. A seconda del servizio di streaming con cui stai andando, puoi addebitare i biglietti, chiedere alle persone di donare ciò che possono attraverso il servizio di streaming o farlo in base a un modello di abbonamento.
Lo streaming live non va improvvisato e richiede un’attrezzatura adeguata per garantire una buona qualità del suono e dell’immagine, inoltre necessita di una connessione stabile. Tutte cose che dovresti verificare prima di cimentarti in questa impresa.
Per quanto riguarda la piattaforma su cui trasmettere il tuo live, ecco alcune delle opzioni più popolari:

Zoom

Zoom è diventato uno dei servizi di chat video più popolari. Ha una versione base gratuita e diversi livelli a pagamento. La più grande differenza tra pagamento e gratuito è che puoi fare una chiamata di gruppo di 40 minuti solo con la versione gratuita. Se paghi per il servizio, puoi effettuare chiamate di gruppo di 24 ore o più. Con Zoom, puoi suonare con altri musicisti e controllare chi può parlare e chi può ascoltare, consentendo ai musicisti di inviare link ai fan per esibizioni dal vivo o interviste. Zoom offre anche la possibilità di registrare e scaricare le tue chiamate, in modo da poterle caricare sui tuoi social e su Youtube.

Twitch

Twitch è uno strumento di streaming interattivo della galassia Amazon. Crei un “canale” e i follower del tuo canale ricevono notifiche quando vai in diretta. Se ottieni abbastanza follower, puoi diventare un affiliato, il che ti consente di addebitare agli abbonati contenuti esclusivi. C’è anche una funzione di donazione che consente agli utenti di inviarti una mancia con valuta Twitch (si chiamano Bit).

Youtube

Un grande vantaggio di YouTube è la sua popolarità. Youtube sta implementando un servizio di abbonamento a pagamento, in cui le persone possono unirsi al tuo canale per un abbonamento mensile in cambio di contenuti esclusivi. Per ottenere abbonati, il tuo canale deve rispondere a specifici requisiti richiesti. Ad esempio, per trasmettere in streaming da dispositivi mobili, è necessario disporre almeno di un live streaming di Youtube e avere almeno 1.000 abbonati.

YouNow

Ci sono artisti che in YouNow hanno trovato il loro strumento di streaming preferito. Con questa piattaforma non solo si esibiscono dal vivo, ma interagiscono, dialogando con i fan. Gli spettatori possono quindi scegliere di dare una mancia allo stream oppure iscriversi e pagare mensilmente per contenuti aggiuntivi e funzionalità bonus.

Patreon

Patreon è un servizio che consente ai fan di abbonarsi al tuo lavoro a diversi livelli, con pagamenti mensili variabili in cambio dell’accesso a merchandising, spettacoli o altri contenuti esclusivi. Se sei un musicista, puoi offrire live streaming esclusivi agli abbonati a Patreon utilizzando Youtube Live o un servizio chiamato Crowdcast.

Vendere e fare musica

Bandcamp e Spotify hanno adottato approcci diversi per aiutare musicisti e artisti. Bandcamp opera tradizionalmente con un modello di condivisione degli utili, prendendo una percentuale delle vendite fisiche e digitali da ogni acquisto. Recentemente, Bandcamp ha preso parte alla rimozione di questo modello di condivisione degli utili una volta al mese, dando il 100% delle vendite agli artisti sul loro sito web.
Spotify ha aggiunto una funzione di raccolta fondi anche per le pagine degli artisti. Questa nuova funzione consente agli artisti di aggiungere i loro link personali Paypal, Cash App o GoFundMe alle loro pagine. Ecco alcune risorse aggiuntive per vendere e creare la tua musica senza uscire di casa:

Splice

Splice è una piattaforma per gli artisti per caricare e utilizzare campioni di altri artisti. Come musicista, puoi abbonarti al servizio e avere accesso a milioni di campioni e loop. Puoi anche diventare un creatore per il sito, caricando i tuoi campioni per gli altri.

Resonate

E’ un interessante servizio di streaming di proprietà della comunità Co-op nato per pagare i musicisti meglio rispetto ai grandi servizi di streaming. Gli artisti possono caricare la loro musica e i fan, ascoltando la musica in streaming, la pagano in maniera incrementale per ogni ascolto. Al nono streaming, l’ascoltatore ha praticamente pagato adeguatamente l’artista e può accedere al download digitale del brano.

Stationhead

Stationhead è molto interessante, consente a chiunque di creare il proprio canale radio utilizzando Apple Music o Spotify. Se sei un artista che cerca di promuovere la tua musica, puoi creare la tua stazione e trasmettere in streaming ai tuoi fan. Questi programmi possono anche essere registrati in modo che gli ascoltatori possano ascoltare vecchi episodi. La piattaforma paga per stream in base all’ascoltatore, quindi se stai trasmettendo con 50 fan e riproduci loro la tua canzone, sono 50 stream.

Mentre scrivo questo post, l’attività live è ripresa e le cose sembrano andare bene, purtroppo in alcune parti del mondo la Variante Delta del Covid-19 sta costringendo a nuove forme di lockdown, perciò non è detto che il prossimo autunno-inverno le cose saranno tornate alla completa normalità. Ti consiglierei perciò di studiare gli strumenti che ti ho proposto, così da esser pronto a fronteggiare un eventuale altro periodo di vacche magre. Potrebbero rivelarsi un salvagente indispensabile ma anche una nuova fonte di entrate, anche se le cose dovessero andare per il meglio. Cosa in cui tutti speriamo.


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Gli Eventi Facebook

Finalmente si riparte con una lunga ed intensa stagione di concerti. Dopo un’anno e mezzo di quaresima causata dal lockdown gli artisti musicali possono ritrovarsi con il loro pubblico e l’intero settore può tirare un sospiro di sollievo.

Gli eventi facebook
courtesy by pixabay.com

In questo contesto, il social che più di ogni altro si dimostra utile per promuovere un evento o un tour è sicuramente Facebook grazie alla sua tab Eventi, che ti offre uno strumento promozionale completo e sopratutto geolocalizzato.

Ma perché la tab Eventi faccia adeguatamente il suo lavoro è necessario che venga compilata correttamente in ogni sua parte e richiede d’essere arricchita di contenuti nella sezione Discussione per raccogliere la giusta attenzione prima della data del live.

Se non c’è in ballo una prevendita di biglietti o la prenotazione obbligatoria del posto, non è necessario creare un Evento Facebook con largo anticipo, quindici giorni prima della data è più che sufficiente per diffondere la notizia. Quello che è veramente importante è condividere l’evento in tutti i modi che la piattaforma offre e aggiungere contenuti emozionali nella sezione Discussione per aumentare l’impatto emotivo dell’attesa.

Ma che tipo di contenuti aggiungere?

Una delle tecniche più usate è quella di coinvolgere i fan raccontando passo per passo, con testi e immagini, la preparazione della serata o del tour. Puoi raccontare il lavoro in sala prove per poi passare a brevi anticipazioni sul repertorio, per esempio. Le ultime ore prima del live sono decisive: condividere l’allestimento del palco, la descrizione del luogo del concerto e qualche spezzone del sound check è molto utile per trasmettere la tua emozione e il tuo entusiasmo per la grande serata che stai preparando. Crea un sincero legame empatico con i fan e ne sarai ripagato.

Puoi anche aggiungere qualche buon filmato di live precedenti, per far vedere a chi non ti conosce la forza della tua musica ascoltata di persona.

L’importante è che tu riesca a costruire una narrazione coinvolgente che crei aspettativa e attiri curiosità verso il tuo concerto. Prima di pubblicare, dovrai perciò pianificare la pubblicazione e i contenuti dei post per poi pubblicarli in orari differenti ma con una cadenza periodica continua sino all’ora X.

Se hai pubblicato dei singoli o degli album, mettere i link ai tuoi video o ai tuoi profili nelle App di musica in streaming è un’ottima cosa che non va dimenticata.

Nella sezione Discussione non è necessario pubblicare un post al giorno, l’importante è mantenere una cadenza periodica, per esempio un post ogni due giorni, ma sopratutto creare contenuti che possano essere coinvolgenti e interessanti. E’ un lavoro che richiede un discreto impegno ma che, curato adeguatamente darà ottimi risultati.

Ho notato troppo spesso gli artisti musicali delegano questo compito agli organizzatori della serata confidando nel loro impegno promozionale. Ho sempre pensato che questo atteggiamento sia piuttosto ottuso. Entrambi le parti in causa, organizzatori e artista, hanno il massimo interesse per un’ampia partecipazione di pubblico, la sinergia tra i due è perciò strategica per ottenere il massimo risultato possibile.

Se vuoi approfondire questo argomento sono a disposizione, lascia un commento oppure scrivimi in privato.


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di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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