Categorie
marketing musicale musicista professionista social music marketing

Musica: dalla passione alla professione

Trasformare la tua passione per la musica in una professione reale, significa accettare che il mercato musicale è un campionato difficile che richiede soldi per essere giocato. Produrre brani di qualità, formarsi, acquistare strumenti e software, o semplicemente sostenere la tua attività musicale, comporta costi elevati. Se non sai come generare denaro con il tuo progetto musicale, stai sprecando tempo e risorse.

Musica: dalla passione alla professione

Molti artisti si nascondono dietro l’idea romantica che l’arte non debba mischiarsi col denaro, ma la realtà è che senza una rendita continuativa non sei un professionista, sei un dilettante. E non c’è nulla di male nell’essere un dilettante, a patto che non sia questo il tuo obiettivo.

Se invece il tuo scopo è vivere di musica, il primo passo è smettere di ragionare da sognatore e iniziare a lavorare come un imprenditore.

Dobbiamo ragionare con la concretezza della matematica. Il motivo principale per cui la maggior parte degli artisti fallisce nel lato economico è che basa la propria sostenibilità su un modello di business che non è stato progettato per loro: le piattaforme di streaming, come Spotify, hanno un modello di business basato sulla pubblicità e sugli abbonamenti degli utenti, non sulla remunerazione degli artisti.

In questo ecosistema, l’artista musicale non è un partner della piattaforma, ma un fornitore di contenuti o, peggio, un cliente che paga per distribuire e promuovere la propria musica sperando in una visibilità che raramente si traduce in guadagno. Solo i più sprovveduti non si accorgono che i tassi di retribuzione per ascolto sono così bassi che nemmeno il miglior marketing del mondo può colmare il divario tra il costo della produzione musicale e il ricavato dallo streaming.

Se cerchi di posizionarti e monetizzare esclusivamente attraverso questo sistema, che richiede milioni di ascolti per generare pochi euro, stai cercando di costruire la tua casa nel terreno di qualcun altro, un terreno dove le regole sono dettate dal proprietario e dove tu non hai alcun controllo; se domani l’algoritmo cambia o le regole mutano, tu perdi tutto.

Per uscire da questa trappola, devi costruire un tuo modello sostenibile basato sulle tue competenze di artista musicale. Questo significa spostare il focus dal prodotto musicale, inteso come fine ultimo di guadagno, alla musica intesa come mezzo per generare valore.

Nel nuovo business musicale, la musica registrata è il biglietto da visita, che permette di posizionarti nel mercato, ma i soldi veri li trovi altrove: principalmente attraverso l’offerta di servizi. Molti musicisti inorridiscono all’idea di vendere un servizio, ritenendo che questo “sporchi” la loro arte. In realtà, comprendere il mercato richiede un’alta creatività. Risolvere un problema o soddisfare un bisogno attraverso l’offerta di un servizio, significa dare una risposta a qualcuno che è disposto a pagare per quella soluzione: insegnamento, sessionismo,  consulenza, produzione per conto terzi, creazione di esperienze live uniche ecc…

Il passaggio fondamentale che devi affrontare è evolvere il tuo progetto artistico astratto in un prodotto artistico posizionabile in un mercato che lo richiede. Un progetto è in fondo solo un desiderio di espressione, un’idea vaga, priva di confini. Il mercato, però, non compra idee astratte; compra prodotti o servizi con un’identità chiara e un perimetro definito, riconoscibile. Questo significa definire la propria identità artistica in modo nitido, curando l’immagine, la comunicazione, i valori e l’immaginario sonoro affinché siano coerenti tra loro.

L’artista musicale deve lavorare affinché il suo prodotto sia riconoscibile e posizionabile in una specifica nicchia di mercato. Solo quando ha un prodotto solido può elaborare una strategia per aggredire il mercato, smettendo di affidarsi alla speranza  per lavorare con focus e determinazione su qualcosa di concreto.

A questo punto, come l’artista musicale esordiente, lanciato verso il professionismo, devi fare i conti con la tua carenza di competenze orizzontali.

Il sistema educativo tradizionale e la mentalità comune portano gli artisti musicali a focalizzarsi esclusivamente sulle competenze verticali, ovvero sulla tecnica nel suonare o cantare. Ma essere un virtuoso non basta per pagare le bollette. Per diventare un professionista autonomo, devi sviluppare competenze di business, marketing e promozione. Sono queste le leve nascoste che ti permettono di passare dall’esperienza amatoriale alla professione.

I soldi veri arrivano quando il musicista smette di vedersi come artista e, più umilmente, colma queste lacune investendo nella propria formazione imprenditoriale con la stessa dedizione con cui si studia lo strumento.

Lavorare da imprenditore significa anche avere un rapporto sano con il denaro e con l’investimento. Non esiste il costo zero, devi rischiare. Come qualsiasi altra attività imprenditoriale, anche la musica richiede capitale di rischio e investimenti mirati per crescere. Chi cerca scorciatoie gratuite o si affida a soluzioni miracolose a basso costo è destinato a rimanere nel limbo dei dilettanti. Devi imparare a valutare ogni spesa in funzione del ritorno che può generare, evitando costi inutili e puntando sugli investimenti strategici che accrescono il valore del tuo asset principale: te stesso e il tuo brand.

La sostenibilità economica si raggiunge inizi a generare un valore profondo per un target specifico. È inutile cercare di vendere a chi non è interessato o a chi non dà valore alla musica. Bisogna puntare a quei fan o clienti che riconoscono il valore della tua offerta, sia essa un concerto, una lezione o una produzione. Non cadere nell’errore psicologico di pensare che i fan non abbiano soldi o che il mercato sia povero. Se offri un valore percepito alto, le persone pagheranno quello che chiedi.

La via per la professione musicale passa per l’abbandono delle logiche passive e l’adozione di una mentalità attiva e imprenditoriale. La musica è il mezzo meraviglioso con cui attiri l’attenzione e dimostri il tuo valore, ma il modello di business è la struttura che ti permette di convertire quell’attenzione in reddito. Non lasciare che il tuo futuro dipenda da un algoritmo o dalle decisioni di una multinazionale dello streaming. Prendi il controllo della tua carriera, studia le regole del mercato, definisci il tuo prodotto e costruisci il tuo sistema di vendita basato sui servizi e sul valore reale. Solo così potrai dire di essere un vero professionista della musica, libero dalle illusioni e padrone del tuo destino.

Sei arrivato sin qui.
Non perdiamoci di vista iscriviti alla mia newsletter
e resta connesso con le dinamiche del mercato musicale
Gratificami, offrimi un caffe!
Categorie
marketing musicale musica italiana musicista professionista personal branding posizionamento musicale social music marketing

Cose che non ti dicono sulla musica

Ogni anno, migliaia di studenti talentuosi si diplomano con il massimo dei voti in conservatori e accademie private, padroneggiando il proprio strumento con una tecnica invidiabile. Nonostante questo, la stragrande maggioranza di questi diplomati non riesce a trasformare la musica in una professione sostenibile. Questo è il paradosso inquietante nel cuore del sistema formativo musicale italiano.

Cose che non raccontano ai musicisti

Il musicista neodiplomato si ritrova catapultato in un mondo del lavoro che non conosce e non comprende, costretto ad accettare paghe da fame e lavori in nero. Un sistema poco trasparente, dove le regole spesso sono ignorate che, nel peggiore dei casi, porta il giovane musicista ad abbandonare i propri sogni per cercare un impiego in tutt’altro settore.

La domanda che come aspirante musicista dovresti porti non riguarda la qualità delle scale o degli arpeggi che stai studiando, ma qualcosa di molto più strutturale: perché le scuole di musica e corsi di laurea, non affrontano il problema della disoccupazione artistica?

La risposta la possiamo trovare nell’obsolescenza dei programmi didattici, che rimangono ancorati all’idea romantica di musica, ignorando totalmente le dinamiche del mercato attuale e come queste incidano nella carriera dell’artista.

Il primo grande errore del sistema educativo tradizionale è la focalizzazione esclusiva sulle competenze tecniche verticali che rendono l’artista musicista tale. Questa base è ovviamente imprescindibile ma non è sufficiente per lavorare. Saper suonare bene oggi è un semplice requisito minimo, seppur insindacabile.

Il mondo reale é fatto di contratti, leggi sul diritto d’autore, diritti dei lavoratori, doveri dei professionisti, leggi sugli eventi live ed altre quisquiglie che le scuole ignorano deliberatamente. Nessuno insegna allo studente come gestire il rapporto con le persone, come negoziare il proprio valore economico, o come costruire una rete di contatti che non sia basata sulla competizione ma sulla sinergia.

Al Musicista-Studente manca quella formazione professionale e imprenditoriale, che permette di veicolare la competenza tecnica all’interno di un mercato disposto a pagare per essa. Competenze tecnico artistiche non necessariamente legate all’uso dello strumento, ma richieste da un mercato ricco di opportunità per chi sa vederle e coglierle.

Se poi parliamo di marketing e promozione, qui troviamo un desolante deserto di ignoranza, di falsi miti e di false credenze basate su consuetudini legate a modelli di un mercato musicale che ormai non esiste più.

Per un artista musicale fare marketing significa innanzitutto conoscere il mercato musicale che non solo si regge sul tradizionale rapporto tra domanda e offerta, ma è pure molto articolato e complesso: mercato della didattica, mercato delle produzioni, mercato delle sincronizzazioni, mercato delle edizioni, booking, consulenze artistiche e molto altro. Ognuno di questi segmenti ha una propria domanda, una propria offerta e le sue dinamiche interne.

Le scuole non spiegano come si potrebbe costruire una rendita continuativa. Nemmeno affrontano il tema della fiscalità, lasciando i ragazzi in balìa degli sfruttatori che lucrano sul lavoro nero. Ignorare questi aspetti significa mandare i giovani allo sbaraglio, privi degli strumenti legali ed economici minimi per tutelare il proprio lavoro e costruire un futuro solido.

L’industria musicale ha subito una virata epocale che non ha ancora raggiunto i templi dell’educazione musicale. Se fino a qualche decennio fa, l’obiettivo era vendere il disco fisico. Oggi, con la musica liquida e lo streaming, il prodotto musicale in sé ha perso il suo valore di scambio diretto.

Le scuole continuano a formare produttori di musica o esecutori, ma il mercato richiede fornitori di servizi. Che si tratti di insegnamento, di intrattenimento live, di produzione per terzi o di consulenza, l’artista musicista oggi deve capire che il suo ruolo è risolvere un problema o soddisfare un bisogno per un cliente specifico.

Come artista musicale devi ragionare con la mentalità del professionista imprenditore. Analizzare il mercato, scoprire come usare le tue competenze per risolvere problemi, solo così puoi costruire una fonte di guadagno reale continuativa. In questo contesto puoi dare sfogo anche alla tua vena creativa o comunque avere la disponibilità economica per portare avanti progetti artistici elevati, non necessariamente legati a logiche di consumo.

Costruisci una tua immagine professionale solida, legata alla tue competenze e offri una proposta chiara di servizio verso un mercato che ne ha bisogno. Questo è il marketing musicale. Può essere rivolto ad un pubblico di fruitori o a un pubblico di professionisti. Sempre marketing è.

Smetti di girare a vuoto e inizia a costruire il tuo percorso su fondamenta solide, partendo dalla comprensione che la musica, per diventare mestiere, deve farsi servizio, strategia e impresa.

Se ti serve un orientamento, un aiuto, io sono qui. Contattami liberamente.

Gratificami, offrimi un caffe!
Categorie
marketing musicale musicista professionista personal branding

Quale differenza tra Musicista Hobbysta e Professionista?

Non è detto che tutti gli artisti debbano per forza preoccuparsi di costruire il proprio personal brand. Se per te la musica è un hobby, un momento di puro svago da vivere in sala prove con gli amici o nella tranquillità della tua camera senza l’ambizione di farne una carriera, allora lavorare sulla tua immagine potrebbe essere un inutile dispendio di energie. Ma…

Quale differenza tra musicista hobbysta e professionista?

…Il discorso cambia radicalmente se desideri che la musica diventi la tua professione, se senti il bisogno di evolvere o se hai necessità di allargare il tuo pubblico. È in questo caso che curare il modo in cui ti presenti diventa il vero motore del cambiamento e un acceleratore per il tuo percorso.

Per capire se hai davvero bisogno di lavorare su questo aspetto, osserva alcuni segnali nella tua vita artistica. Magari non sei soddisfatto dei risultati che stai ottenendo, i concerti scarseggiano o ti senti soffocare da troppa concorrenza. Forse senti che il tuo progetto è fermo, vorresti più risorse per investire nella tua musica o, semplicemente, hai la sensazione che addetti ai lavori e pubblico non ti riconoscano l’autorevolezza e la credibilità che meriti.

Se ti ritrovi in una di queste situazioni, ricorda sempre una regola d’oro: non è tanto importante quanto tu dica di essere bravo, ma conta soprattutto ciò che gli altri dicono di te e della tua musica. Una volta acquisita questa consapevolezza, il percorso da seguire si snoda attraverso alcuni passaggi fondamentali.

Il primo passo è guardarti dentro per capire cosa ami suonare, cosa ti fa stare bene e in cosa eccelli, verificando che ci sia qualcuno là fuori che ha bisogno proprio di quel suono o di quel messaggio; per facilitarti il compito, è molto meglio rivolgersi a una nicchia specifica di ascoltatori piuttosto che cercare di piacere a tutti indistintamente.

Il secondo passo consiste nel costruire una tua casa online, uno spazio dove chi ti cerca possa capire subito chi sei, percependo solidità e professionalità al primo sguardo: un profilo social, un sito, una community; anche tutti e tre insieme.

Il terzo passo è il cuore di tutto: il racconto. Scegli il formato che senti più tuo, che siano video, testi o immagini, e narra una storia che risuoni con i sogni e i valori di quel piccolo gruppo di persone che hai individuato come tuo pubblico ideale; dì qualcosa che valga la pena dire, offri un contributo di cui valga la pena discutere.

Infine, c’è il quarto passo, quello su cui scivolano anche i musicisti più talentuosi: la costanza.

Devi presentarti al tuo pubblico regolarmente e generosamente, per anni, non solo quando esce un singolo. Serve per costruire e rafforzare la fiducia nei tuoi confronti. Solo dopo aver coltivato con pazienza la tua passione e averla raccontata con dedizione per lungo tempo, otterrai la tua “restituzione”: il pubblico ti ripagherà con lo stesso affetto e supporto che tu hai donato loro, aiutandoti a diventare l’artista che sogni di essere.

Stai cercando la tua strada nel mondo del professionismo musicale?
Inizia con la nota giusta e raccontami la tua esperienza.

Gratificami, offrimi un caffe!
Categorie
musica streaming social music marketing social network Spotify Spotify playlist

The Great Streaming Swindle

Se è vero che, negli anni ’70, gli emergenti Sex Pistols (e Malcom McLaren) si presero  gioco delle major così come raccontano nel film agiografico The Great Rock’n’Roll Swindle, direi che oggi il Sistema Industriale Discografico si è abbondantemente preso la sua rivincita.

La grande truffa dello streaming

L’industria musicale contemporanea sembra democratica, fa credere che lo streaming abbia abbattuto le barriere d’ingresso, permettendo a chiunque di raggiungere un pubblico globale. Tuttavia, la realtà è diametralmente opposta.

Se sei un artista musicale esordiente, in particolare se operi in modalità DIY (Do-It-Yourself), costruire una carriera basandosi esclusivamente sui ricavi dello streaming è svantaggioso sotto diversi punti di vista, tra i quali quello economico. Il sistema delle royalty di Spotify è una sorta di mostro di Frankenstein nato dall’unione di leggi sul copyright obsolete, modelli di business aggressivi e dinamiche industriali che favoriscono sistematicamente le major discografiche.

Come artista musicale esordiente, il primo ostacolo che incontri  è l’opacità del sistema. La struttura delle royalty è così illogica e complessa che persino esperti del settore impiegano mesi per decifrarla. Questa complessità non è un dettaglio tecnico irrilevante: essa ti impedisce di comprendere quanto effettivamente guadagni per ogni stream, rendendo impossibile qualsiasi pianificazione finanziaria seria. Quando ti ritrovi a dover agire contemporaneamente come autore, interprete, etichetta e amministratore, questo sistema di regole rappresenta una barriera che ruba tempo e risorse alla creatività.

I dati reali mostrano quanto sia risibile il compenso per il lavoro creativo. In termini generali, un artista indipendente che possiede sia i diritti della registrazione che quelli della composizione guadagna mediamente circa €0,0045 per streaming. Questa cifra deve coprire i costi di produzione, registrazione, marketing e distribuzione. È evidente che il rapporto tra l’investimento necessario per produrre musica di qualità e il ritorno economico dello streaming è profondamente sbilanciato.

Il Sistema di Spotify si mantiene grazie i bassi compensi offerti ai musicisti, il che gli permette di offrire la musica gratis agli ascoltatori e guadagnare cifre iperboliche con gli inserzionisti pubblicitari (per semplificare).

La penalizzazione dei musicisti DIY rispetto alle major discografiche è strutturale e si manifesta in diverse fasi del processo di licenza:

Libertà di Negoziazione: Le major non sono obbligate per legge a concedere le proprie registrazioni a Spotify. Esse negoziano contratti diretti, potendo imporre tassi e minimi garantiti. Al contrario, l’autore non può dire di no e deve accettare tassi stabiliti dal governo degli Stati Uniti (Statutory Rates), senza possibilità di negoziare (Hai mai letto il contratto che regola il tuo rapporto con Spotify?).

Il Modello Pro-Rata: la torta delle royalty viene divisa in base alla quota di mercato. Le major, grazie ai loro cataloghi immensi e al controllo delle playlist, dominano il volume totale degli ascolti, drenando la stragrande maggioranza dei fondi disponibili. In pratica ti ritrovi in un sistema dove la sua quota è microscopicamente diluita dalla massa dei grandi successi commerciali.

Il colpo di grazia alla tua sostenibilità economica di esordiente è arrivato con i cambiamenti introdotti nel 2024. Spotify ha deciso di smettere di pagare le royalty per le registrazioni sonore che generano meno di 1.000 streaming all’anno. Questa soglia è una dichiarazione di guerra esplicita verso gli artisti indipendenti: che secondo alcune stime sono il 95%, tra artisti ed etichette.

Le fonti indicano chiaramente che questa manovra è stata progettata per cancellare gli artisti DIY. Questi fondi, che sommati ammontano a circa 284 milioni di dollari, non restano a Spotify ma vengono redistribuiti nel pool comune, andando ad arricchire ulteriormente major e artisti già affermati. Per un esordiente, i primi mille streaming sono i più difficili da ottenere e rappresentano la base della crescita; negare il compenso per questi ascolti significa rimuovere il primo gradino della scala professionale.

E ci sono pure altri dettagli non secondari che ti impediscono di entrare in possesso delle tue legittime royalty; un argomento sul quale non mi dilungo non essendo la mia specialità. Certo è che, un artista esordiente, spesso privo di una struttura amministrativa alle spalle, corre il rischio concreto che i propri sudati guadagni vengano legalmente trasferiti ai propri concorrenti più grandi.

Affidare la tua carriera di artista musicale esordiente esclusivamente allo streaming è una strategia fallimentare per tre ragioni fondamentali:
1. I ricavi per unità sono troppo bassi per sostenere una vita dignitosa o reinvestire nel progetto.
2. Le regole del gioco sono truccate a favore delle major, che godono di poteri negoziali e vantaggi di scala preclusi ai DIY.
3. Le nuove barriere all’ingresso (come la soglia dei 1.000 stream) eliminano attivamente la possibilità di piccoli guadagni incrementali per chi sta iniziando.

Senza altre fonti di reddito (tour, merchandising, vendita diretta), la musica su Spotify non è una carriera, ma un puro costo.

In questo post, ho usato Spotify come riferimento perché è la app di streaming più popolare e la più studiata nel settore, ma lo stesso, sostanzialmente, vale anche per le altre, sebbene talvolta siano leggermente più generose.

Poter esercitare come musicista professionista, poter vivere di musica, oggi richiede un impegno particolare indirizzato verso la promozione delle proprie abilità tecnico artistiche più che sul prodotto musicale finale che, in questo contesto, si rivela essere un mezzo per il raggiungimento di risultati più concreti.

Se il tuo percorso artistico non decolla, se fatichi ad orientarti in un mercato così competitivo, ti invito a contattarmi senza alcun impegno. Raccontami la tua esperienza e vediamo se posso esserti utile. Sei tu che devi fare il primo passo: Scrivimi

Gratificami, offrimi un caffe!
Categorie
marketing musicale musicista professionista personal branding posizionamento musicale

Nella musica osare è vincere

Le critiche sono una parte inevitabile del viaggio, e forse è il caso di iniziare a vederle sotto una luce diversa. Per un artista musicale avere talento e tecnica non è così raro come si pensa; ciò che manca spesso è il coraggio di condurre il gioco e di prendersi dei rischi.

Nella musica osare è vincere

Noto spesso, parlando con musicisti, che buona parte tende a non esporsi davvero. Vedo competenze tecniche, voci incredibili e ore passate sullo strumento che però non vengono valorizzate, nonostante l’impegno e la dedizione.

Molti artisti musicali avrebbero tutte le carte in regola per diventare dei punti di riferimento o delle guide per il loro pubblico, ma rimangono incastrati nella paura. È facile rimanere nei ranghi e suonare ciò che è corretto, ma il mercato musicale è una partita che si gioca sulle idee e sui contenuti che rompono gli schemi.

Le canzoni che non osano, quelle che cercano di accontentare tutti senza disturbare nessuno, semplicemente non circolano. Se la tua musica suona banale o troppo simile a tutto il resto, difficilmente crescerai.

Se a bloccarti è la paura del fallimento, prova a vederla come un alibi costruito dalla tua mente. Come artista indipendente, non hai la protezione di un posto fisso: sei tu l’impresa e il rischio fa parte del gioco. I tuoi concorrenti là fuori stanno giocando tutte le loro carte per emergere; non puoi permetterti di ritirarti in un ambiente sicuro, sei al centro del palco e il microfono è in mano tua.

Poi c’è la paura più grande: quella di essere criticati. Ma essere criticati è un passaggio obbligato per diventare qualcuno. Se non ricevi critiche, probabilmente non stai ricevendo nemmeno visibilità. Se scrivessi una canzone che non prende posizione, con un testo generico e un suono standard, sarebbe un insuccesso perché non scatenerebbe alcuna discussione. Nessuno ne parlerebbe male, è vero, non ne parlerebbe affatto.

Se credi realmente nel tuo messaggio, se hai una visione artistica e dei valori che vuoi trasmettere, non devi nasconderti. Rifletti bene su ciò che sei e poi esponiti, accettando che le critiche arriveranno. Il fastidio momentaneo di un commento negativo è nulla in confronto ai vantaggi di aver detto qualcosa di unico e diverso. Essere diversi significa essere straordinari, ed è questo che rende una carriera sostenibile e gratificante. Le persone si legheranno a te perché vedranno nel tuo coraggio un esempio di ciò che loro vorrebbero essere, ma non possono perché bloccati dalla paura di esporsi.

Da oggi prova a cambiare prospettiva: chiediti come puoi raccontare nella tua musica qualcosa in cui credi così fermamente da essere disposto ad accettare che venga criticato. oh, ti divertirai. Te lo garantisco.

Ti piacerebbe se provassimo a individuare insieme qual è quell’elemento unico della tua musica su cui potresti puntare? Scrivimi.

 

Gratificami, offrimi un caffe!

 

Categorie
business marketing musicale musicista professionista personal branding posizionamento musicale

Sei un musicista Pro o Dummy?

Per entrare nel vasto mercato musicale, per vivere guadagnando con la musica, non puoi approcciarti come un Dummy. Non c’è spazio per gli hobbysti. Se vuoi fare sul serio, se vuoi essere un Pro, devi affrontare il mondo della musica con il mindset giusto e prepararti a lavorare duramente e con passione sul tuo progetto musicale, ampliando le tue competenze e diventare Manager di Te stesso, come si usa dire.

Sei un musicista pro o dummy?

Lavorare sul tuo progetto artistico e sulla tua musica mettendo in campo energie, tempo e risorse economiche senza ottenere alcun tipo di feedback o risultato concreto rappresenta una delle esperienze più frustranti che si possa vivere.

Questa condizione di stallo spesso non dipende dalla qualità intrinseca della tua musica, ma dalla mancanza di una struttura professionale e strategica capace di trasformare un’idea astratta in un valore riconosciuto dal mercato.

Molti artisti musicali finiscono per arrendersi, o nel trascinarsi con fatica, perché rimangono intrappolati in un circolo vizioso alimentato da aspettative irreali e dalla dipendenza da realtà poco trasparenti: ad esempio etichette che promettono visibilità in cambio di pagamenti o servizi di distribuzione o promozione privi di un contesto reale.

Uscire da questa impasse e iniziare a guadagnare davvero con la musica, parte dalla consapevolezza che il settore musicale oggi richiede competenze che vanno ben oltre la semplice creatività musicale o l’abilità con lo strumento: competenze di business e marketing sono pilastri fondamentali per la tua carriera.

Il primo passo cruciale per monetizzare come artista musicale è la trasformazione del tuo progetto artistico in un prodotto artistico posizionabile. Vedo spesso che il progetto è un’entità astratta, creativa, legata al desiderio primario dell’artista di comunicare ed esprimersi; il prodotto musicale invece, deve avere un perimetro definito e un’identità chiara che il mercato ( e il pubblico) possano riconoscere e valutare.

Il mercato musicale ha regole specifiche che non riguardano necessariamente la struttura dei brani, ma la tua capacità di generare fan reali e di occupare uno spazio preciso nella mente del pubblico e degli addetti ai lavori: quello che viene definito Posizionamento.

L’identità artistica prevede la non omologazione, al contrario richiede unicità: devi essere il più diverso possibile dagli altri. Il segreto sta nel mantenere una coerenza assoluta tra immagine, valori, linguaggio e immaginario sonoro. Senza questa aderenza tra le varie parti, il tuo progetto appare frammentato e dispersivo. Questo rende impossibile per un potenziale fan, o un professionista del settore, comprendere il reale valore della tua proposta musicale.

Una volta definita la tua identità, entra in gioco la strategia di posizionamento, che rappresenta la maggior parte del lavoro necessario per aggredire il mercato con successo. La maggior parte degli artisti esordienti commette l’errore di passare direttamente dal progetto al mercato, caricando brani sugli aggregatori e scimmiottando i contenuti dei social nella speranza che accada qualcosa (che puntualmente non accade).

Al contrario, i musicisti professionisti utilizzano metodologie strategiche per focalizzare su di sé l’attenzione; evitando di sprecare tempo e soldi in azioni inconcludenti. Solo ragioando e progettando una strategia ti permetterà di capire come parlare al tuo target, quali piattaforme presidiare con contenuti mirati e a quali attori della filiera discografica, come uffici stampa, etichette o booking in target, rivolgerti per ottenere una reale trazione.

In questo campionato difficile, entrare nel mercato è una sfida, ma rimanerci richiede un mindset fortissimo e una preparazione tecnica e gestionale che solo pochi artisti scelgono di coltivare. E purtroppo i risultati si vedono.

Una mancanza frequentissimo nel dummy è la costruire di una presentazione efficace per i professionisti del settore: è una competenza strategica che può fare la differenza tra l’essere ignorati e l’ottenere un investimento. Devi considerare che i professionisti seri, quelli con cui vale la pena investire tempo e risorse, ricevono una mole enorme di materiale; un artista deve essere capace di suscitare interesse in pochissimi minuti, andando dritto al punto e facendo capire immediatamente cosa lo rende diverso dal resto del branco.

Questo ti richiede la capacità di abbandonare i discorsi generici per concentrarsi sui punti cardine della tua presentazione professionale. In genere un esordiente è carente di contesti offline di alto livello dove testare la sua musica e, sopra ogni cosa, costruire connessioni.

Devi superare questo ostacolo e lavorare per crearti connessioni di rilievo. Nel mondo reale le relazioni interpersonali sono ciò che permettono di uscire dalla dimensione solitaria del web per confrontarsi con situazioni di livello superiore

C’è poi da abbattere un pregiudizio che in realtà spesso è l’alibi dei rinunciatari.

Imparare a venderti: devi imparare a dare un valore commerciale al tuo lavoro; dargli un significato concreto, materiale, che vada parallelo al valore artistico del tuo lavoro. Imparare a vendersi non significa screditare la propria arte, ma al contrario generare le risorse necessarie per sviluppare le proprie competenze, investire in attrezzature professionali e proseguire i propri percorsi formativi.

La diversificazione delle entrate attraverso la vendita di servizi, come sessioni di registrazione, mixing o consulenze tecniche, è una via concreta per incamerare denaro e sostenere il proprio progetto artistico principale.

Il mondo della Musica è un vasto mercato estremamente competitivo che offre tutto di tutto, online, ed a prezzi ridicoli. Se vuoi essere valorizzato, devi far percepire al tuo potenziale cliente i benefici ed i vantaggi unici della tua offerta, dei tuoi servizi. In questo modo non dovrai più giocare al ribasso, ma ti farai pagare in base al valore della tua proposta.

Ti sembra difficile? Se hai delle competenze solide dovresti essere in grado di farlo. Se ritieni di non averle, allora studia di più: significa però che non sei pronto per affrontare il mercato.

Studiare il business e il marketing musicale ti è indispensabile per acquisire il controllo sulle tue piattaforme e sui tuoi flussi di lavoro, evitando di dipendere totalmente da algoritmi o realtà esterne che cambiano le regole del gioco da un momento all’altro. Testare le informazioni che raccogli, l’analisi di casi studio reali sono gli strumenti che consentono di accorciare i tempi di crescita, trasformando anni di tentativi a vuoto in mesi di lavoro mirato e consapevole.

Devi avere le spalle larghe ed essere disposto a ricevere critiche costruttive e a guardare in faccia ai tuoi fallimenti: è proprio dall’analisi degli errori, tuoi e degli altri, che trai le lezioni più importanti per posizionarti correttamente nel mercato.

Nel settore musicale, il livello medio di preparazione strategica è spesso basso, se decidi di lavorare seriamente sulla tua formazione imprenditoriale, avrai un vantaggio competitivo enorme. Ma soprattutto, trasformerai la tua passione in una professione solida, redditizia e duratura.

Gratificami, offrimi un caffe!

Se vuoi cominciare a far sul serio e verificare il tuo livello di preparazione, Scrivimi.

Categorie
business marketing musicale musicista professionista

L’artista musicale deve investire, ma come?

Prima o poi, ogni artista musicale deve investire denaro per crescere ed evolversi. Ho fatto un po’ di mente locale sulle mie esperienze dirette e indirette e ne ho ricavato una piccola guida che può orientarti nel tuo percorso artistico. Per l’artista esordiente,  definito come colui che è al primo o secondo singolo, con brani ascoltati principalmente dagli amici e video con circa 300-500 visualizzazioni reali, le priorità di investimento sono chiare.

Dove deve investire l'artista musicale oggi?

Investi nella Produzione e nel Sound

Il più cruciale ambiente in cui investire tempo e risorse è la produzione. Anche se sei un producer capace di fare tutto da solo, potresti aver bisogno di una guida esterna che ti aiuti a definire, rifinire e pulire il tuo suono; almeno dovresti aver qualcuno con cui confrontarti, per essere certo che il frutto del tuo lavoro non sia condizionato da una visione troppo personale: ricorda che nei lavori creativi, come la musica, la passione, l’amore per le proprie creazioni può giocare brutti scherzi. Avere un prodotto finale di valore è la base per tutto ciò che segue.

Investire in produzione non significa solo pagare lo studio, c’è qualcosina i più:

  • Arrangiamento e Pre-produzione: Devi avere un professionista che valuti la struttura del brano prima di entrare in studio. Un orecchio esterno troverà i punti deboli e punti di forza della tua composizione, correggendo i primi ed esaltando i secondi.
  • Registrazione: Assicurarsi che le riprese vocali e strumentali siano impeccabili. Anche qui un professionista del suono può esserti di grande aiuto.
  • Mixing: Bilanciare tutti gli elementi sonori per garantire chiarezza e impatto; in questa fase, a meno che tu non sia un genio della consolle, un tecnico di livello fa la differenza.
  • Mastering: L’ultimo passo per ottimizzare il brano per tutte le piattaforme di streaming, garantendo che suoni al volume e con la dinamica standard del settore. Ovviamente anche in questa fase affidarsi ad un tecnico competente è molto meglio che fare da soli.

Un brano professionale e ben prodotto è un ottimo biglietto da visita per farsi notare dai professionisti del settore. Se poi hai seguito con attenzione le varie fasi di produzione, hai avuto il controllo sul tuo lavoro, sarà una carta in più da giocare nella tua partita.

Investi nei Live: Anche Gratuiti

L’investimento nei live, in questa fase, significa suonare ovunque e senza cachet: feste, strada, house concert, o qualsiasi contesto che ti permetta di stabilire connessioni forti. L’obiettivo è duplice: testare la musica nel mondo reale e guardare il pubblico negli occhi per capire come la tua musica stimola il loro stato d’animo. Accettare di suonare gratis è un investimento in esperienza e connessioni, non un regalo. Il mondo offline e la capacità di portare i progetti nel mondo reale sono ciò che fa la differenza.

Ovviamente questo deve rientrare in una strategia di comunicazione ben precisa e pianificata. Solo così riuscirai a massimizzare i risultati e non sarà una perdita di tempo.

Investire nei live, se hai una fan base minima, significa anche produrre i propri live, quando magari non si ricevono proposte interessanti o svilenti.

Evita Numeri Finti e Uffici Stampa Prematuri

Orami dovrebbe essere chiaro, ma è anche chiaro che non si è mai ripetuto abbastanza: non investire in plays, follower o views. Questi numeri dopati non ti forniscono il feedback sincero necessario per far evolvere il tuo percorso artistico. Se ti sfugge il perché, scrivimi, fissiamo una videocall e te lo spiego per benino, ti divertirai.

Inoltre, non investire in un ufficio stampa troppo presto. Sebbene l’ufficio stampa sia utile, è necessario capire prima quanto vale la tua musica. Affidarsi a un PR senza avere una base di valore o di trazione espone l’artista a spese inutili, specialmente considerando che, se l’interlocutore ha poco tempo, devi comunque essere tu a saper presentare il progetto in modo efficace. Un ufficio stampa è più appropriato quando si è già nello status di Artista Promettente (3.000-7.000 views reali), in questo caso, una buona campagna associata ad una strategia di marketing dove può accelerare un processo già in corso.

Il Feedback Critico è indispensabile

Una delle trappole più grandi per l’artista sconosciuto è l’isolamento o il confronto solo con realtà di basso livello. Se non ti confronti con situazioni di un livello più alto rispetto al tuo, rischi di rimanere in una situazione di stallo, che non ha senso ai fini della crescita.

Il confronto con veri professionisti è la chiave per superare le tue mancanze. Un professionista serio non ti darà solo pacche sulle spalle; ti dirà onestamente se ti manca qualcosa e come fare per migliorarti. Magari ti farà notare che il tuo punto di forza più grande è la cosa più sotterrata che hai presentato. Questa crescita avviene attraverso il confronto diretto e la disponibilità a ricevere critiche, non solo attraverso l’assimilazione passiva di informazioni da un video YouTube o un articolo.

Trovare il Contesto Giusto

Cercare il contesto giusto significa privilegiare la qualità sulla quantità. È meglio partecipare a un evento ristretto (come quelli limitati a 12 artisti, per esempio), dove c’è attenzione e non dispersione, piuttosto che a una convention da 100 persone.

Anche la tua rete di relazioni professionali deve crescere insieme alla tua immagine pubblica e la tua evoluzione artistica, anzi, queste tre cose sono strettamente collegate e una loro crescita armonica ti semplificherà di molto l’esistenza.

  1. Ricerca Locale Qualitativa: Invece di mandare email a festival nazionali, cerca showcase per artisti emergenti organizzati da entità con una reputazione consolidata (aziende o professionisti che dimostrano trasparenza) nel tuo territorio.
  2. Imparare dagli Errori degli Altri: Essere in contesti ristretti ti permette di osservare come gli altri presentano i loro progetti e di apprendere dai loro errori. Vedere i fallimenti (che sono amati, perché chi non fallisce non ci prova mai) altrui è un enorme plus per la propria crescita.
  3. Preparazione Pre-Incontro: Quando si incontra un professionista, non sprecare l’occasione. Se non sai cosa dire in poco tempo, non puoi fargli capire che sei diverso. Prepara la presentazione in anticipo. Sai come ti devi presentare?
    Prenota una call gratuita e ne parliamo.
La Mentalità Imprenditoriale e la Trasparenza

Gli artisti musicali troppo spesso investono la maggior parte di tempo e risorse sul lato creativo e sottovalutano ampiamente quello strategico e gestionale, poi si lamentano che non fanno soldi! Per uscire dalla fase di emergente e progredire, devi sviluppare una mentalità imprenditoriale, sapendo distinguere chi lavora in modo trasparente e chi no.

Le realtà che lavorano seriamente sono spesso le più schiette e dirette, non temendo di essere scomode. Una realtà non trasparente si sente da lontano per la sua puzza di marcio e la mancanza di obiettivi concreti. Ricorda che il denaro e l’attenzione sono spesso strumentalizzati per farti pagare servizi inutili.

La sincera eccitazione professionale deriva dai numeri sinceri, anche quando sono piccoli. Una volta che si inizia a dopare i numeri, è difficile smettere. La trasparenza e l’onestà intellettuale nel presentare il proprio percorso, incluse le mancanze e i fallimenti, sono cruciali per attrarre professionisti seri e investitori disposti investire denaro reale.

Gestisci il Passaggio di Status

Quando il tuo percorso musicale inizia ad avere trazione, hai un EP o un album pubblicato, il passaparola è avviato, i tuoi video raggiungono le 3.000-7.000 views reali, e riesci pure a riempire degli spazi con i tuoi live,  puoi dire d’essere entrato nello status artistico più delicato per la tua carriera: quello di Artista Promettente. A questo punto, le tue scelte possono avere un impatto decisivo sul futuro:

  • Valuta l’Ufficio Stampa: Se sei ancora senza contratto, delle campagne stampa mirate e strategiche sono a questo punto opportune. Ma non dimenticare che interviste e comunicati stampa devono essere parte di una strategia più complessa che investa tutti i media a tua disposizione e con un messaggio chiaro, che non crei confusione nelle tue intenzioni.
  • Investi in Merch e Contatto Diretto: Inizia a produrre merchandinsing per ripagare le spese dei concerti e mantenere il contatto con la fan base. Dovresti avere anche un sito, un semplice sito vetrina, ma in grado di raccogliere le email dei tuoi fan: il primo indispensabile passo per togliersi dalla schiavitù dei social.
  • Contatta gli Addetti ai Lavori in Modo Unico: Evita l’email standard. Per distinguerti dalla massa e non essere regolarmente cestinato (perché i giornalisti ricevono troppe richieste), invia qualcosa di fisico (vinile, cassetta, CD): fai vedere che fai sul serio e che investi nella tua produzione. Questo ti rende memorabile e aumenta le possibilità che il tuo disco venga ascoltato.
NO ai Social Media Guru

Evita chi promette di triplicare il pubblico o metodi infallibili in tre mosse. Questi guru, nella migliore delle ipotesi, spesso applicano metodi rigidi che non si adattano alla tua sensibilità artistica, portandoti a vendere la musica come fosse un profumo.

L’Occasione di Crescita e il Tuo Prossimo Passo

Ricorda che il successo non si costruisce solo online. La vera crescita si ottiene avendo il contesto, le persone e i professionisti veri, giusti e seri con cui confrontarsi. Che si tratti di eventi, showcase ristretti o sessioni di ascolto con figure autorevoli, come produttori artistici, autori di spicco, o veterani del settore, l’opportunità di presentare il tuo progetto e ricevere feedback di alto livello fa la differenza.

Non usare la scusa che il tuo progetto non è ancora perfetto per evitare il confronto. Mettiti nell’ottica di usare questi contesti come una spinta per migliorare, sapendo che le occasioni non mancheranno se sarai in grado di convincere l’interlocutore di avere qualcosa di valore. La trasparenza, la qualità della produzione e la capacità di presentarti velocemente e chiaramente sono i tuoi alleati più potenti per emergere da artista sconosciuto e scalare il tuo percorso artistico.

Gratificami, offrimi un caffe!

Sei un artista musicale esordiente e non trovi nei social la risposta del pubblico che cerchi? Scrivimi e prenota una call gratuita, facciamo quattro chiacchiere e vediamo cosa si potrebbe fare. Hai solo da guadagnarci. Prenotati ora (proponimi subito un giorno e un’ora in cui sei disponibile).

Categorie
marketing musicale musica streaming personal branding posizionamento musicale social media tips & tricks You Tube

YouTube Music Royalties: Guida Breve

Come artista musicale dovresti avere almeno una leggera infarinatura su come si guadagna su YouTube, anche perché, se usato con la giusta strategia, può rivelarsi il canale primario per far esaltare le tue dote e costruire una figura professionale solida.

YouTube Music Royalties: Guida Breve

Spesso però, la piattaforma di Google genera confusione, portando gli artisti a perdere entrate preziose. In questa guida aggiornata, esploreremo brevemente come funzionano le royalty musicali su YouTube, dal Content ID ai requisiti per la monetizzazione.

1. Le royalty dai video caricati dai fan (UGC)

Una delle funzioni più potenti per un artista è il Content ID. Si tratta di un sistema automatizzato che scansiona ogni video caricato su YouTube.

In qualità di titolare dei diritti, puoi monetizzare non solo i video sul tuo canale ufficiale, ma anche i contenuti User Generated (UGC). Se un fan utilizza un tuo brano come sottofondo a un vlog o a un tutorial, il Content ID lo rileva: il tuo distributore può quindi rivendicare il video e convogliare le entrate pubblicitarie direttamente nelle tue tasche.

2. La differenza tra Master e Composizione

Per ottimizzare la tua monetizzazione YouTube musica, devi capire che un brano genera due tipi di royalty:

  • Registrazione Master: Il file audio effettivo. Queste royalty sono raccolte solitamente dalla tua etichetta o dal tuo distributore digitale (es. DistroKid, TuneCore).

  • Composizione (Editoria): Melodia e testo. Queste spettano agli autori e agli editori e vengono gestite da società come SIAE, Soundreef o tramite un Publishing Administrator.

Molti artisti perdono le royalty editoriali perché si affidano solo al distributore. Assicurati di avere una gestione editoriale attiva per YouTube.

3. Pubblicità e YouTube Premium

Le entrate su YouTube non derivano solo dagli annunci. Esistono due flussi principali:

  1. Entrate Pubblicitarie (AdSense): Royalty generate quando un utente guarda un annuncio prima o durante il video.

  2. YouTube Premium: Se un abbonato Premium guarda il tuo video, ricevi una quota della sua quota di abbonamento. Questo garantisce entrate anche in assenza di pubblicità.

4. Esiste un tasso di royalty fisso per visualizzazione?

Sfatiamo un mito: non esiste un CPM (Costo per Mille visualizzazioni) fisso. Il guadagno dipende dal territorio (le views negli USA pagano più di quelle in Italia), dalla stagionalità e dal tipo di inserzionista. La strategia migliore è diversificare il pubblico per aumentare il valore medio delle tue visualizzazioni.

5. Rivendicazione Content ID vs Strike per Copyright

È fondamentale distinguere tra un reclamo (Claim) e un avvertimento (Strike):

  • Rivendicazione Content ID: Non danneggia il canale di chi ha caricato il video. Permette semplicemente a te, artista, di guadagnare dai suoi annunci.

  • Copyright Strike: Una richiesta legale di rimozione. Dopo tre strike, il canale viene chiuso.Come consulente, consiglio quasi sempre la rivendicazione: è un modo per trasformare i fan in promotori non retribuiti della tua musica.
6. Monetizzazione YouTube: Canale vs Content ID

Ecco il punto dove molti artisti si scoraggiano inutilmente. Per monetizzare direttamente il tuo canale (Programma Partner), servono 1.000 iscritti e 4.000 ore di visualizzazione.

Tuttavia, le tue royalty musicali tramite Content ID non hanno queste soglie! Se la tua musica è distribuita correttamente, inizierai a generare entrate dal primo giorno in cui qualcuno (tu o un fan) utilizza il tuo brano, a prescindere dal numero di iscritti.

Conclusione: La strategia conta più dei numeri

YouTube è un ecosistema complesso ma estremamente remunerativo se gestito con professionalità. Non limitarti a caricare video: cura i metadati, gestisci i tuoi diritti editoriali e sfrutta la potenza del Content ID.

🚀Vuoi restare aggiornato sulle ultime strategie di Music Marketing? Iscriviti alla Newsletter e rimani sul pezzo.

 

Gratificami, offrimi un caffe!
Business e Marketing della Musica: Tutto quello che musicisti, autori, manager, produttori ed editori devono sapere per vivere di musica

di Massimiliano Titi
Acquistalo su Amazon https://amzn.to/3GsD4nH

Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
Acquistalo su Amazon https://amzn.to/3t67IQF

Categorie
marketing musicale musicista professionista

Musica: 3 trappole da evitare

Se sei un artista musicale esordiente, sai bene che la frustrazione è un sentimento costante. Investire la propria energia, tempo, denaro, attenzione, e visione nel proprio progetto musicale e non ricevere alcun tipo di feedback, riscontro o risultato, o peggio ancora, non essere ascoltati, è devastante. Questa condizione di stallo, dove il potenziale artistico è alto ma i risultati scarseggiano, porta molti a gettare la spugna o a trascinare avanti il progetto con grande fatica e senza entusiasmo.

3 trappole da evitare nell'industria discografica.

Il tuo percorso di artista sconosciuto è disseminato di sfide che vanno ben oltre la creazione musicale. Comprendere il mercato musicale, il Music Business, e il saper navigare i suoi meccanismi, è cruciale per trasformare la passione in una carriera sostenibile. I problemi principali che affliggono gli artisti esordienti non sono legati solo alla musica in sé, ma a come il loro progetto viene presentato e al contesto nel quale si muove.

La mia esperienza dimostra che, nel mercato musicale esistono tre trappole che ostacolano i tuoi progressi, portando spesso a un dispendio inutile di risorse.

La prima trappola in cui rischi di incappare, e che è grande fonte di frustrazione, sono le Etichette Fuffa. Queste entità si presentano con la facciata di etichette serie ma, in realtà, fanno leva sulla notorietà di altri artisti nel loro roster per vendere servizi, spesso inquietanti, come la distribuzione o la promozione di singoli ed EP. Il risultato di questi investimenti è quasi sempre lo stesso: ti fanno spendono somme importanti senza ottenere risultati concreti, lasciando l’artista scottato e con una perdita di fiducia non solo nel panorama musicale, ma anche nel proprio potenziale.

Questo succede più spesso di quel che pensi: la trappola funziona perché questi personaggi fanno leva sul tuo ego, che ha la necessità di essere nutrito; e sul tuo desiderio di attenzione e visibilità. Fanno leve su due punti deboli che non ti fanno valutare con lucidità la loro offerta. Voglio essere chiaro. non è che ti truffino, in senso legale, ti faranno firmare un bel contrattino dove si prendono i loro impegni e tu avrai i tuoi; ma se prima di firmare non analizzi per benino cosa è scritto sul contratto, rischi concretamente di scoprire che le loro promesse, dette a voce, non sono garantite nello scritto.

La seconda trappola è quella degli Streaming Garantiti. Nel mercato musicale non esiste nessuno che ti può garantire qualcosa con sicurezza al 100%: scordatelo, chi te lo dice sta mentendo. E su questo argomento non mi dilungo. Se vuoi approfondirlo, prenota una videocall e ne parliamo.

Ci sono anche dei problemi che affliggono gli artisti musicali, per lo più dovuti alla loro ignoranza di come funzioni il settore. uno di questi è l’incapacità di presentare adeguatamente il loro progetto e ottenere l’attenzione dei professionisti seri come produttori, A&R manager, ufficio stampa. I professionisti del settore discografico sono quotidianamente bombardati da una  mole enorme di proposte, se vuoi trovare un minimo d’ascolto, devi dimostrare velocemente che il tuo progetto è qualcosa che vale.

Devi proprio immaginare di avere pochi secondi, al massimo un minuto per poter descrivere il tuo progetto musicale in ogni suo dettaglio per renderlo appetibile a chi è disposto ad investire su di esso. Devi essere in grado di andare dritto al punto e di suscitare interesse del tuo interlocutore. Sai come fare?

Che vuoi che ti dica? prenota una videocall e ne parliamo.

Gratificami, offrimi un caffe!
Le 42 leggi universali del digital carisma: La fusione tra vita digitale e reale è il futuro della comunicazione

di Rudy Bandiera
Acquistalo su Amazon https://amzn.to/3Nnt6bf

Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
Acquistalo su Amazon https://amzn.to/3Nnt6bf

 

Categorie
musicista professionista personal branding social music marketing

Musica: perché la promozione non funziona?

Il settore musicale contemporaneo si presenta come un ambiente in continua evoluzione, un mondo dove gli artisti emergenti si trovano a navigare in acque spesso turbolente e piene di insidie. In questo momento storico, è cruciale comprendere che l’artista musicale, il personaggio artista,  ha assunto un’importanza maggiore rispetto alla musica stessa, sebbene la longevità artistica sia sempre frutto di un delicato equilibrio tra la figura artistica e il percorso creativo. Chi desidera emergere in questo contesto deve fare i conti con dinamiche promozionali complesse e spesso contro-intuitive.

Perché la promozione musicale non funziona?

Come artista musicale ti ritrovi in un contesto promozionale che ti bombarda costantemente con impulsi e notizie specificamente costruite per fare leva sulle emozioni e sull’ego: sui tuoi sogni, sulle tue ambizioni, sul tuo desiderio di trovare un posto nel mondo.

La Music Industry è incentrata su un mercato estremamente polarizzato, dove la visibilità è ricercata ossessivamente e crea meccanismi, o propone soluzioni a pagamento promettendo risultati che spesso potresti ottenere gratuitamente.

Uno dei grandi errori in cui cade l’artista esordiente è quello di non crearsi un percorso professionale realmente sostenibile. Spinto dal sentire comune, non vede che il guadagno generato da una promozione tradizionale su piattaforme streaming e digitali, rispetto alla spesa sostenuta, matematicamente non esiste.

Nella mia esperienza, posso tranquillamente testimoniarti d’aver visto risultati promozionali all’altezza delle aspettative solo nel caso di artisti posizionati, cioè artisti famosi con una fan base di riferimento solida e fedele.

Nel mercato musicale, in questi anni si è verificato un cambiamento del modello di business. In passato, il focus era sul prodotto, la musica, e l’obiettivo della promozione era accelerare la diffusione del prodotto per raggiungere quante più persone possibile. Oggi, il core business è decisamente orientato ai servizi. Questo cambio di paradigma implica che l’obiettivo non è più raggiungere il pubblico più ampio possibile, ma promuovere il proprio servizio a uno target specifico per soddisfare un suo bisogno. Essere un artista musicale, un creativo artistico, non è più sostenibile se non ti arricchisci di quelle competenze che soddisfano le esigenze di un mercato saturo di proposte e le inquadri in un’ottica di impresa.  Questa è la realtà e se non ti piace, forse la professione del musicista non fa per te.

Devi considerare che l’attenzione delle etichette e dell’industria discografica come sistema, è indirizzata verso il prodotto, verso l’uscita del singolo a cadenza periodica. Il Sistema non vede più l’artista musicale come il centro del business: gestire un artista è troppo impegnativo e rischioso. Oggi il business è investire sul prodotto artistico come magnete per attirare altri artisti, o aspiranti tali, in su sistema di servizi a pagamento: paghi per registrare la musica, cedi quote per pubblicarla, paghi per distribuirla, paghi per promuoverla.

C’è però un modo per evitare queste trappole, per entrare nel mercato musicale con il piede giusto. Ma è un modo che richiede un approccio diverso, una mentalità basata sul solido, sul concreto e non su sogni di fama e popolarità.

Per l’artista esordiente, è necessario tenere a bada i propri desideri e lavorare seriamente su se stesso, individuare il motore della sua creatività, definire il messaggio che vuole offrire al suo pubblico e come intende farlo. Deve prima di tutto definire un modello di business orientato al servizio, e la creazione di una promozione mirata che si basa sulla credibilità, la fiducia e la costanza; sapendo che la promozione è un processo che parte prima dall’interno e poi si muove verso l’esterno.

Per un artista musicale, nel mercato musicale attuale, agire senza una chiara visione, un ruolo definito e una strategia che connette il proprio servizio a un pubblico specifico (fan o altri professionisti) significa viaggiare alla cieca, spendendo tempo, denaro ed energia, affondando inevitabilmente nel pantano dell’insostenibilità emotiva e finanziaria.

Conoscere le dinamiche del mercato musicale, approfondire la propria visione delle cose, studiare metodi e modi per attrarre l’attenzione del pubblico e dei players del settore è indispensabile per costruirsi una professione musicista.

Nei miei corsi, nelle mie consulenze, lavoro proprio su questo.

Guidare l’artista musicale nell’acquisire competenze e conoscenze per potersi costruire una comunicazione professionale e un’immagine artistica solida. Per affrontare il mercato musicale che è poliedrico e che, lo dico sopratutto agli esordienti, non è solo Spotify. C’è molto di più.

Gratificami, offrimi un caffe!
La storia della Black Music.

di Roberto Caselli

Acquistalo su Amazon

Nel suo terzo libro dedicato agli aspetti meno noti della musica elettronica, Johann Merrich ci porta in viaggio verso nuove geografie, alla scoperta di una prospettiva originale sugli esperimenti sonori più avventurosi del Novecento. Con una narrazione semplice e talvolta ironica, questa indagine appassionata svela aneddoti curiosi e storie dimenticate di macchine sonore, pioniere, mecenati, innovatrici e compositori che hanno plasmato il suono del futuro, grandi personalità che hanno alimentato la rivoluzione della musica tecnologica in luoghi inaspettati come Egitto, Spagna, Portogallo, Turchia, Grecia, Slovenia, Romania, Polonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Russia, Australia, India … Un’occasione per rileggere – o cancellare?- i vecchi confini e ascoltare la voce del mondo con orecchie nuove.

Acquistalo su Amazon