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Sai come Spotify ascolta la musica?

Sai Come Spotify Ascolta la musica?
courtesy pixabay.com

Come già scritto su questo post dedicato alle playlist algoritmiche personalizzate, sappiamo che tra i parametri usati da Spotify per compilare queste playlist c’è un’analisi profonda di ogni singola traccia. Da questa analisi, Spotify ricava sette caratteristiche sonore utili per associare i brani ed ottenere una playlist acusticamente gradevole. Ricorda comunque che non sono le uniche funzioni che la piattaforma di musica in streaming usa per proporre la musica agli ascoltatori.

Queste sette funzioni di riconoscimento sonoro sono:

  • La Danceability, che misura quanto è adatta una traccia per ballare in base a una combinazione di elementi musicali tra cui tempo, stabilità del ritmo, forza del battito e regolarità generale.

  • L’Energia, una misura percettiva di intensità e attività. Le caratteristiche percettive che contribuiscono a questo attributo includono l’intervallo dinamico, il volume percepito, il timbro e la frequenza di insorgenza.

  • L’Acousticness è un valore da 0,0 a 1,0 che definisce se la traccia sia acustica o meno. Un punteggio di 1.0 indica che è molto probabile che la canzone sia acustica.

  • Il Parlato è il valore che misura della presenza di parole pronunciate in una traccia. Più la registrazione è esclusivamente vocale (ad es. Talk show, audiolibro, poesia), più il valore dell’attributo è vicino a 1,0. Se la discontinuità di una canzone è superiore a 0,66, probabilmente è composta da parole pronunciate, un punteggio compreso tra 0,33 e 0,66 è una canzone che può contenere sia musica che parole e un punteggio inferiore a 0,33 indica che la canzone non ha alcun discorso.

  • Spotify definisce la Valenza “Una misura da 0,0 a 1,0 che descrive la positività musicale trasmessa da una traccia. I brani con alta valenza suonano più positivi (ad esempio, felici, allegri, euforici), mentre quelli con bassa valenza suonano più negativi (ad esempio, triste, depresso, arrabbiato)”.

  • La Lively è il valore che descrive la probabilità che la canzone sia stata registrata con un pubblico dal vivo. Secondo la documentazione ufficiale fornita da Spotify “un valore superiore a 0,8 fornisce una forte probabilità che la traccia sia live”.

  • Ultima è la Strumentalità, ovvero il valore che rappresenta la quantità di voci nella canzone. Più è vicino a 1.0, più strumentale è la canzone.

Questi parametri saranno anche freddi, ma si rivelano molto utili al musicista quando propone la sua musica ai curatori di playlist. Mettendo in confronto i parametri del brano con quelli della playlist, si ottengono i valori che indicano se il brano è tecnicamente adatto a quest’ultima. Questa verifica preliminare risparmia l’inutile perdita di tempo nel richiedere l’inserimento del brano in playlist non adatte.

Non dico che sia uno strumento infallibile, perché non tiene conto del lato umano, ma è certo che molti curatori di playlist usano questi dati, prima o dopo, aver ascoltato il brano. Per loro non solo è importante che la canzone sia artisticamente valida, ma anche che rientri nei parametri medi della playlist che hanno selezionato.

Se vuoi analizzare la tua musica o qualche playlist, l’etichetta discografica Soundplate mette a disposizione sul suo sito il Track Analizer e il Playlist Analizer basati sulle API offerte da Spotify.

Nell’ecosistema di Spotify ogni brano deve trovare la sua giusta collocazione e una sua ragion d’essere. Nella mia esperienza ho notato che gli ascoltatori non gradiscono molto le playlist con frequenti cambi di ritmo e velocità, ma sono preferite le playlist più sonoramente omogenee: quello che in gergo viene definito mood, l’umore della playlist.

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8 cose da evitare con i servizi musicali in streaming

Avere un album o un brano pubblicato da un distributore digitale, streaming o mp3 che sia Spotify, Deezer, Apple o altro è semplice. Questo non significa che i distributori digitali non chiedano specifici requisiti per accettare la tua musica nel loro catalogo.

chitarra classica con note
Alcuni consigli per non vedersi bocciato un brano da una piattaforma streaming.

In questo post ti elencherò alcune linee guida usate dai principali distributori di musica digitale che devi tener in seriamente in considerazione, se non vuoi correre il rischio di veder rifiutato il tuo brano.
Queste linee guida sono inoltre applicate dai principali distributori di musica digitale (Believe, Tunecore, The Orchard…) perché sono richieste esplicitamente dalle piattaforme di streaming musicale e dai negozi digitali.

  1. Tributi, Karaoke e cover simili al brano originale.

    Si definisce una registrazione Sound-Alike quando un brano imita il suono di un disco popolare o lo stile di un artista di popolare; il termine si riferisce anche agli artisti che si esibiscono in tali registrazioni. Le piattaforme digitali amano prodotti unici e onesti, che non possano generare confusione negli ascoltatori.

  2. Release con nomi artista falsi
    o contenenti parole chiave.

    Intitolare un album o un brano Ambient, Chill Out, Music Relax o peggio Musica di Sottofondo per Ristorante, potrebbe avere brutte conseguenze. Anche un The Best of… potrebbe incorrere nella censura delle piattaforme.
    Il mio consiglio è di usare fantasia e arguzia nel trovare un titolo originale che riesca descrivere il genere musicale e attrarre l’ascoltatore. Meglio ancora se fai un’indagine di mercato prima di definire il nome della tua band o il tuo nome d’arte: hai presente quante artiste con il nome Cherie sono presenti al mondo? Prova a vedere su una piattaforma di musica streaming.

    Questo tra le altre cose potrebbe generare confusione nelle piattaforme streaming con il rischio che assegnino il brano al profilo artista errato, rischiando di compromettere il lancio del tuo brano o dell’album.

  3. Artisti, orchestre e performer generici.

    Le piattaforme digitali non amano i progetti di corto respiro. Spesso gli artisti si riuniscono in un ensemble finalizzato a sviluppare un’idea o per un album di cover e scelgono il primo nome che gli passa per la testa.

    Anche nel nome è richiesto uno sforzo di fantasia: nomi generici come Experience Music o Music Project rischiano di non trovar spazio. Direi che in generale nomi artisti e titoli troppo inflazionati, rischiano di essere rifiutati.

  4. Contenuti generici
    a tema festivo-religioso.

    In realtà ogni anno siamo bombardati da nuove pubblicazioni a tema natalizio, alcune buone altre meno,  se vuoi trovare un tuo spazio tra queste, devi riuscire a trovare una soluzione editoriale che passi la selezione per l’inserimento. Un progetto editoriale di qualità e ben progettato anche nella presentazione, non verrà rifiutato.

  5. Generi musicali generici.

    Indicare un genere musicale preciso, ma sopratutto, rispettare nelle tue composizioni i canoni del genere indicato è indispensabile per non avere problemi con i distributori di musica digitale, quindi è meglio evitare come la peste di indicare generi musicali come: Nature Sounds, Musica per Fitness/Esercizi, Fake Chill, Fake New Age, Relax, Meditation e Yoga Music, Brain Power.

  6. Contenuti male confezionati.

    L’immagine non è tutto ma ha la sua importanza, cura la qualità della copertina, assicurati che la foto non sia sgranata, sfocata, decentrata. Contenuti musicali registrati male o con scarso valore editoriale oggi vengono immediatamente cestinati. In particolare le registrazioni live che vengono valutate dallo staff: se non sono ben curate rischiano grosso.

  7. Musica licenziata, ma senza esclusiva.

    A questa regola possono incappare facilmente rapper e trapper, in genere tutti coloro che usano sample e loop acquistati. L’uso di questi strumenti genera molti conflitti con il sistema fingerprint di riconoscimento delle tracce, e questo non piace a nessuno. Se ti piace far musica con il computer è bene che sample e loop te li costruisca con le tue manine.

  8. Contenuti fuorvianti.

    L’uso di qualsiasi contenuto fuorviante, basta anche un sottotitolo del tipo le canzoni di Vasco Rossi, potrebbe esser sufficiente per far bannare il tuo album di cover del Blasco, anche se sono una reinterpretazione artisticamente ricercata e valida.
    Non usare immagini di copertina se non hai l’autorizzazione per farlo, potrebbe avere serie conseguenze legali. Mettere qualsiasi contenuto raffigurante la simbologia nazista è il modo migliore per non vedere la propria musica distribuita in rete.

Questi sono gli 8 punti principali di cui devi tener conto per poter inviare tranquillamente la tua musica alle piattaforme e store digitali ma ti invito anche a leggere le iTunes Style Guide, non dico di impararle a memoria, ma comprenderne lo scopo e la filosofia è un utile orientamento per meglio vivere nel mondo della musica in streaming.

Se vuoi approfondire questo argomento, lasciami un commento, cercherò di esserti utile.

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