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L’Eclissi del Possesso nell’Era dello Streaming

Caro artista musicale, mi siedo virtualmente accanto a te per analizzare il terreno su cui stai camminando perché è fondamentale comprendere che il mondo è cambiato profondamente sotto i nostri piedi. Siamo passati dall’era di iTunes, in cui l’ascoltatore acquistava mp3 organizzandoli in una biblioteca personale, all’era della musica liquida dominata dall’accesso istantaneo. Questa rivoluzione ha riscritto le regole del gioco, influenzando drasticamente il valore che il pubblico attribuisce alla tua arte e richiedendo nuove strategie per non affogare nel caos informativo.

L'Eclissi del Possesso nell'Era dello Streaming

Un tempo l’ascolto era un atto di volontà basato sulla ricerca attiva di autori e generi, ma oggi piattaforme come Spotify e YouTube Music hanno delegato gran parte di questo processo ad algoritmi di auto-apprendimento. Questi sistemi intercettano i gusti e prevedono le scelte di ogni singolo ascoltatore, offrendo playlist già redatte, creando il rischio di rinchiudere l’ascoltatore in una bolla che rende difficile scoprire proposte fuori dagli schemi algoritmici.

Lo streaming predilige un’esperienza di ascolto emozionale legata all’umore del momento, il cosiddetto mood, spesso a discapito della contestualizzazione filologica per genere musicale. In questo contesto, il pubblico è diventato estremamente vorace di singoli, mentre il concetto di album ha perso il suo significato tradizionale di raccolta coerente di brani per diventare una serie di stimoli continui (questo è vero solo in parte; in realtà i progetti di ampio respiro stanno ritrovando l’interesse del mercato, per motivi che qui non affronteremo).

Devi essere onestocon te stesso riguardo al valore economico percepito in quello che viene definito capitalismo artistico, dove spesso l’artista genera capitale per le piattaforme senza essere remunerato equamente, diventando quasi un prodotto gratuito del servizio altrui.

Poiché la musica è ormai percepita come un bene quasi gratuito, il ruolo del supporto fisico è mutato profondamente nella mente del consumatore: un CD o un vinile non sono più visti come strumenti primari di ascolto, ma come un cadeau, un oggetto di culto o un feticcio fisico che testimonia il legame tangibile con l’artista. Il vinile, in particolare, ha visto una riscossa proprio tra le nuove generazioni, la cosiddetta Generazione Z, che cerca una testimonianza fisica dell’artista che segue principalmente nel mondo virtuale. Per non essere trattato come una semplice merce di scambio o commodity, devi puntare sull’unicità e non farti mai scegliere solo per il prezzo o per gli sconti.

Se vuoi emergere in questo mercato saturo, il punto di partenza non è il marketing puro, ma quella che viene definita la tua matrice autentica che fa la differenza e che il pubblico percepisce immediatamente come vera. L’artista musicale, per emergere, deve essere un mondo di appartenenza in cui i fan possano rispecchiarsi, un universo di valori e visioni che non deve mai essere tradito per non perdere la fiducia del pubblico.

Poiché la mente umana ricorda solo un numero limitato di elementi per categoria, devi diventare rilevante attraverso i tuoi punti di unicità e di differenziazione. Il posizionamento efficace consiste nel definire il posto o la parola che occupi nella mente dell’ascoltatore rispetto ai concorrenti, cercando di colmare un vuoto di mercato o di essere il primo in una nuova categoria.

Nonostante l’importanza fondamentale del digitale, la tua carriera deve poggiare su pilastri solidi come l’attività dal vivo, che crea un contatto diretto ed emotivo superiore a qualsiasi dinamica da talent show. Devi comunque vendere la tua musica tramite distributori digitali per raggiungere il grande pubblico e puntare sul merchandising come forma di autofinanziamento strategico.

Oggi le etichette discografiche investono raramente su chi non possiede già una fan base coesa e un profilo organizzato in maniera divina: questo significa essere posizionati sul mercato. I social sono utili per ottenere questo, ma devono essere usati con costanza e in modo strastegico. Non devi limitarti a promuovere la tua canzone, ma devi mostrare backstage, opinioni o consigli tecnici per far affezionare le persone alla tua figura professionale prima ancora che alla tua musica. Questa comunicazione serve ad attrarre e non a convincere, basandosi su una missione autentica che porti avanti ogni giorno con coerenza.

Infine, non trascurare il mercato delle edizioni e della sincronizzazione, poiché l’inserimento di un brano in un film o in uno spot può rappresentare un vero punto di svolta per il tuo progetto complessivo. Solo costruendo una solida rete professionale di mentori, insider e partner potrai trasformare il tuo talento in un business sostenibile e duraturo.

Per usare una metafora, posizionarsi nel mercato musicale odierno è come costruire un faro su un’isola in mezzo a un oceano in tempesta: se la luce della tua identità artistica è potente e la struttura della tua professionalità è solida, saranno le navi dei fan e del mercato a cercare te, invece di essere tu a dover rincorrere loro in cerca di soccorso.

Se hai bisogno di chiarirti meglio cos’è il posizionamento e come influisce positivamente sul tuo percorso artistico, contattami liberamente.

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2 ostacoli del musicista esordiente

Sono due gli ostacoli che, come artista devi affrontare nel mercato musicale attuale: la saturazione dell’offerta e la polarizzazione degli utili che, nell’attuale sistema discografico, rischiano di non finire nelle tue tasche.

2 ostacoli del musicista esordiente

In particolare se sei un artista musicale esordiente, superare la saturazione ed entrare in un mercato così dinamico, è necessario affrontare, conoscere, una serie di problematiche strutturali e strategiche.

L’ignoranza dei modelli economici del mercato musicale ti spingono verso direzioni economicamente non sostenibili che troncano il tuo percorso professionale-artistico sul nascere. Il passo fondamentale è quindi che tu comprenda attivamente come funzionano e non cadere nella trappola di modelli di business creati per farti vivere un’illusione.

Il settore musicale soffre di troppa emotività, troppa passione. Spesso gli artisti musicali non guardano il proprio progetto con occhio analitico. Vittime del proprio egocentrismo, sottovalutano l’importanza di analizzare il loro pubblico, il loro mercato di riferimento e persino il tipo della loro offerta musicale. Questa assenza di analisi è la causa principale del fallimento delle azioni di promozione e posizionamento.

La mancanza di un approccio strategico a 360°, che inizia dall’analisi del tuo pubblico potenziale e si conclude con la scelta di come vuoi veicolare i tuoi messaggi, è destinato a portare al fallimento di ogni tua iniziativa con una conseguente demotivazione, se non vera e propria depressione.

Non puoi definire tale un progetto musicale se non pianifichi ogni aspetto del lavoro. Se non elabori un’identità artistica e una strategia di posizionamento sul mercato; se non affronti in termini di budget, di spese e ricavi, ogni aspetto della tua professione.

La mancanza di questa progettualità quasi sempre consegna l’artista musicale nella trappola degli speculatori promozionali, che non sono invisibili poteri forti, ma quel Circo di servizi  per musicisti che però funzionano, se non truffaldini, solo se indirizzati correttamente e si sono raggiunti certi livelli.

Per concludere, superare la saturazione del mercato e la polarizzazione degli utili, devi sostituire l’emotività e la casualità con un approccio strategico e analitico, focalizzato sulla comprensione dei modelli di business, la gestione oculata delle risorse, la definizione chiara del target e l’applicazione di procedure logiche finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.

Fare l’artista musicale è una professione creativa dove il lato professionale vale quanto quello creativo. Prima lo comprendi, prima otterrai i risultati che cerchi.

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Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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La viralità è una trappola inutile.

Se nella tua comunicazione, nel tua strategia di marketing musicale ritieni di avere contenuti e brani validi, supportati da una fanbase affezionata, ma ti senti sempre un gradino sotto a chi può sbandierare un milione di visualizzazioni in 24 ore. Non preoccuparti più di tanto. Perché questo numero, oggi, non vale quasi nulla.

La viralità è una. trappola inutile.

La verità è che nel contesto attuale le visualizzazioni, intese anche come numero di ascolti, sono inflazionate. E proprio come la moneta in un’economia impazzita, più ne circolano, meno valgono.

Le analisi che scavano a fondo nel comportamento degli utenti social dimostrano inequivocabilmente che il valore simbolico della visualizzazione è crollato. Non è più un traguardo raro, ma una tappa di routine per creator, brand e piattaforme. Un tempo, un milione di view ti portava sui giornali. Ora ti porta, al massimo, in fondo alla coda dell’algoritmo.

Oggi le views non misurano più l’attenzione. Ma solo il rumore.

Il numero di ascolti sui DSP, come Spotify, vanno considerati alla stessa stregua se non supportati da un numero importante di follower iscritti al tuo profilo e se generati principalmente dalla presenza in playlist in cui la tua musica diventa parte di un flusso eterogeneo che annacqua la tua identità.

TikTok, Instagram, Facebook, Spotify e Youtube: tutte le piattaforme conteggiano visualizzazioni e ascolti in modo diverso, spesso gonfiandole. Basta uno scroll rapido, un autoplay che dura pochi secondi, e puff: ecco guadagnato un punto. Ma quella persona ha davvero visto il tuo contenuto? Ha capito il messaggio? L’ha salvato, condiviso, commentato? Niente di tutto questo. Quella che misuri, spesso, non è attenzione. È un riflesso automatico.

E non è solo un problema tecnico. È una distorsione culturale. Nel marketing musicale, questa ossessione per il numero secco sta portando a errori strategici. Ti spiego come:

Produci troppo, male e in fretta

L’algoritmo premia la quantità, non la qualità. Così ti ritrovi a pubblicare ogni giorno, sperando che almeno uno dei tuoi contenuti sfondi. Ma senza tempo per la rifinitura, senza una vera narrativa, senza una strategia, senza anima. Risultato? Tanti numeri, zero impatto.

Misuri il successo con la metrica sbagliata

Un videoclip trap che fa 1 milione di view in un giorno ha davvero più valore del podcast che vende 50.000 biglietti live in un anno? Se non monetizzi, se non crei un legame, se nessuno ricorda cosa hai detto o il tuo brano esce di moda dopo poche settimane, che te ne fai di quel numero?

Illudi te stesso (e il tuo team)

Sei convinto che basti spingere il brano giusto per crescere? Ecco, il brano giusto, oggi, non è quello che esplode. È quello che resta. Che costruisce un’abitudine, che genera una relazione. Che fa dire al tuo fan: “questo artista mi capisce, mi ci riconoscono.

La vera unità di misura oggi? L’engagement profondo.

Spotify lo ha capito benissimo. Non vuole più solo canzoni. Vuole podcast, audiolibri, video. Vuole che la gente resti dentro. Che passi più tempo possibile con l’artista. Che affidi tempo, non solo click.

I Creator di contenuti lo hanno capito ed oggi sfruttano le piattaforme per creare legami online che poi portano nella vita reale organizzando spettacoli e meeting.

Questi numeri raccolti offline non li vedi su TikTok. Non appaiono nel contatore delle view. Ma parlano molto più forte.

Cosa c’entra questo con il marketing musicale?

Quando misuri la tua autorevolezza artistica, se hai compreso quanto scritto sopra,  capisci bene che il numero degli ascolti o le view dei tuoi reel non sono una metrica sufficiente per misurare il tuo successo. Le domande che dovresti porre sono:

  • Quante persone parlano di te dopo il contenuto?
  • Quali sono le reazioni al tuo brano?
  • Quanto tempo restano nel tuo ecosistema?
  • Quanto spendono, non solo in denaro, ma in attenzione reale
  • Quanto riesci a portarli offline, su newsletter, community, eventi live, merchandising personalizzato.
Quindi cosa devi fare da subito?

Smetti di inseguire la viralità vuota. Concentrati su contenuti che costruiscano un’identità riconoscibile e duratura.

Crea un percorso per la tua fanbase. Dove li stai portando? Una proposta chiara? Una relazione che va oltre la piattaforma?</p

Investi nella profondità, non nella larghezza. Meglio 1.000 veri fan che 100.000 spettatori distratti.

Sposta l’attenzione dal contenuto al contesto. Dove lo pubblichi? Cosa succede dopo che lo guardano? Cosa offri oltre al video o all’ascolto?

Raccogli dati tuoi. Email, iscrizioni, membri attivi. Sono loro il vero asset. Non il numerino del contatore.

Siamo in un’epoca dove tutti possono fare numeri. Ma pochissimi sanno farli valere.
E tu? Vuoi continuare a rincorrere view che valgono meno di un centesimo, o iniziare a costruire un brand musicale che conta davvero?

Se vuoi parlarne, se vuoi iniziare a costruire una strategia che ti identifichi, ti faccia emergere e posizionare nella mente del pubblico, contattami pure senza alcun impegno.

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Musica e Fotografia: un’accoppiata vincente

Nel nostro quotidiano ci sono cose ovvie, talmente ovvie che spesso le diamo per scontate e perdiamo d’occhio la loro importanza. Spesso si tratta di dettagli che vengono sottovalutati.

Musica e Fotografia

Qualche tempo mi chiesero di realizzare un manifesto per una rassegna musicale in un locale: quattro date con quattro band locali.

Chiesi al gestore se avesse del materiale fornito dalle band e lui mi girò alcune foto e delle grafiche, tutte di qualità pessima. Quindi contattai i gruppi chiedendo se avessero qualcosa di editabile e di buona qualità. Se avessero avuto quanto mi serviva per tirar fuori un buon manifesto dove mettere anche le loro faccine, oggi non sarei qui a scrivere questo post.

Il problema è questo: gli artisti musicali sottovalutano l’importanza di un buon servizio fotografico, fatto in studio da un professionista capace di cogliere lo spirito del gruppo o del singolo artista.

Investire in un buon servizio fotografico è economicamente meno impegnativo e più utile di un video musicale. Far circolare foto tramite email, social e comunicati stampa, ad esempio, è più semplice e, se avete lavorato bene con il vostro fotografo può essere più impattante di un costoso video.

Con poche centinaia di euro un bravo professionista può cogliere lo spirito dell’artista e racchiuderlo in una o più immagini capaci di restare impresse nella mente di chi le vede. Se il fotografo è particolarmente bravo, l’immagine può diventare un’icona.

Scegliere il fotografo giusto è importante. Non basta che sia un ritrattista, sarebbe meglio se fosse uno specialista in foto di artisti musicali, questo perché anche nella fotografia esiste un grado di specializzazione: ci sono fotografi bravi nei matrimoni, altri bravi nel fotografe oggetti o arredi ed altri bravi nel cogliere lo spirito degli artisti.

Non sottovalutare mai le fotografie con le quali ti rappresenti, fanno parte della tua identità artistica.

Sai cos’è il Nècessaire del Musicista?

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Il nemico invisibile del musicista

Ottenere risultati concreti nella musica non è solo questione di mercato. Non è solo questione di algoritmi. E non si tratta nemmeno di fortuna. Se sei un musicista e ti senti bloccato, frustrato, insoddisfatto, che tu sia al primo EP o al sesto album, c’è una possibilità concreta che tu sia il tuo peggior nemico di te stesso.

Il nemico invisibile del musicista è l'autosabotaggio.

L’autosabotaggio è subdolo, silenzioso, ma ovunque. Colpisce in studio, sul palco, in pre-produzione e anche quando non stai facendo nulla. Non fa distinzioni: colpisce la Star e chi ha appena caricato il primo singolo su Spotify in egual misura. Il problema non è capirlo:è affrontarlo.

L’ autosabotaggio prende diverse forme ben riconoscibili, se hai la lucida consapevolezza di valutare il tuo operare con buon senso.
Normalmente un artista musicale prima o poi deve fare i conti con una di esse, vediamone le principali:

  • Hai paura di fallire: Quindi rimandi. O peggio, non inizi nemmeno.
  • Hai paura del successo: Perché poi le aspettative si impennano, e non ti senti pronto.
    Allora ti nascondi.
  • Ti senti un impostore: Hai avuto successo? Bravo. Ma sei convinto che sia stato un caso.
    Quindi ti autosvaluti, ti auto-distruggi.
  • Vuoi la perfezione: Non pubblichi, non chiudi, non decidi. Aspetti che il pezzo sia giusto.
    Non lo sarà mai.
  • Ti fissi sul passato: Un trauma, una ferita, un rifiuto.
    E non riesci a separarlo dal tuo presente artistico.
  • Ti senti indietro rispetto agli altri: Non ti stai arricchendo, altri invece si. Quindi sei un fallito.
    Anche se magari hai fatto un gran pezzo oggi.
  • Non hai una struttura: Scrivi quando ti va, promuovi come capita, ti occupi delle tue cose solo quando sei in panico.

Ognuna di queste dinamiche ha un’ unica soluzione: un cambio di mentalità, è prendere il controllo. Non ci sono alternative a questa strada. E sì, è anche marketing, perché il tuo modo di vivere la musica influenza direttamente come la comunichi e a chi arriva.

Per evitare di impantanarsi nelle paludi delle convinzioni autolimitanti ci sono tre cose che puoi fare fin da subito:

  1. Imposta una deadline e rispettala.
    Programma le tue uscite e rispettale. Non cercare la perfezione, non esiste. Il meglio è il nemico del buono.
  2. Scrivi canzoni sulla tua paura. Sul giudizio, sull’ex che ha avuto fiducia su di te, sul produttore che ti ha ghostato. Metti a nudo le tue fragilità, entra nel profondo di te stesso, è una cosa che fa bene all’anima e che crea legami empatici con chi ti ascolta.
  3. Studia il successo degli altri per rubare strategie, non per deprimerti.

Devi essere consapevole che l’artista musicale è l’imprenditore di sé stesso. E se non impari a gestire le tue sabbie mobili interiori, nessuna strategia digitale potrà salvarti. Garantito.

Dietro ogni blocco creativo, dietro ogni post Instagram non pubblicato, dietro ogni release rimandata, potrebbe esserci il tuo autosabotaggio che lavora a tempo pieno. Sta a te decidere se continuare a esserne vittima o finalmente affrontarlo.

Strutturare il tuo lavoro, organizzare le tue giornate, programmare le scadenze, è un ottimo metodo per iniziare ad abbattere le prime barriere e superare tutte quelle convinzioni, spesso indotte dall’ambiente, che limitano le tue capacità.

Se vuoi, possiamo parlarne, scrivimi, una mezz’ora di appagante conversazione la trovo quasi sempre.

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La scimmia nel cassetto. Liberati dal giudizio degli altri, apriti alla narrazione e scopri chi ti apprezza

di Riccardo Scandellari
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Nel cassetto teniamo le cose più preziose, i sogni e tutto ciò che non abbiamo il coraggio di essere o mostrare. Tutti noi abbiamo progetti, obiettivi e aspirazioni, vere e proprie scimmie che rimangono intrappolate, che non possono nemmeno urlare per la frustrazione di dover restare chiuse in un cassetto. In silenzio.
Che cos’è peggio? Fallire o la paura di fallire? Tentare e non riuscire o non tentare affatto? Esprimere il proprio pensiero ed essere criticati o soffrire in silenzio senza dire nulla? Mettersi in gioco o rimanere nell’incertezza per non averci provato? La vita cambia solo nel momento in cui prendiamo una decisione nuova, ragionata, sostenibile e ci impegniamo per realizzarla.
Quando facciamo uscire la scimmia dal cassetto. Perché in un qualsiasi racconto di successo il protagonista non è l’eroe ma chi si appassiona alla narrazione.

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Musica: uscire dalla logica dello streaming

Oggi finalmente possiamo determinare con certezza che pubblicare sulle app di streaming non porta ad avere successo, non porta pubblico alla tua musica e soprattutto non porta sostenibilità economica. Questo non vale per tutti, ma vale per la stragrande maggioranza degli artisti musicali che affidano il loro futuro principalmente sullo streaming.

Musica: uscire dalla logica dello streaming

La causa di questo non è (tutta) colpa tua. Potresti aver composto un bel brano, potresti averlo eseguito e prodotto come dio comanda, ma nonostante questo i risultati restano scarsi e le entrate economiche insufficienti per portare avanti il tuo percorso artistico.

Questo succede perché in ogni ecosistema di streaming, che sia Amazon, Apple, Spotify o altri, il cliente dal quale l’app guadagna è l’artista che pubblica, non l’ascoltatore. L’artista fornisce il contenuto e l’app realizza con abbonamenti e pubblicità restituendo briciole.

Le app di streaming, come puoi ben notare, non pubblicizzano o esaltano l’artista singolo, ma sono concentrate sulla creazione e sulla promozione di playlist create con lo scopo di catturare e trattenere l’attenzione degli ascoltatori.

In questo contesto, tenendo poi conto che la maggior parte dell’ascolto è passivo, in pratica chi ascolta in genere è impegnato a far altro e non è concentrato sulla musica, il più delle volte la tua musica passa senza essere adeguatamente valorizzata in questo flusso anonimo che spesso non lascia un ricordo.

Se vuoi consolidare la tua figura di artista musicale, se vuoi avere una base fan veramente legata a te e alle tue creazioni devi uscire da questo sistema che spersonalizza il prodotto musicale riducendolo a mero servizio di intrattenimento.

Devi esporti al pubblico dal vivo costruire un sistema che, tramite social e web in genere, ti consenta di mantenere con loro un contatto privilegiato.

Questi sono gli imperativi che devi accettare se vuoi costruirti una professione musicale solida e duratura. Non ci sono scorciatoie o vie semplici per il successo.

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Le fonti di guadagno nella musica

Fare soldi con la musica non è un gioco da ragazzi. Per esempio, anche una band di successo medio, con un seguito nazionale stabile e un contratto con una label solida, deve affrontare un puzzle complesso di flussi monetari. Se sei un musicista o qualcuno che vuole comprendere come funziona davvero il business musicale, questa analisi ti servirà come una mappa preziosa.

Le fonti di guadagno nella musica

In questo post ti dimostrerò che c’è una verità che emerge con chiarezza: essere un artista non è solo creare musica, ma anche gestire un’impresa.

Partiamo da un concetto chiave che molti sottovalutano: il posizionamento. Che si tratti di autoproduzione o di una major, di un successo locale o di un tour internazionale, ogni artista vive il suo posizionamento nel mercato. Ma attenzione, non è un percorso lineare e non è solo una questione di crescita quantitativa. Anche in un contesto indie o di autoproduzione, i flussi di denaro non smettono mai di essere complicati.

Per chi non è del settore, il concetto di royalties potrebbe sembrare astratto. Sappiamo che ogni volta che una canzone viene acquistata, ascoltata in streaming, passata in radio o usata in un videogioco, ci sono soldi in ballo. Ma la realtà è che i guadagni vengono divisi in mille rivoli: l’etichetta, gli autori, i distributori (come Spotify e iTunes), persino la piattaforma che offre la canzone. E qui comincia il dilemma: quante di queste royalties vanno effettivamente agli artisti?

Dividere la torta delle royalties significa spartire i proventi fra composizione e registrazione, con ulteriori suddivisioni in base a dove e come viene utilizzata la musica. Ecco alcuni esempi chiave che ti faranno riflettere:

Royalties di streaming e download: questi guadagni derivano da streaming, radio online e piattaforme digitali.
Vendita di copie fisiche: qui rientrano le vendite fisiche di cd, vinili e musicassette.
Royalties meccaniche: guadagni derivati dall’ascolto pubblico di supporti fonografici fisici o digitali.
Royalties sulle esibizioni: sia che si tratti di un concerto o dell’uso in luogo pubblico della tua musica.
Diritti connessi: guadagni che spettano a produttori dei supporti fonografici e agli artisti interpreti o esecutori dei brani.
Commissioni licenze synch: Si guadagnano quando la musica è usata in film, pubblicità o videogiochi.

Questa suddivisione richiede una gestione attenta o, come spesso accade, il musicista si ritrova a corto di risorse. Questo perché anche se ci sono più flussi di guadagno, una parte consistente finisce nelle mani di chi offre la piattaforma o fornisce i servizi necessari.

A questo punto vorrei soffermarmi un attimo sulla pratica dell’anticipo discografico, un prestito che la label fornisce per coprire produzione, mastering e artwork. La cosa che molti musicisti non capiscono è che questi soldi sono un debito da ripagare, non un guadagno immediato. E spesso l’importo non copre tutte le spese, obbligando la band a cercare risorse altrove, magari reinvestendo i propri risparmi o affidandosi ai ricavi del merchandising.

Proprio su quest’ultimo punto vale la pena soffermarsi.

Il live e il merchandising sono ancora fondamentali per far quadrare i conti. Ma anche qui, ci sono spese di trasporto, vitto e crew da considerare, tutte cose che assottigliano i profitti. Se pensi che basta riempire un locale per guadagnare, stai sottovalutando la situazione. Le spese da coprire prima di ottenere il vero guadagno sono tantissime, e spesso è il merchandise a dare una spinta in più.

La promozione, altra spina nel fianco per molte band, non è gestita a livello capillare dalla label. Certo, la casa discografica si occupa delle sue pagine social e del sito, ma quando si tratta di creare hype o portare l’attenzione sul nuovo album, è spesso la band stessa a doversi muovere. E non è un lavoro semplice. L’assunzione di esperti in comunicazione o addetti stampa è quasi d’obbligo, e ogni professionista aggiunge un altro costo.

Un musicista deve sempre tener presente che il mondo della musica è un campo minato di complessità finanziarie. Dall’anticipo discografico alla gestione dei diritti, fino alla promozione e al tour, ogni passo richiede pianificazione e, spesso, sacrificio personale.

Ma quindi, come può una band emergente evitare di affondare in questo mare di debiti e complessità? Ecco alcune strategie pratiche:

  1. Diversificare i flussi di guadagno: Non contare solo sulle vendite di album. Sfrutta la sincronizzazione, il merchandising e persino il crowdfunding.
  2. Tagliare le spese superflue: Fai attenzione a dove spendi. A volte autoprodurre un album in parte può essere più vantaggioso.
  3. Investire nella promozione: Anche se l’etichetta non copre tutti gli aspetti, assicurati di avere una strategia di marketing solida. Ogni euro speso in visibilità potrebbe ritorcersi in futuro sotto forma di fanbase fidelizzata.
  4. Sii flessibile: Il mercato musicale cambia costantemente. Sfrutta le opportunità, adatta il tuo posizionamento e cerca nuove vie per monetizzare.

La domanda che dovresti porti è: che cosa stai facendo per garantire che la tua musica non sia solo arte, ma anche business?

Se vuoi far crescere il tuo progetto musicale, è fondamentale mettere in atto strategie mirate e pianificare il tuo lavoro per il raggiungimento di obiettivi concreti.

E tu? Quali strategie hai trovato più efficaci nel bilanciare creatività e business? Scrivimi nei commenti qui sotto e condividiamo idee.

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Marketing musicale in Danimarca: Uno studio sui bisogni degli artisti per la comunicazione di marketing.

di Taryn O’Leary

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A causa del calo delle vendite di CD e dei consumatori economici, l’industria musicale è attualmente impegnata a mantenere vivi i flussi di reddito. Con l’avvento della digitalizzazione e delle nuove tecnologie, l’industria musicale lotta per affrontare e beneficiare dei cambiamenti. Inoltre, gli artisti musicali sono notevolmente gravati dalla mancanza di rimborsi per il loro lavoro creativo a causa dell’aumento complessivo della pirateria musicale e del download illegale. Questa tesi esplora le promozioni degli artisti, la comunicazione di marketing e la gestione delle relazioni come mezzi per sopravvivere nell’ambiente musicale volatile e superare questi tempi di difficoltà. Esamina inoltre il mercato musicale danese e il modo in cui la comunicazione di marketing dovrebbe essere modellata per promuovere gli artisti in modo appropriato e vantaggioso.

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L’etichetta discografica spiegata al popolo.

Pubblicare la propria musica sulle app di streaming è talmente facile che il ruolo degli editori e delle etichette discografiche si è in apparenza ridimensionato. I numeri però dimostrano che molti musicisti sopravvalutano le proprie capacità di gestione di un progetto discografico, altri invece non sono nemmeno ben consapevoli delle possibilità di sfruttamento delle loro creazioni.

L'etichetta discografica spiegata al popolo.

In questo post cercherò di illustrare l’organizzazione di un’etichetta tipo solitamente divisa in due macro-aree fondamentali: l’amministrazione del catalogo e il front-line, dove nascono e si sviluppano i progetti che vanno sul mercato.

Se sei un artista esordiente, ignorare l’importanza di conoscere e capire la struttura di un’etichetta discografica potrebbe essere il tuo più grande errore. Sapere come funziona questo ecosistema è fondamentale per navigarlo con successo. Si tratta di capire chi promuoverà la tua musica, come verrà distribuita e, soprattutto, quale sarà la tua strategia a lungo termine.

Il front-line è il centro nevralgico, dove la magia creativa incontra la strategia commerciale. Tre figure chiave operano qui, ciascuna con un ruolo specifico che contribuisce al successo di un artista e del suo prodotto:

1. A&R (Artist & Repertoire): se sei un artista, questo è il tuo miglior alleato. Il team di A&R ti segue passo dopo passo nella realizzazione del tuo progetto, dall’idea iniziale alla produzione del disco, fino al video musicale. È il tramite tra te e l’etichetta, e il suo compito è assicurarsi che il tuo percorso artistico sia coerente con la visione strategica della label.

2. Promo: non basta creare un buon prodotto, bisogna anche farlo conoscere. Il team promo si occupa di questo, lavorando con le radio, le TV e i media specializzati per garantire visibilità al tuo progetto. Sempre più spesso, gli uffici stampa esterni, specializzati in generi musicali specifici, diventano parte integrante di questa fase.

3. Product Manager: il collante tra tutte le fasi di produzione e commercializzazione. Questa figura supervisiona l’intero ciclo di vita del progetto, dalla definizione delle scadenze alla strategia di marketing, dalla gestione dei budget agli accordi di distribuzione. Senza il Product Manager, ogni progetto rischierebbe di andare alla deriva tra le mille sfaccettature del processo produttivo.

Le etichette indipendenti hanno una struttura più snella, spesso con ruoli sovrapposti e team più ridotti. Tuttavia, quello che possono perdere in dimensioni, lo guadagnano in identità artistica.

Le major, al contrario, si concentrano sulla massimizzazione dei profitti, diversificando la propria offerta su una vasta gamma di generi musicali. Oggi però anche le major puntano sul crearsi un’identità artistica precisa e di genere, tipica delle etichette indipendenti, suddividendo i propri front-line su etichette specializzate.

Questo è il momento in cui chiederti sestai facendo abbastanza per conoscere le dinamiche che possono far decollare o affondare il tuo progetto musicale? Lascia che la creatività sia il tuo motore, ma non dimenticare che senza una visione chiara della strategia che sta dietro la produzione, promozione e distribuzione, rischi di restare in ombra.

Conoscere le regole del gioco è fondamentale per chi vuole essere protagonista, non solo spettatore, dell’industria musicale. Cosa ne pensi? Quanto credi che la struttura organizzativa di un’etichetta possa influenzare la crescita di un artista?

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Guida completa al Crownfunding

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Il testo mira ad analizzare gli aspetti civilistici, fiscali ed il funzionamento dello strumento del Crowdfunding, con l’obiettivo di costituire un valido sussidio sia per quanti volessero presentare un progetto, sia per potenziali investitori che invece desiderano meglio approfondire l’argomento.

Analisi, casi operativi, aspetti legali, tributari e suggerimenti per una campagna di successo. L’eBook in pdf di 255 pagine è aggiornato con:

Circolare MiSE del 25 febbraio 2021
Decreto MiSE pubblicato in G.U. il 15 febbraio 2021
Agevolazioni fiscali
Regolamento UE 1503/2020 pubblicato il 7 ottobre 2020 sulla G.U. dell’Unione Europea e applicabile a decorrere dal10 novembre 2021 e disciplina transitoria

Un apposito capitolo è dedicato alla fase di programmazione ed attuazione di una Campagna di Crowdfunding basata sull’analisi di numerosi casi di successo in Italia ed all’estero.

Verranno forniti suggerimenti pratici ed operativi, nonché un’illustrazione degli strumenti e risorse online più utili per lanciare efficacemente la raccolta fondi.

Si partirà da un’analisi del fenomeno, con l’illustrazione di casi operativi, successivamente si illustreranno le diverse forme di Crowdfunding, e le piattaforme più diffuse, analizzandone le caratteristiche peculiari.

Un apposito capitolo illustrerà l’attuale quadro normativo che è stato oggetto nel 2019 di importanti modifiche specie alla disciplina dell’Equity Crowdfunding. Essendo il Crowdfunding uno strumento altamente innovativo, non sempre vi sono specifiche disposizioni tributarie che lo regolamentano, pertanto, a tali problematiche ed alle agevolazioni fiscali fruibili sarà dedicato un apposito approfondimento. L’ultimo capitolo presenterà dei suggerimenti operativi per impostare con successo la propria campagna.

La stessa può suddividersi in una fase pre-lancio ed una fase di lancio, per ognuna vi sono delle attività da svolgere per raggiungere gli obiettivi di raccolta prefissati. Si fornirà uno schema che illustra per ogni fase i compiti da portare a termine, illustrandone successivamente i principali.
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Il musicista non dovrebbe dimenticare di…

Nella mia esperienza nel mondo della musica ho acquisito poche certezze, ancor oggi sono sopratutto le domande il leit-motiv che rendono interessante il mio lavoro, di cui non mi piace dare nulla per scontato.

Il musicista non dovrebbe dimenticare di...

Una di queste poche certezze acquisite è che, il più delle volte, al musicista interessa solo la musica: interessa scrivere, comporre, arrangiare, suonare e interpretare e nulla più. Immagino sia lo stesso anche per te, è naturale.

Ma la verità è che se vuoi intraprendere una seria e duratura carriera musicale, devi acquisire una buona serie di competenze orizzontali, che ti aiuteranno a far decollare il tuo percorso artistico.

Nel nostro caso, non è che tu debba diventare un esperto di marketing, perché è di questo che stiamo parlando,  ma è bene che almeno tu conosca e tenga conto di alcuni passaggi chiave che oggi sono indispensabile per promuoverti come artista o per promuovere la tua musica.

Uno dei principali errori da evitare è quello di non commercializzare affatto la tua musica. Molti artisti, specialmente quelli emergenti, possono cadere nella trappola di credere che la qualità della loro musica parli da sola. Anche se avere brani ben prodotti è essenziale, senza una strategia di marketing efficace, anche le migliori canzoni possono rimanere inascoltate. La promozione della tua musica attraverso i canali giusti, rivolgendoti al pubblico giusto, utilizzando storytelling ,contenuti coinvolgenti in un contesto strategico per attrarre l’attenzione è indispensabile.

Un altro errore comune è trascurare la creazione di un brand personale. In un mercato musicale saturo, differenziarti dalla concorrenza è vitale. Devi lavorare sulla tua immagine e sulla tua narrativa per costruire un’identità riconoscibile. Questo include non solo l’aspetto visivo, ma anche il messaggio che vuoi trasmettere attraverso la musica,  comprese le interazioni con i fan. Senza un brand ben definito, rischi di essere dimenticato in mezzo a una folla di talenti.

In pratica, è la mancanza di interazione con il pubblico l’ errore da evitare. I social media offrono una piattaforma unica per connettersi con i fan per costruire una comunità attorno alla tua musica. Ignorare queste opportunità porta inevitabilmente a una disconnessione tra l’artista e il suo pubblico. È importante utilizzare i social media non solo per promuovere la musica, ma anche per condividere momenti personali, rispondere ai commenti e coinvolgere i fan in modo autentico.

Un errore spesso sottovalutato è non analizzare i risultati delle proprie campagne di marketing, ovvero, impegnarti in attività promozionali senza prendere il tempo necessario per valutare l’efficacia delle tue strategie. Monitorare le metriche chiave come le visualizzazioni, le interazioni e le vendite ti consente di capire cosa funziona e cosa no, permettendoti di adattare le strategie in base ai dati raccolti. Senza questa analisi, rischi di ripetere gli stessi errori senza apprendere dai fallimenti.

Inoltre, è cruciale non trascurare i diritti d’autore quando si utilizza la musica in contesti commerciali o promozionali. Ignorare le leggi sui diritti d’autore può portare a gravi conseguenze legali e danni alla tua reputazione. È fondamentale assicurarsi di avere le licenze appropriate per utilizzare brani protetti da copyright e considerare l’uso di musica royalty-free quando necessario.

Un altro errore significativo è non rimanere aggiornati sulle tendenze musicali e sulle preferenze del pubblico. La musica è un campo in continua evoluzione e ciò che era popolare un anno fa potrebbe non esserlo più oggi. Devi essere proattivo nel seguire le tendenze attuali e adattarti di conseguenza, assorbendo quello che più si adatta al tuo essere, al tuo stile musicale.

In conclusione, il marketing musicale richiede attenzione ai dettagli e una pianificazione strategica per evitare errori comuni che possono ostacolare la tua carriera. Dalla creazione di un brand forte all’interazione attiva con il pubblico, ogni aspetto del marketing deve essere curato con attenzione. Analizzare i risultati delle tue strategie e rimanere aggiornato sulle tendenze del settore sono pratiche fondamentali per costruire una carriera musicale duratura e di successo. Evitare questi errori non solo migliora la tua visibilità ma contribuisce anche a creare un legame autentico con il pubblico, elemento essenziale nel mondo della musica contemporanea.


La rivolta dello stile. Tendenze e segnali dalle subculture giovanili del pianeta Terra

di di Stefano Cristante, Angelo Di Cerbo, Giulio Spinucci
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È il 1983 quando viene pubblicata la prima edizione del libro “La rivolta dello stile”, con il quale si pone in Italia l’urgenza di capire le culture giovanili degli anni Novanta, gli eredi dei Ted Boy, degli Skinhead, dei Mod, dei Punk. Dal Centre for Contemporary Cultural Studies di Birmingham, il primo centro di ricerca rivolto all’indagine delle subculture, nel corso dei decenni si afferma una corrente di studio capace di leggere l’antagonismo simbolico e la critica della cultura dominante che trova espressione nello street style, nella creatività, nelle forme artistiche. Questo libro continua a offrire gli strumenti per comprendere le espressioni della radicalità fondate sullo stile che, a partire dagli anni Ottanta, si affermano in Gran Bretagna e via via attraversano il continente europeo, e non solo. Attraverso testimonianze dirette, materiali unici e interpretazioni critiche, il libro racconta le esperienze di una gioventù ribelle che nella moda, nella musica e nella creatività va alla ricerca di forme di aggregazione che sono ancora le nostre.

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Come creare legami profondi nella musica

In un’epoca in cui la musica è facilmente accessibile e il mercato è saturo, le emozioni possono diventare il fattore distintivo che consente a un artista di emergere. Utilizzare tecniche di marketing emozionale ti aiuta a stabilire un legame profondo con il pubblico, utilizzando le emozioni come strumento principale di comunicazione. Questa forma di marketing si basa sull’idea che la musica non è solo un prodotto da consumare, ma un’esperienza che può influenzare stati d’animo, comportamenti di ascolto e decisioni d’acquisto.

Come creare legami profondi nella musica

Ma perché il marketing emozionale funzioni, è fondamentale avere  un’identità distintiva matura. Questo implica non solo la definizione di una tua immagine visiva, ma anche la costruzione di una narrazione in sintonia con il pubblico. Devi riflettere su quali emozioni vuoi evocare e come la tua musica e la tua personalità possano contribuire a quel messaggio. Un esempio semplice è quello di un artista che desidera trasmettere un senso di nostalgia utilizzando melodie e testi che richiamino ricordi passati, creando un legame emotivo più forte con i fan.

Per ottenere questo legame emotivo, l’interazione con il pubblico attraverso i social media, creando contenuti visivi e testuali è il metodo più semplice ed efficace. Puoi condividere momenti autentici della tua vita quotidiana, creando un senso di intimità e connessione. La condivisione di storie personali, dietro le quinte delle registrazioni o dei concerti, ti aiuta a costruire questo legame empatico, coinvolgendo direttamente il pubblico nelle tue gioie e nelle tue fatiche. È un approccio che non solo aumenta la fedeltà dei fan, ma incoraggia anche la condivisione e il passaparola, amplificando la portata della tua musica.

Non dimenticare mai che stessa musica gioca un ruolo fondamentale nel marketing emozionale, magari usando elementi sonori specifici per evocare emozioni particolari. Giocare con contenuti social con l’uso di melodie dolci e armoniose per trasmettere serenità, oppure ritmi più energici per stimolare entusiasmo e gioia ti aiuta a contestualizzare meglio la tua musica e lasciarla nella mente di chi l’ascolta.

Un esempio emblematico di marketing emozionale è rappresentato dalle campagne pubblicitarie di artisti che utilizzano storie personali nelle loro comunicazioni. Un cantante potrebbe condividere un racconto toccante sulla sua infanzia o sulle sfide affrontate per arrivare al successo. Questa narrazione non solo umanizza l’artista, ma permette ai fan di identificarsi con lui, creando un legame emotivo che va oltre la musica stessa. Quando il pubblico percepisce un artista come autentico e vulnerabile, è più incline a supportarlo, sia acquistando la musica che partecipando ai concerti.

Non sottovalutare nemmeno l’effetto delle playlist nelle piattaforme di streaming. I più si limitano nello sperare di accedere alle playlist ufficiali o in quelle di maggior successo, spesso dimenticando di curare loro stessi delle selezioni musicali che presentino la loro musica, ma anche quei brani che li ispirano o che riflettono il loro stile. Questo non solo arricchisce l’esperienza dell’ascoltatore, ma crea anche un senso di comunità attorno all’artista. Le playlist diventano un’estensione della tua immagine, del tuo brand, permettendo ai fan di esplorare e connettersi con il tuo universo musicale.

Se hai costruito una buona immagine coerente, una solida brand identity, gli Eventi dal vivo come concerti e festival sono occasioni ideali per applicare il marketing emozionale. Durante questi eventi, puoi usare elementi visivi e sonori per creare un’atmosfera coinvolgente. L’uso di luci, effetti speciali e interazioni con il pubblico può intensificare l’esperienza emotiva, rendendo il concerto memorabile. Gli artisti che riescono a creare un forte impatto emotivo durante le loro esibizioni tendono a fidelizzare i fan, che saranno più propensi a tornare per future performance. Un esempio di successo è il festival Coachella, che non solo offre una lineup di artisti di alto profilo, ma crea anche un’esperienza immersiva attraverso installazioni artistiche e interazioni sociali.

Se ti piace l’impegno sociale e non sei indifferente ai problemi del mondo, le campagne di sensibilizzazione sociale possono rivelarsi utili per unire attorno a te persone che condividono il tuo sentire. Artisti come Beyoncé e Pharrell Williams hanno utilizzato la loro piattaforma per affrontare temi sociali, creando canzoni che non solo intrattengono, ma che stimolano anche la riflessione. Queste canzoni diventano veicoli di emozioni e messaggi, avvicinando l’artista a un pubblico che condivide valori simili. Ma attenzione, questo tuo impegno deve essere sincero e non strumentale: il pubblico percepisce chiaramente se non sei mosso da un pensiero sincero e questo potrebbe trasformarsi un danno di reputazione dal quale sarà difficile risollevarsi.

Tra tutte le strategie possibili il marketing emozionale nel settore musicale è una delle più potenti,  dato si basa sulla creazione di legami emotivi tra artisti e pubblico che però devono essere sincere e autentiche. Attraverso la costruzione di un tua immagine coerente, l’interazione sui social media, l’uso strategico della musica, la creazione di esperienze coinvolgenti e campagne di sensibilizzazione sociale, puoi non solo promuovere la tua musica, ma anche costruire una comunità di fan fedeli e appassionati in un mercato altamente competitivo. La capacità di evocare emozioni e di rispondere alle esigenze del pubblico ti farà guadagnare quell’attenzione e quei legami di cui hai bisogno per coltivare la tua arte.

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La scimmia nel cassetto. Liberati dal giudizio degli altri, apriti alla narrazione e scopri chi ti apprezza

di Riccardo Scandellari
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Nel cassetto teniamo le cose più preziose, i sogni e tutto ciò che non abbiamo il coraggio di essere o mostrare. Tutti noi abbiamo progetti, obiettivi e aspirazioni, vere e proprie scimmie che rimangono intrappolate, che non possono nemmeno urlare per la frustrazione di dover restare chiuse in un cassetto. In silenzio.
Che cos’è peggio? Fallire o la paura di fallire? Tentare e non riuscire o non tentare affatto? Esprimere il proprio pensiero ed essere criticati o soffrire in silenzio senza dire nulla? Mettersi in gioco o rimanere nell’incertezza per non averci provato? La vita cambia solo nel momento in cui prendiamo una decisione nuova, ragionata, sostenibile e ci impegniamo per realizzarla.
Quando facciamo uscire la scimmia dal cassetto. Perché in un qualsiasi racconto di successo il protagonista non è l’eroe ma chi si appassiona alla narrazione.

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