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L’artista musicale deve investire, ma come?

Prima o poi, ogni artista musicale deve investire denaro per crescere ed evolversi. Ho fatto un po’ di mente locale sulle mie esperienze dirette e indirette e ne ho ricavato una piccola guida che può orientarti nel tuo percorso artistico. Per l’artista esordiente,  definito come colui che è al primo o secondo singolo, con brani ascoltati principalmente dagli amici e video con circa 300-500 visualizzazioni reali, le priorità di investimento sono chiare.

Dove deve investire l'artista musicale oggi?

Investi nella Produzione e nel Sound

Il più cruciale ambiente in cui investire tempo e risorse è la produzione. Anche se sei un producer capace di fare tutto da solo, potresti aver bisogno di una guida esterna che ti aiuti a definire, rifinire e pulire il tuo suono; almeno dovresti aver qualcuno con cui confrontarti, per essere certo che il frutto del tuo lavoro non sia condizionato da una visione troppo personale: ricorda che nei lavori creativi, come la musica, la passione, l’amore per le proprie creazioni può giocare brutti scherzi. Avere un prodotto finale di valore è la base per tutto ciò che segue.

Investire in produzione non significa solo pagare lo studio, c’è qualcosina i più:

  • Arrangiamento e Pre-produzione: Devi avere un professionista che valuti la struttura del brano prima di entrare in studio. Un orecchio esterno troverà i punti deboli e punti di forza della tua composizione, correggendo i primi ed esaltando i secondi.
  • Registrazione: Assicurarsi che le riprese vocali e strumentali siano impeccabili. Anche qui un professionista del suono può esserti di grande aiuto.
  • Mixing: Bilanciare tutti gli elementi sonori per garantire chiarezza e impatto; in questa fase, a meno che tu non sia un genio della consolle, un tecnico di livello fa la differenza.
  • Mastering: L’ultimo passo per ottimizzare il brano per tutte le piattaforme di streaming, garantendo che suoni al volume e con la dinamica standard del settore. Ovviamente anche in questa fase affidarsi ad un tecnico competente è molto meglio che fare da soli.

Un brano professionale e ben prodotto è un ottimo biglietto da visita per farsi notare dai professionisti del settore. Se poi hai seguito con attenzione le varie fasi di produzione, hai avuto il controllo sul tuo lavoro, sarà una carta in più da giocare nella tua partita.

Investi nei Live: Anche Gratuiti

L’investimento nei live, in questa fase, significa suonare ovunque e senza cachet: feste, strada, house concert, o qualsiasi contesto che ti permetta di stabilire connessioni forti. L’obiettivo è duplice: testare la musica nel mondo reale e guardare il pubblico negli occhi per capire come la tua musica stimola il loro stato d’animo. Accettare di suonare gratis è un investimento in esperienza e connessioni, non un regalo. Il mondo offline e la capacità di portare i progetti nel mondo reale sono ciò che fa la differenza.

Ovviamente questo deve rientrare in una strategia di comunicazione ben precisa e pianificata. Solo così riuscirai a massimizzare i risultati e non sarà una perdita di tempo.

Investire nei live, se hai una fan base minima, significa anche produrre i propri live, quando magari non si ricevono proposte interessanti o svilenti.

Evita Numeri Finti e Uffici Stampa Prematuri

Orami dovrebbe essere chiaro, ma è anche chiaro che non si è mai ripetuto abbastanza: non investire in plays, follower o views. Questi numeri dopati non ti forniscono il feedback sincero necessario per far evolvere il tuo percorso artistico. Se ti sfugge il perché, scrivimi, fissiamo una videocall e te lo spiego per benino, ti divertirai.

Inoltre, non investire in un ufficio stampa troppo presto. Sebbene l’ufficio stampa sia utile, è necessario capire prima quanto vale la tua musica. Affidarsi a un PR senza avere una base di valore o di trazione espone l’artista a spese inutili, specialmente considerando che, se l’interlocutore ha poco tempo, devi comunque essere tu a saper presentare il progetto in modo efficace. Un ufficio stampa è più appropriato quando si è già nello status di Artista Promettente (3.000-7.000 views reali), in questo caso, una buona campagna associata ad una strategia di marketing dove può accelerare un processo già in corso.

Il Feedback Critico è indispensabile

Una delle trappole più grandi per l’artista sconosciuto è l’isolamento o il confronto solo con realtà di basso livello. Se non ti confronti con situazioni di un livello più alto rispetto al tuo, rischi di rimanere in una situazione di stallo, che non ha senso ai fini della crescita.

Il confronto con veri professionisti è la chiave per superare le tue mancanze. Un professionista serio non ti darà solo pacche sulle spalle; ti dirà onestamente se ti manca qualcosa e come fare per migliorarti. Magari ti farà notare che il tuo punto di forza più grande è la cosa più sotterrata che hai presentato. Questa crescita avviene attraverso il confronto diretto e la disponibilità a ricevere critiche, non solo attraverso l’assimilazione passiva di informazioni da un video YouTube o un articolo.

Trovare il Contesto Giusto

Cercare il contesto giusto significa privilegiare la qualità sulla quantità. È meglio partecipare a un evento ristretto (come quelli limitati a 12 artisti, per esempio), dove c’è attenzione e non dispersione, piuttosto che a una convention da 100 persone.

Anche la tua rete di relazioni professionali deve crescere insieme alla tua immagine pubblica e la tua evoluzione artistica, anzi, queste tre cose sono strettamente collegate e una loro crescita armonica ti semplificherà di molto l’esistenza.

  1. Ricerca Locale Qualitativa: Invece di mandare email a festival nazionali, cerca showcase per artisti emergenti organizzati da entità con una reputazione consolidata (aziende o professionisti che dimostrano trasparenza) nel tuo territorio.
  2. Imparare dagli Errori degli Altri: Essere in contesti ristretti ti permette di osservare come gli altri presentano i loro progetti e di apprendere dai loro errori. Vedere i fallimenti (che sono amati, perché chi non fallisce non ci prova mai) altrui è un enorme plus per la propria crescita.
  3. Preparazione Pre-Incontro: Quando si incontra un professionista, non sprecare l’occasione. Se non sai cosa dire in poco tempo, non puoi fargli capire che sei diverso. Prepara la presentazione in anticipo. Sai come ti devi presentare?
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La Mentalità Imprenditoriale e la Trasparenza

Gli artisti musicali troppo spesso investono la maggior parte di tempo e risorse sul lato creativo e sottovalutano ampiamente quello strategico e gestionale, poi si lamentano che non fanno soldi! Per uscire dalla fase di emergente e progredire, devi sviluppare una mentalità imprenditoriale, sapendo distinguere chi lavora in modo trasparente e chi no.

Le realtà che lavorano seriamente sono spesso le più schiette e dirette, non temendo di essere scomode. Una realtà non trasparente si sente da lontano per la sua puzza di marcio e la mancanza di obiettivi concreti. Ricorda che il denaro e l’attenzione sono spesso strumentalizzati per farti pagare servizi inutili.

La sincera eccitazione professionale deriva dai numeri sinceri, anche quando sono piccoli. Una volta che si inizia a dopare i numeri, è difficile smettere. La trasparenza e l’onestà intellettuale nel presentare il proprio percorso, incluse le mancanze e i fallimenti, sono cruciali per attrarre professionisti seri e investitori disposti investire denaro reale.

Gestisci il Passaggio di Status

Quando il tuo percorso musicale inizia ad avere trazione, hai un EP o un album pubblicato, il passaparola è avviato, i tuoi video raggiungono le 3.000-7.000 views reali, e riesci pure a riempire degli spazi con i tuoi live,  puoi dire d’essere entrato nello status artistico più delicato per la tua carriera: quello di Artista Promettente. A questo punto, le tue scelte possono avere un impatto decisivo sul futuro:

  • Valuta l’Ufficio Stampa: Se sei ancora senza contratto, delle campagne stampa mirate e strategiche sono a questo punto opportune. Ma non dimenticare che interviste e comunicati stampa devono essere parte di una strategia più complessa che investa tutti i media a tua disposizione e con un messaggio chiaro, che non crei confusione nelle tue intenzioni.
  • Investi in Merch e Contatto Diretto: Inizia a produrre merchandinsing per ripagare le spese dei concerti e mantenere il contatto con la fan base. Dovresti avere anche un sito, un semplice sito vetrina, ma in grado di raccogliere le email dei tuoi fan: il primo indispensabile passo per togliersi dalla schiavitù dei social.
  • Contatta gli Addetti ai Lavori in Modo Unico: Evita l’email standard. Per distinguerti dalla massa e non essere regolarmente cestinato (perché i giornalisti ricevono troppe richieste), invia qualcosa di fisico (vinile, cassetta, CD): fai vedere che fai sul serio e che investi nella tua produzione. Questo ti rende memorabile e aumenta le possibilità che il tuo disco venga ascoltato.
NO ai Social Media Guru

Evita chi promette di triplicare il pubblico o metodi infallibili in tre mosse. Questi guru, nella migliore delle ipotesi, spesso applicano metodi rigidi che non si adattano alla tua sensibilità artistica, portandoti a vendere la musica come fosse un profumo.

L’Occasione di Crescita e il Tuo Prossimo Passo

Ricorda che il successo non si costruisce solo online. La vera crescita si ottiene avendo il contesto, le persone e i professionisti veri, giusti e seri con cui confrontarsi. Che si tratti di eventi, showcase ristretti o sessioni di ascolto con figure autorevoli, come produttori artistici, autori di spicco, o veterani del settore, l’opportunità di presentare il tuo progetto e ricevere feedback di alto livello fa la differenza.

Non usare la scusa che il tuo progetto non è ancora perfetto per evitare il confronto. Mettiti nell’ottica di usare questi contesti come una spinta per migliorare, sapendo che le occasioni non mancheranno se sarai in grado di convincere l’interlocutore di avere qualcosa di valore. La trasparenza, la qualità della produzione e la capacità di presentarti velocemente e chiaramente sono i tuoi alleati più potenti per emergere da artista sconosciuto e scalare il tuo percorso artistico.

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L’Eclissi del Possesso nell’Era dello Streaming

Caro artista musicale, mi siedo virtualmente accanto a te per analizzare il terreno su cui stai camminando perché è fondamentale comprendere che il mondo è cambiato profondamente sotto i nostri piedi. Siamo passati dall’era di iTunes, in cui l’ascoltatore acquistava mp3 organizzandoli in una biblioteca personale, all’era della musica liquida dominata dall’accesso istantaneo. Questa rivoluzione ha riscritto le regole del gioco, influenzando drasticamente il valore che il pubblico attribuisce alla tua arte e richiedendo nuove strategie per non affogare nel caos informativo.

L'Eclissi del Possesso nell'Era dello Streaming

Un tempo l’ascolto era un atto di volontà basato sulla ricerca attiva di autori e generi, ma oggi piattaforme come Spotify e YouTube Music hanno delegato gran parte di questo processo ad algoritmi di auto-apprendimento. Questi sistemi intercettano i gusti e prevedono le scelte di ogni singolo ascoltatore, offrendo playlist già redatte, creando il rischio di rinchiudere l’ascoltatore in una bolla che rende difficile scoprire proposte fuori dagli schemi algoritmici.

Lo streaming predilige un’esperienza di ascolto emozionale legata all’umore del momento, il cosiddetto mood, spesso a discapito della contestualizzazione filologica per genere musicale. In questo contesto, il pubblico è diventato estremamente vorace di singoli, mentre il concetto di album ha perso il suo significato tradizionale di raccolta coerente di brani per diventare una serie di stimoli continui (questo è vero solo in parte; in realtà i progetti di ampio respiro stanno ritrovando l’interesse del mercato, per motivi che qui non affronteremo).

Devi essere onestocon te stesso riguardo al valore economico percepito in quello che viene definito capitalismo artistico, dove spesso l’artista genera capitale per le piattaforme senza essere remunerato equamente, diventando quasi un prodotto gratuito del servizio altrui.

Poiché la musica è ormai percepita come un bene quasi gratuito, il ruolo del supporto fisico è mutato profondamente nella mente del consumatore: un CD o un vinile non sono più visti come strumenti primari di ascolto, ma come un cadeau, un oggetto di culto o un feticcio fisico che testimonia il legame tangibile con l’artista. Il vinile, in particolare, ha visto una riscossa proprio tra le nuove generazioni, la cosiddetta Generazione Z, che cerca una testimonianza fisica dell’artista che segue principalmente nel mondo virtuale. Per non essere trattato come una semplice merce di scambio o commodity, devi puntare sull’unicità e non farti mai scegliere solo per il prezzo o per gli sconti.

Se vuoi emergere in questo mercato saturo, il punto di partenza non è il marketing puro, ma quella che viene definita la tua matrice autentica che fa la differenza e che il pubblico percepisce immediatamente come vera. L’artista musicale, per emergere, deve essere un mondo di appartenenza in cui i fan possano rispecchiarsi, un universo di valori e visioni che non deve mai essere tradito per non perdere la fiducia del pubblico.

Poiché la mente umana ricorda solo un numero limitato di elementi per categoria, devi diventare rilevante attraverso i tuoi punti di unicità e di differenziazione. Il posizionamento efficace consiste nel definire il posto o la parola che occupi nella mente dell’ascoltatore rispetto ai concorrenti, cercando di colmare un vuoto di mercato o di essere il primo in una nuova categoria.

Nonostante l’importanza fondamentale del digitale, la tua carriera deve poggiare su pilastri solidi come l’attività dal vivo, che crea un contatto diretto ed emotivo superiore a qualsiasi dinamica da talent show. Devi comunque vendere la tua musica tramite distributori digitali per raggiungere il grande pubblico e puntare sul merchandising come forma di autofinanziamento strategico.

Oggi le etichette discografiche investono raramente su chi non possiede già una fan base coesa e un profilo organizzato in maniera divina: questo significa essere posizionati sul mercato. I social sono utili per ottenere questo, ma devono essere usati con costanza e in modo strastegico. Non devi limitarti a promuovere la tua canzone, ma devi mostrare backstage, opinioni o consigli tecnici per far affezionare le persone alla tua figura professionale prima ancora che alla tua musica. Questa comunicazione serve ad attrarre e non a convincere, basandosi su una missione autentica che porti avanti ogni giorno con coerenza.

Infine, non trascurare il mercato delle edizioni e della sincronizzazione, poiché l’inserimento di un brano in un film o in uno spot può rappresentare un vero punto di svolta per il tuo progetto complessivo. Solo costruendo una solida rete professionale di mentori, insider e partner potrai trasformare il tuo talento in un business sostenibile e duraturo.

Per usare una metafora, posizionarsi nel mercato musicale odierno è come costruire un faro su un’isola in mezzo a un oceano in tempesta: se la luce della tua identità artistica è potente e la struttura della tua professionalità è solida, saranno le navi dei fan e del mercato a cercare te, invece di essere tu a dover rincorrere loro in cerca di soccorso.

Se hai bisogno di chiarirti meglio cos’è il posizionamento e come influisce positivamente sul tuo percorso artistico, contattami liberamente.

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La musica e il tempo che non basta

In questo articolo cercherò di illustrarti cosa è emerso durante il Milano Music Week 25 riguardo le abitudini di ascolto del pubblico italiano.

L’industria musicale italiana poggia su fondamenta solide di interesse e passione, con la musica che mantiene un ruolo di assoluto protagonista nella vita della popolazione. Per chi opera nel settore, e in particolare per gli artisti, comprendere le abitudini di fruizione del pubblico non è un dettaglio, ma una necessità strategica. Durante la MMW25 è emerso uno spaccato granulare di come, dove e quanto gli italiani ascoltano musica, delineando un mercato in costante evoluzione.

La Musica e il tempo che non basta secondo il Milano Music Week 2025

La musica è una costante per la quasi totalità della popolazione italiana. L’89% degli individui con più di 14 anni, un bacino che corrisponde a ben 44,9 milioni di persone, dichiara di ascoltarla regolarmente.

Questo significa, in termini semplici, che nove italiani su dieci dedicano tempo alla fruizione musicale. Non si tratta solo di un passatempo occasionale; il 46% degli italiani afferma che la musica costituisce una parte importante della propria vita.

Questa importanza è ancora più accentuata tra i giovani, dove la percentuale di coloro che dichiarano di non poter fare a meno della musica supera il 50%. Inoltre, coloro che sono definiti forti ascoltatori appartengono a segmenti della popolazione considerati evoluti e dinamici.

Il Dominio Condiviso: Streaming e Radio

Il modo in cui la musica viene fruita è variegato, ma il panorama è nettamente dominato da due supporti principali: lo streaming e la radio.

La radio si conferma un mezzo di grande rilevanza, con il 52% degli italiani che ascolta musica attraverso questo canale. Pur avendo subito una flessione rispetto al 56% registrato nel 2019, la radio ha mostrato un andamento in ripresa nell’ultimo anno, dimostrando una notevole resilienza nel tempo.

Tuttavia, è lo streaming il canale che cattura l’attenzione crescente del mercato, partecipando in modo significativo ai ricavi complessivi dell’industria. Attualmente, il 40% degli italiani con più di 14 anni, una cifra che supera i 20,3 milioni di persone, ascolta musica tramite streaming. Questo dato, pur essendosi stabilizzato negli ultimi anni, evidenzia una robusta crescita rispetto al 32% rilevato nel 2019.

È cruciale notare come questa fruizione in streaming si suddivida: il 32% degli italiani ascolta musica attraverso lo streaming free, mentre soltanto il 12% utilizza i servizi in abbonamento, ovvero lo streaming a pagamento. Quest’ultima percentuale, sebbene rappresenti una minoranza, è vitale poiché i servizi in abbonamento sono considerati la massima fonte di remunerazione per gli artisti, indicando un potenziale di crescita ancora ampio per il mercato italiano.

Le Abitudini in Base all’Età

L’analisi dei dati di fruizione diventa ancora più illuminante se segmentata per generazione. Non tutti i pubblici utilizzano gli stessi supporti nello stesso modo.

Lo streaming è il supporto preferito in assoluto dalle fasce più giovani, in particolare dai Millennials e dalla Generazione Z. In queste coorti, la percentuale di ascoltatori in streaming è decisamente alta. Man mano che si sale con l’età, le preferenze si equilibrano: nella fascia 35-44 anni, l’uso di radio e streaming si parifica. Nelle fasce più mature della popolazione, è invece la radio a risultare il supporto più preferito.

Anche l’ascolto di musica fisica, che si attesta intorno al 10% della popolazione generale, segue questa tendenza generazionale: è meno frequente tra i giovanissimi e più diffuso nelle fasce mature.

L’Aumento del Minutaggio

Un aspetto fondamentale che evidenzia la centralità crescente della musica è l’incremento del tempo dedicato all’ascolto. Sebbene la reach dell’ascolto musicale, il numero di persone che ascoltano, non sia variata significativamente negli ultimi anni, è molto importante sottolineare che è aumentato il minutaggio di ascolto. Il tempo che gli italiani dedicano alla musica, in generale, è cresciuto, un segnale che il consumo si sta intensificando.

Questa intensificazione della fruizione è il motivo principale per cui, nonostante le sfide e le complessità legate alla ripartizione dei compensi, lo streaming è oggi il modello economico dominante su cui si focalizza gran parte del dibattito industriale.

Conclusione

La musica è profondamente radicata nella cultura italiana, coinvolgendo quasi nove persone su dieci. La dinamica di ascolto è chiaramente orientata verso il digitale, con lo streaming che si afferma come il canale preferito dalle nuove generazioni e che, insieme alla radio, guida la fruizione complessiva. L’aumento del minutaggio di ascolto conferma che gli italiani stanno dedicando sempre più tempo al consumo musicale. Per gli artisti, questa realtà impone una comprensione precisa di questi dati, in particolare della distinzione tra ascolti gratuiti e quelli in abbonamento, poiché è quest’ultima quota (il 12% del pubblico streaming) a rappresentare la massima fonte di remunerazione, definendo il potenziale economico ancora inesplorato del mercato italiano.

Se vuoi approfondire la conoscenza delle dinamiche di mercato e capire come evitare le trappole, prenota una call e condividiamo le esperienze.

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Le 42 leggi universali del digital carisma: La fusione tra vita digitale e reale è il futuro della comunicazione

di Rudy Bandiera
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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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Musica: 3 trappole da evitare

Se sei un artista musicale esordiente, sai bene che la frustrazione è un sentimento costante. Investire la propria energia, tempo, denaro, attenzione, e visione nel proprio progetto musicale e non ricevere alcun tipo di feedback, riscontro o risultato, o peggio ancora, non essere ascoltati, è devastante. Questa condizione di stallo, dove il potenziale artistico è alto ma i risultati scarseggiano, porta molti a gettare la spugna o a trascinare avanti il progetto con grande fatica e senza entusiasmo.

3 trappole da evitare nell'industria discografica.

Il tuo percorso di artista sconosciuto è disseminato di sfide che vanno ben oltre la creazione musicale. Comprendere il mercato musicale, il Music Business, e il saper navigare i suoi meccanismi, è cruciale per trasformare la passione in una carriera sostenibile. I problemi principali che affliggono gli artisti esordienti non sono legati solo alla musica in sé, ma a come il loro progetto viene presentato e al contesto nel quale si muove.

La mia esperienza dimostra che, nel mercato musicale esistono tre trappole che ostacolano i tuoi progressi, portando spesso a un dispendio inutile di risorse.

La prima trappola in cui rischi di incappare, e che è grande fonte di frustrazione, sono le Etichette Fuffa. Queste entità si presentano con la facciata di etichette serie ma, in realtà, fanno leva sulla notorietà di altri artisti nel loro roster per vendere servizi, spesso inquietanti, come la distribuzione o la promozione di singoli ed EP. Il risultato di questi investimenti è quasi sempre lo stesso: ti fanno spendono somme importanti senza ottenere risultati concreti, lasciando l’artista scottato e con una perdita di fiducia non solo nel panorama musicale, ma anche nel proprio potenziale.

Questo succede più spesso di quel che pensi: la trappola funziona perché questi personaggi fanno leva sul tuo ego, che ha la necessità di essere nutrito; e sul tuo desiderio di attenzione e visibilità. Fanno leve su due punti deboli che non ti fanno valutare con lucidità la loro offerta. Voglio essere chiaro. non è che ti truffino, in senso legale, ti faranno firmare un bel contrattino dove si prendono i loro impegni e tu avrai i tuoi; ma se prima di firmare non analizzi per benino cosa è scritto sul contratto, rischi concretamente di scoprire che le loro promesse, dette a voce, non sono garantite nello scritto.

La seconda trappola è quella degli Streaming Garantiti. Nel mercato musicale non esiste nessuno che ti può garantire qualcosa con sicurezza al 100%: scordatelo, chi te lo dice sta mentendo. E su questo argomento non mi dilungo. Se vuoi approfondirlo, prenota una videocall e ne parliamo.

Ci sono anche dei problemi che affliggono gli artisti musicali, per lo più dovuti alla loro ignoranza di come funzioni il settore. uno di questi è l’incapacità di presentare adeguatamente il loro progetto e ottenere l’attenzione dei professionisti seri come produttori, A&R manager, ufficio stampa. I professionisti del settore discografico sono quotidianamente bombardati da una  mole enorme di proposte, se vuoi trovare un minimo d’ascolto, devi dimostrare velocemente che il tuo progetto è qualcosa che vale.

Devi proprio immaginare di avere pochi secondi, al massimo un minuto per poter descrivere il tuo progetto musicale in ogni suo dettaglio per renderlo appetibile a chi è disposto ad investire su di esso. Devi essere in grado di andare dritto al punto e di suscitare interesse del tuo interlocutore. Sai come fare?

Che vuoi che ti dica? prenota una videocall e ne parliamo.

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La tua musica è un investimento.

Nel panorama musicale contemporaneo, esiste un malinteso fondamentale che condanna la maggior parte dei progetti artistici all’irrilevanza ancor prima che questi vedano la luce. Se guardo gli artisti esordienti, in particolare, vedo la tendenza a credere che la produzione musicale sia l’inizio del viaggio, il punto zero da cui tutto scaturisce. Ma se analizziamo le dinamiche dei professionisti musicali già affermati, vediamo una realtà ben diversa: la produzione discografica è solo un veicolo cruciale, un tassello utile di un processo strategico ben più ampio.

La tua musica è un investimento.

Senza un solido progetto di business, supportato da una visone strategica di marketing, il tuo progetto musicale è destinato ad avere il respiro corto. L’errore più comune fatto dagli artisti musicali esordienti è di partire dal prodotto musicale, dal brano da distribuire sulle piattaforme, senza prima aver ragionato sul mercato, sul pubblico e su come rientrare nei costi di produzione. Cercare soluzioni per spingere un progetto discografico senza averne definito a monte il posizionamento significa tentare di vendere qualcosa a qualcuno che non si conosce, in un mercato che non si è analizzato.

Questo non significa che le logiche di mercato debbano corrompere la tua integrità artistica, ma devi essere chiaramente consapevole del contesto strategico prima di entrare in studio. Sapere a quale pubblico ti rivolgi e come posizionarti in questa nicchia ti permette di evitare perdite economiche disastrose e di investire le risorse giuste nei punti giusti, sopratutto quando affronterai la fase promozionale. Senza questa consapevolezza, rischi di produrre musica che non ha alcun appiglio nel mercato, vanificando qualsiasi tuo sforzo tecnico o artistico.

Vorrei essere più chiaro: con lo streaming non ci campi. I ricavi dalle app sono ridicoli e sperare in una rendita che ti permetta di vivere e produrre nuova musica è pura utopia. Se non usi le tue competenze in ambito musicale per crearti una rendita continuativa, per pagarti i conti e le produzioni musicali, non andrai molto lontano. Devi crearti una strategia di business solida che ti permetta di generare entrate costanti per finanziare la produzione musicale, ad esempio: consulenze, didattica, live, trascrizioni musicali ecc.

In questo contesto, la tua produzione musicale, è strategica in quanto dimostrazione delle tue capacità professionali. Se poi hai curato bene anche la parte del marketing e hai costruito un’immagine solida e coerente, il combinato diventa efficace e ti apre le strade per una continua crescita profsessionale.

Diversamente, senza una rendita generata da un modello di reditto funzionante, ti ritrovi a operare al risparmio, con conseguenze disastrose.

Una produzione fatta in casa, senza il supporto di professionisti di livello, dai turnisti ai tecnici audio, senza un ragionato progetto esecutivo crea un prodotto di bassa qualità che finisce per amplificare i tuoi punti deboli. Presentarsi al mercato con una produzione amatoriale significa gridare al mondo la propria mancanza di professionalità, bruciandosi la reputazione.

E finalmente arriviamo al Marketing ed alla Promozione su cui gli artisti esordienti puntano per costruire il proprio futuro senza conoscere la differenza tra le due cose: la Promozione è l’atto pratico di veicolare il messaggio, ma senza una strategia organizzata in precedenza è destinata al fallimento. Questa strategia organizzata è il Marketing. Ma, nota bene, il Marketing funziona solo se hai chiarito bene qual’è il tuo progetto di Business, ovvero hai fatto una bella analisi del mercato. Il Marketing trasformerà questa analisi in strategia.

Integrare il marketing nella fase pre-produttiva permette di cambiare la prospettiva temporale del progetto. La maggior parte degli artisti cerca un risultato di gratificazione immediata , ma una strategia,seria, di business mira anche agli obiettivi di lungo periodo.

Una produzione di qualità non è una spesa, ma un investimento che si apprezza nel tempo. È il biglietto da visita che parla per l’artista quando lui non è presente. Presentarsi con una produzione scadente, di bassa qualità, chiude le porte; presentarsi con un prodotto eccellente attrae investitori, etichette e manager.

Nessuno investirà su un artista che non ha investito su se stesso. Quando un artista dimostra, attraverso la qualità del suo prodotto, di aver compreso le logiche di mercato e di aver investito seriamente, sia in termini economici che formativi, diventa un asset appetibile per partner esterni. La qualità diventa quindi uno strumento di marketing in sé: è la prova tangibile della serietà e del potenziale del progetto.

Riassumendo.

Il tuo percorso artistico diventa sostenibile solo se ti confronti con la realtà del mercato musicale visto nel suo insieme. Studiandolo e ragionando sulle tue competenze, potrai troverai il modo in cui collocarti in esso.

A questo punto sei pronto per integrare il marketing nel tuo progetto. Lo userai per farti conoscere, per valorizzare le tue caratteristiche, esaltare le tue qualità ed attrarre persone che hanno bisogno dei tuoi servizi.

In questo contesto, una produzione discografica di qualità non è più una spesa, ma un investimento che si farà apprezzare nel tempo. È il tuo biglietto da visita che parla per te anche non quando non sei presente: è un tassello della tua strategia di Marketing.

Puoi anche non credermi, continua pure a presentarti con prodotti mal curati, creati al risparmio.Non sorprenderti poi se ti chiudono la porta in faccia. La verità è che nessuno investirà su un artista che non ha investito su se stesso. Se tu stesso non sei disposto a sacrifici economici per curare i tuoi prodotti musicali, perché dovrebbero farlo altri?

Quando un artista musicale dimostra, attraverso la qualità del suo prodotto, di aver compreso le logiche di mercato e di aver investito seriamente, sia economicamente sia in formazione, diventa un appetibile per partner esterni. La qualità del prodotto discografico è uno strumento di marketing in sé: è la prova tangibile della serietà e del potenziale del progetto.

L’industria musicale non è un mondo di artisti scapigliati che vivono d’ispirazione. In realtà è un mondo altamente competitivo dove le figure professionali solide sono ampiamente ricercate.

Se vuoi cominciare a ragionare, seriamente, sulla tua professione di musicista e vuoi parlarne con me, scrivimi che ne parliamo.

Mi farà piacere conoscere la tua musica e condividere le esperienze. Anche questo è un piccolo passo per uscire dalla propria cameretta ed iniziare a fare sul serio.

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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musicista professionista personal branding social music marketing

Musica: perché la promozione non funziona?

Il settore musicale contemporaneo si presenta come un ambiente in continua evoluzione, un mondo dove gli artisti emergenti si trovano a navigare in acque spesso turbolente e piene di insidie. In questo momento storico, è cruciale comprendere che l’artista musicale, il personaggio artista,  ha assunto un’importanza maggiore rispetto alla musica stessa, sebbene la longevità artistica sia sempre frutto di un delicato equilibrio tra la figura artistica e il percorso creativo. Chi desidera emergere in questo contesto deve fare i conti con dinamiche promozionali complesse e spesso contro-intuitive.

Perché la promozione musicale non funziona?

Come artista musicale ti ritrovi in un contesto promozionale che ti bombarda costantemente con impulsi e notizie specificamente costruite per fare leva sulle emozioni e sull’ego: sui tuoi sogni, sulle tue ambizioni, sul tuo desiderio di trovare un posto nel mondo.

La Music Industry è incentrata su un mercato estremamente polarizzato, dove la visibilità è ricercata ossessivamente e crea meccanismi, o propone soluzioni a pagamento promettendo risultati che spesso potresti ottenere gratuitamente.

Uno dei grandi errori in cui cade l’artista esordiente è quello di non crearsi un percorso professionale realmente sostenibile. Spinto dal sentire comune, non vede che il guadagno generato da una promozione tradizionale su piattaforme streaming e digitali, rispetto alla spesa sostenuta, matematicamente non esiste.

Nella mia esperienza, posso tranquillamente testimoniarti d’aver visto risultati promozionali all’altezza delle aspettative solo nel caso di artisti posizionati, cioè artisti famosi con una fan base di riferimento solida e fedele.

Nel mercato musicale, in questi anni si è verificato un cambiamento del modello di business. In passato, il focus era sul prodotto, la musica, e l’obiettivo della promozione era accelerare la diffusione del prodotto per raggiungere quante più persone possibile. Oggi, il core business è decisamente orientato ai servizi. Questo cambio di paradigma implica che l’obiettivo non è più raggiungere il pubblico più ampio possibile, ma promuovere il proprio servizio a uno target specifico per soddisfare un suo bisogno. Essere un artista musicale, un creativo artistico, non è più sostenibile se non ti arricchisci di quelle competenze che soddisfano le esigenze di un mercato saturo di proposte e le inquadri in un’ottica di impresa.  Questa è la realtà e se non ti piace, forse la professione del musicista non fa per te.

Devi considerare che l’attenzione delle etichette e dell’industria discografica come sistema, è indirizzata verso il prodotto, verso l’uscita del singolo a cadenza periodica. Il Sistema non vede più l’artista musicale come il centro del business: gestire un artista è troppo impegnativo e rischioso. Oggi il business è investire sul prodotto artistico come magnete per attirare altri artisti, o aspiranti tali, in su sistema di servizi a pagamento: paghi per registrare la musica, cedi quote per pubblicarla, paghi per distribuirla, paghi per promuoverla.

C’è però un modo per evitare queste trappole, per entrare nel mercato musicale con il piede giusto. Ma è un modo che richiede un approccio diverso, una mentalità basata sul solido, sul concreto e non su sogni di fama e popolarità.

Per l’artista esordiente, è necessario tenere a bada i propri desideri e lavorare seriamente su se stesso, individuare il motore della sua creatività, definire il messaggio che vuole offrire al suo pubblico e come intende farlo. Deve prima di tutto definire un modello di business orientato al servizio, e la creazione di una promozione mirata che si basa sulla credibilità, la fiducia e la costanza; sapendo che la promozione è un processo che parte prima dall’interno e poi si muove verso l’esterno.

Per un artista musicale, nel mercato musicale attuale, agire senza una chiara visione, un ruolo definito e una strategia che connette il proprio servizio a un pubblico specifico (fan o altri professionisti) significa viaggiare alla cieca, spendendo tempo, denaro ed energia, affondando inevitabilmente nel pantano dell’insostenibilità emotiva e finanziaria.

Conoscere le dinamiche del mercato musicale, approfondire la propria visione delle cose, studiare metodi e modi per attrarre l’attenzione del pubblico e dei players del settore è indispensabile per costruirsi una professione musicista.

Nei miei corsi, nelle mie consulenze, lavoro proprio su questo.

Guidare l’artista musicale nell’acquisire competenze e conoscenze per potersi costruire una comunicazione professionale e un’immagine artistica solida. Per affrontare il mercato musicale che è poliedrico e che, lo dico sopratutto agli esordienti, non è solo Spotify. C’è molto di più.

Gratificami, offrimi un caffe!
La storia della Black Music.

di Roberto Caselli

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Nel suo terzo libro dedicato agli aspetti meno noti della musica elettronica, Johann Merrich ci porta in viaggio verso nuove geografie, alla scoperta di una prospettiva originale sugli esperimenti sonori più avventurosi del Novecento. Con una narrazione semplice e talvolta ironica, questa indagine appassionata svela aneddoti curiosi e storie dimenticate di macchine sonore, pioniere, mecenati, innovatrici e compositori che hanno plasmato il suono del futuro, grandi personalità che hanno alimentato la rivoluzione della musica tecnologica in luoghi inaspettati come Egitto, Spagna, Portogallo, Turchia, Grecia, Slovenia, Romania, Polonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Russia, Australia, India … Un’occasione per rileggere – o cancellare?- i vecchi confini e ascoltare la voce del mondo con orecchie nuove.

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marketing musicale musicista professionista

Musica: è una questione di qualità!

Oggi scrivo due righe su quella cosa chiamata progetto musicale. Lo faccio per te, ma lo faccio anche per me stesso, perché le due paroline progetto musicale in realtà ci stà un universo intero. Un universo anche piuttosto complesso le cui variabili cambiano a seconda del progetto che stiamo sviluppando. Infatti, la prima cosa da tener presente è che ogni progetto, ha un percorso che va costruito, pensato e misurato: altrimenti che progetto sarebbe?

La musica è sopratutto una questione di qualità

Normalmente, la maggior parte degli artisti musicali si concentrano sulla produzione di un album o di un singolo, magari nella loro solitudine, nel loro mondo creativo, per poi confezionare un prodotto musicale o discografico e quindi mettersi alla ricerca di soluzioni per promuoverlo. Dimmi, non è così?

Accade regolarmente che una volta messo sulla pubblica piazza il progetto stenta a decollare, non riceve attenzioni, non viene ascoltato o non viene considerato come meriterebbe.

Questo avviene principalmente perché in fase di elaborazione del progetto, l’artista trascura spesso e volentieri l’impegno economico e temporale necessario per mettere in campo operazioni di marketing e di promozione per far conoscere il progetto musicale almeno ad una platea mirata di pubblico potenziale: questo, il più delle volte, significa anche fare un indagine di mercato per capire dove si nasconde questo fantomatico pubblico interessato.

Immaginiamo che stai mettendo insieme un album. Stai selezionando i pezzi in modo di ottenere un qualche obiettivo artisticamente organico: nello stile musicale, nel significato delle canzoni ecc… Già da qui dovresti pensare a quale pubblico ti rivolgi e valutare, insieme ad altri professionisti, che direzione prendere nelle scelte artistiche che farai.

Già il fatto che dovresti chiedere supporto ad altri, significa che dovrai sostenere un impegno economico. Quindi già nelle prime fasi dovresti fare un ragionamento sul budget che ti servirà per portare a termine il lavoro. Un budget di spesa che comprenda tutte le fasi di lavorazione dell’album compreso il marketing e la promozione. Ma non è  tutto.

In particolare gli esordienti, se ne escono con produzioni Low Budget che altro non servono per dimostrare il loro scarso professionismo e che sicuramente non mettono in luce le loro qualità (con conseguente danno reputazionale e perdita di opportunità). Spotify è piena di queste porcherie.

Se invece cominci a considerare le spese del tuo progetto artistico come un investimento a lungo termine, ecco che improvvisamente le cose prendono una prospettiva diversa.

Se ti impegni e ti circondi di bravi collaboratori, mettendo insieme una vera e propria produzione dove ognuno ha il suo ruolo, ecco che ti stai impegnando in qualcosa che avrà una qualità superiore, qualcosa che resta. Una spesa della quale non avrai un rientro immediato, ma che servirà per qualificarti come un artista professionista che conosce il lavoro, il mercato ed ha pure una vena artistica interessante.

Ovviamente imbarcarsi in questo percorso non è un gioco. Lavorare con professionisti è dispendioso. Perciò non solo hai bisogno (prima) di avere una rendita continuativa che alimenti questo tipo di progetti, ma ti servirà anche la figura di un produttore esecutivo che ti aiuti a gestisce l’aspetto logistico, finanziario e legale del progetto. È la persona che assicura che il progetto sia completato nei tempi e nel budget, occupandosi dei contratti, delle licenze e della raccolta fondi. Questo è il binario strategico dal quale inizia ogni progetto, sul quale poi si innesta il lavoro artistico.

Un progetto artistico che bypassa i dovuti passaggi di una produzione musicale senza seguire degli iter prestabiliti, senza un team e senza affidarsi alle persuoone giuste è destinato a restare nel limbo dei 5 ascolti mensili sulle app di streaming. E se non mi credi, se non credi alle statistiche, ti basta fare un giretto su Spotify per vedere quanti sono gli zombie che release dopo release, restano su 20-30 ascolti mensili.

Il processo di produzione musicale professionale è come costruire un edificio: la musica è la facciata (la parte artistica), ma il successo duraturo e l’opportunità di attrarre investimenti dipendono dalle fondamenta invisibili (Business, Marketing, Promozione) e dal piano di costruzione rigoroso (Produzione Esecutiva). Se si cerca di risparmiare sulle fondamenta (produzione “low budget”), l’intera struttura (il biglietto da visita) crollerà, non importa quanto bella sia l’idea iniziale.

PS Non attirerai mai player importanti del settore musicale se non sei in grado di dimostrare il tuo livello di professionalità e l’impegno che metti nel tuo lavoro. Se tu stesso non investi sui tuoi progetti, perché dovrebbero farlo altri?

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I Pilastri della Professione Musicale

Per trasformare la tua passione per la musica in una professione, per godere di una rendita continuativa che ti permetta di vivere, la padronanza delle skill tecniche, delle competenze verticali, non ti sarà sufficiente. Nel suo percorso professionale l’artista musicale è spesso bloccato dall’ignorare e quindi non utilizzare i tre pilastri su cui si basa la professione, ogni professione:

    1. Il Business;
    2. Il Marketing;
    3. La Promozione.

I Pilastri della Professione Musicale

Queste tre , competenze orizzontali, costituiscono la base su cui si regge la crescita professionale e che distinguono l’approccio del professionista dal dilettante. Se non li padroneggi, la tua impresa fallirà. Non saranno le tue doti tecniche o artistiche che ti salveranno da un mercato cinico e talvolta spietato.

Business significa avere la forma mentis dell’imprenditore a tutti gli effetti. Devi misurare le tue capacità e ragionare economicamente, valutando costi e benefici. Devi ragionare costantemente per arrivare ad una rendita che ti consenta l’indipendenza economica, accettando o rifiutando i lavori che ti vengono proposti e spendendo i tuoi soldi con criterio, valutando ogni spesa come un investimento, un ritorno economico.

Investire significa assumersi dei rischi economici, ma è neccessario se vuoi che la tua professione progredisca: Devi investire anche e sopratutto nella tua formazione impreditoriale, oltre che per la musicale; devi investire oculatamente nei tuoi strumenti professionali, con un criterio di progettualità; devi investire nei tuoi collaboratori, nei tuoi partners e nelle loro competenze.

Fare Marketing significa posizionarti sul mercato e presentarti in maniera efficace nel mercato musicale, composto per lo più da liberi professionisti e imprenditori. Devi superare la logica del curriculum, nella musica non esiste il posto fisso. Verrai valutato per ciò che sei: per quello che sai fare, per come lo fai e per la tua serietà professionale. Devi imparare a comunicare chi sei, cosa fai, perché lo fai e che cosa offri a livello professionale, con la tua musica, il tuo strumento, la tua arte e le tue competenze.

Promuoverti, sia verso il pubblico che verso il settore musicale, significa perciò avere le idee chiare su cosa puoi offrire. Devi definire cosa sei in grado di offrire che altri non hanno, quali sono i tuoi punti di forza, sul valore che offri.

Essere un musicista professionista significa affrontare l’arte della musica come un lavoro qualunque: con estrema serietà. Muovendosi senza improvvisazioni o facilonerie, affrontando in profondità ogni aspetto della professione, compresi i sottovalutati aspetti legali e amministrativi, e con la consapevolezza che è necessario spendere, spendere e investire una valanga di soldi anche in percorsi formativi che ti porteranno ad avere gli strumenti per muoverti con agilità nelle dinamiche del settore musicale e discografico.

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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marketing musicale musicista professionista personal branding

Le basi per una solida identità artistica

Posso serenamente sostenere che nel dinamico e competitivo mondo della musica e della produzione, l’identità non è un lusso, ma un requisito fondamentale. Il talento grezzo deve trovare una costruzione meticolosa di un tratto distintivo e caratteristico che ti differenzi dai competitor.

Le basi per una solida identità artistica

Per un artista musicale, l’ identità è quel segno che attrae gli altri. È ciò che permette a qualcuno di preferirti ad un altro professionista. L’identità, tuttavia, non la crei schioccando le dita; è un percorso tortuoso di maturazione.

L’identità è data da un insieme di caratteristiche personali che vanno dalla tua abilità tecnica, alla tua sensibilità artistica, sino a come ti poni sul palco, come ti vesti, come ti relazioni off line e come ti rappresenti on line.

Vediamo ora alcuni passaggi cruciali che dovresti affrontare nella definizione della tua identità artistica:

Prova, Sbaglia, Impara.

Il primo passo verso la costruzione di un’identità è l’accettazione e l’impiego degli errori: l’identità è frutto di un processo, fatto di errori, talvolta dolorosi.

L’identità è quello che le persone percepiscono di te. Creare un’identità solida significa comunicare correttamente chi sei e qual’è il tuo pensiero, attraverso tutti i mezzi che hai a disposizione, non solo con la tua musica. Questo vale sia per la tua identità stilistica musicale, sia per la tua identità artistica.

Se non ti esponi, difficilmente raggiungerai un’identità definita. Esponendoti, buttandoti nell’arena, sicuramente rimedierai degli errori e forse anche delle figuracce. Ma questo fa parte del processo di maturazione, del raccogliere quelle esperienze che ti faranno raggiungere un’identità definita.

Gli errori che contano sono quelli che ti costringono a tornare a casa a riflettere profondamente. Ci sono dei momenti in cui, anche se non ti viene detto esplicitamente, capisci che hai fatto qualcosa di sbagliato; qualcosa che ha deluso le aspettative. È la riflessione su questo tipo di errori che crea il segno distintivo.

Confronto E COLLABORAZIONE

È impossibile creare un’identità senza confronto. Che sia professionale, artistico, collaborativo o produttivo, vedere il punto di vista di altri aiuta a riconoscere i tuoi pregi e difetti.

Un percorso artistico coerente nasce dallo scambio di punti di vista, dall’accogliere critiche e suggerimenti; dal conoscere esperienze diverse e realtà diverse. Lo fai lavorando con altre persone e frequentando gli ambienti più vivaci. Se il tuo punto di vista rimane negli stretti confini della tua cameretta o del tuo piccolo studio di registrazione, non andrai molto lontano.

L’egocentrismo, la gelosia, la protezione del proprio orticello, sono le malattie che contaminano il settore musicale. Invece di vedere gli altri professionisti come concorrenti, valuta se le loro capacità possono risultarti utili; valuta se dai loro progetti puoi ricavarci qualcosa di buono. Condividi esperienze e confrontati con gli altri. Sforzarti di vedere le cose dal punto di vista dell’altro. Costruisci valore e renditi utile.

Esperienza

Non basta guardare, studiare o leggere. La conoscenza senza l’applicazione pratica non ti farà evolvere. L’esperienza è come esercitarsi su uno strumento; più lo fai, più applichi ciò che hai imparato, più ti perfezioni, maggiori saranno i risultati. Devi avere degli obiettivi di crescita in mente, raggiungere risultati, e per fare questo serve esperienza, serve mettere in pratica quello che si fa.

Consapevolezza

L’identità richiede consapevolezza. Devi essere consapevole di come ti percepisci e di quali obiettivi concreti vuoi raggiungere.

Una delle prime cose che devi affrontare è la percezione delle tue competenze. Non sempre la percezione che si ha del proprio livello professionale corrisponde alla realtà: ci può essere una sovrastima che ti metterà in situazioni imbarazzanti o anche una sottostima che ti bloccherà nelle decisioni.

Devi imparare a focalizzarti esclusivamente su ciò che vuoi raggiungere, costruire e imparare. Dovrai farlo consapevolmente, senza farti influenzare dall’esterno.

Produrre a nastro

La scarsità produttiva e qualitativa è un problema enorme. Un provino vale più di un curriculum. Registra provini come non ci fosse un domani. Creati un ricco portfolio di brani da poter presentare per dire Questo è quello che So Fare!

Rilasciare e Cestinare

Non tenere le tue opere nel cassetto in attesa del momento giusto: è l’errore più grande che puoi fare.

Non rilasciare è un tappo alla tua identità artistica, professionale e creativa. Rilasciare significa far scorrere un flusso creativo e identitario. Ma il rilascio deve essere un aut aut, o rilasci o cestini. Se non sei convinto, devi cestinare quel materiale. Non progredisci se non ti sbarazzi di ciò che è incompleto o non veicolato.

Resta comunque valido che ogni release deve essere curata e preparata come si deve ed essere professionalmente elevata.
Non c’è spazio per i dilettantismi.

Risultati

Nessun carattere forte e nessuna identità si costruiscono senza i risultati. Quando si parla di professione, i risultati economici sono un parametro di successo. Quando parli di lavoro o professione musicale, devi essere in grado di mostrare le tue competenze e i risultati ottenuti. Anche sul piano economico. Nella maggior parte dei casi, i risultati non si raccolgono dalla mattina alla sera. Sono comunque il frutto di una crescita fatta di piccoli ma reali obiettivi. La mancanza di risultati, spesso dovuta alla mancanza di focalizzazione, produzione, o rilascio, ti porterà inevitabilmente alla depressione professionale.

Controllo

Avere un’identità artistica o professionale significa avere il controllo. La maggior parte degli artisti musicali non ha il controllo delle proprie attività. Raggiungere il controllo ti farà capire che spesso c’è della gran confusione anche nelle situazioni che sembrano più strutturate.

La mancanza di controllo ha conseguenze disastrose quando succede qualcosa di inaspettato. Avere controllo sui propri clienti, sulla propria utenza e sulle proprie attività è ciò che aiuta a resistere e a superare le difficoltà.

Ruolo Definito

Non puoi essere un tuttologo. Devi definire i confini del tuo ruolo. Ogni ruolo ha le sue specifiche competenze. Focalizzati sulla tua specialità, sviluppa e promuoviti con essa. Evita di vendere o di impegnarti in qualcosa che non sai gestire o che ti porta fuori dal percorso dei tuoi obiettivi primari.

Impara la Storia

L’ignoranza storica nella musica ha dell’incredibile. È cruciale conoscere la storia della tua nicchia o del tuo strumento. Devi sapere chi, prima di te, ha fatto cose importanti.

Devi sapere l’evoluzione musicale del tuo genere musicale, l’evoluzione degli stili, delle tecniche nel corso dei decenni. Più informazioni hai, più ci studi sopra, maggiori sono le possibilità che tu riesca a trovare una nuova strada che ti distingua. La storia fornisce la base per la vera maturità.

Comunicazione e Veicolazione

Avere una grande identità, avere un grande disco o avere una grande idea senza condividerla, è costruire sul nulla. La condivisione è fondamentale.

Devi imparare a veicolare la tua identità artistica e professionale. È la capacità di comunicazione che ti permette di costruire una visione e un modello di lavoro, di futuro e di crescita.

Conclusione

Se hai letto tutto con la dovuta attenzione, dovresti aver capito che la professione del musicista, in qualsiasi sua declinazione, è molto di più che suonare uno strumento.

Se desideri approfondire questi aspetti della tua professione e cerchi un supporto per sviluppare al meglio le tue doti, contattami liberamente.
Sono qui per questo.

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Esci dalle trappole del mercato musicale

Voglio concentrare la tua attenzione verso la speculazione fatta ai danni degli artisti da parte del mercato musicale italiano e magari darti qualche spunto per uscire da questa sistema che, per lo più, produce musicisti frustrati.

Esci dalle trappole del mercato musicale
Esci dalle trappole del mercato musicale

È un tema che tocca ogni artista musicale impegnato a promuovere un suo progetto musicale o discografico ritrovandosi, di fatto, vittima di una speculazione che non lo porterà ai risultati sperati, ovvero al posizionamento sul mercato.

Perché accade questo?

Ogni artista musicale, dedica tempo e denaro per acquisire tutte le competenze verticali per diventare un eccellente professionista nella sua specialità. È una spesa importante, fatta di anni di lavoro e di soldi spesi in corsi ed esperienza sul campo. Una fase di studio verticale dove però le competenze orizzontali vengono completamente ignorate.

Cosa succede?

Ti posso portare l’esempio di un cantautore che:

    1. dopo aver speso una fortuna per perfezionarsi nella scrittura musicale;
    2. dopo aver speso una fortuna nella scrittura creativa
    3. dopo aver speso una fortuna nello studio e nella corretta dizione dell’inglese;
    4. nonché aver lavorato molto nel perfezionarsi sullo strumento con corsi e pratica;

si sente pronto a trasformare le sue creazioni in un progetto discografico.

A questo punto, dopo tutto questo lavoro, il nostro cantautore scopre che la risposta del pubblico è scarsa: ottiene una manciata di ascolti, scarsa attenzione e si rende conto che la sua musica sulle app di streaming è sostanzialmente ignorata.

Di fronte a questo risultato negativo, il nostro cantautore identifica il problema nella promozione. “Non è andato bene, devo investire in promozione”. Ed è qui che l’artista musicale cade nella trappola speculativa del modello di business dell’industria discografica attuale.

Sfruttando la debolezza emotiva degli artisti, dovuta alla loro scarsa preparazione manageriale-gestionale, il nostro cantautore si rivolge ai Wanna Marchi della promozione con le loro soluzioni facili che promettono milioni di streaming.

Il finale forse lo conosci.

Dopo aver speso altro denaro in costose playlist e comunicati stampa in testate per lo più sconosciute, dopo aver sponsorizzato annunci sui social e sulle app di streaming, il nostro cantautore si ritrova in mano una manciata di euro che non coprono nemmeno la spesa delle corde della sua chitarra. Ciò che è peggio, finite le campagne promozionali, i suoi ascolti ritornano ad essere qualche centinaio al mese, nella migliore delle ipotesi.

Per il nostro cantautore la conseguenza della combo fallimento della promozione+investimento economico e di tempo+ investimento nelle competenze dirette, è l’inevitabile crisi depressiva. Una depressione che, come per la ludopatia, alimenta il circuito speculativo. Più le cose non funzionano, più l’artista si convince di non capire qualcosa, e l’incapacità di comprendere il perché lo fa precipitare nella confusione e spesso lo porta a ripetere i propri errori.

Il nostro cantautore non lo sa, ma è intrappolato nella ruota per criceti dell’industria discografica. Finché non ne esce continuerà perdere tempo e denaro in produzioni destinate a restare sconosciute in tutte le app di streaming.

Come uscirne?

Qualsiasi prodotto ha un senso solo se viene inserito all’interno di un mercato. Se si entra nelle dinamiche di un mercato, nel nostro caso quello musicale, è necessario conoscerlo. E qui incontriamo il problema cruciale: le competenze necessarie per conoscere il mercato sono competenze orizzontali, non strettamente legate alla musica, ma indispensabili per poter trasformare le competenze musicali in fonte di reddito.

Uscire dalle dinamiche perverse suggerite dal mercato è ciò differenzia il musicista dilettante dal professionista.

Come artista musicale devi poi entrare nell’ottica che la musica è il mezzo per farti conoscere, per qualificarti, non il fine. Devi imparare a muoverti da imprenditore: conoscere il mercato, analizzare la concorrenza, conoscere il tuo pubblico e trovare i pattern per attrarlo verso di te.

In questa ottica promuoversi significa costruire un modello e capire quali sono i pilastri necessari per posizionarsi all’interno del mercato professionistico. La promozione a pagamento, i comunicati stampa, non sono un male, ma sono solo una parte del processo promozionale e risultano utili solo quando si sono già raggiunti certi risultati.

Se vuoi evitare, o uscire, dalla ruota per criceti che l’industria musicale ti ha confezionato, posso aiutarti iniziando a costruire una tua immagine artistica solida e coerente. Ma non solo.

Imparerai modi e metodi organici per promuoverti, attirare pubblico e creare quell’impianto comunicativo che ti valorizzerà come artista e come professionista della musica.

Scrivimi, ne parliamo.

L’obiettivo è uscire dalla speculazione e passare a un modello economico e di mercato solido. Questo è il mio invito a valutare attentamente il tuo percorso, in particolare se hai già sviluppato solide competenze dirette, ma fatichi a tradurle in risultati economici concreti.

Gratificami, offrimi un caffe!
Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

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