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Nella musica osare è vincere

Le critiche sono una parte inevitabile del viaggio, e forse è il caso di iniziare a vederle sotto una luce diversa. Per un artista musicale avere talento e tecnica non è così raro come si pensa; ciò che manca spesso è il coraggio di condurre il gioco e di prendersi dei rischi.

Nella musica osare è vincere

Noto spesso, parlando con musicisti, che buona parte tende a non esporsi davvero. Vedo competenze tecniche, voci incredibili e ore passate sullo strumento che però non vengono valorizzate, nonostante l’impegno e la dedizione.

Molti artisti musicali avrebbero tutte le carte in regola per diventare dei punti di riferimento o delle guide per il loro pubblico, ma rimangono incastrati nella paura. È facile rimanere nei ranghi e suonare ciò che è corretto, ma il mercato musicale è una partita che si gioca sulle idee e sui contenuti che rompono gli schemi.

Le canzoni che non osano, quelle che cercano di accontentare tutti senza disturbare nessuno, semplicemente non circolano. Se la tua musica suona banale o troppo simile a tutto il resto, difficilmente crescerai.

Se a bloccarti è la paura del fallimento, prova a vederla come un alibi costruito dalla tua mente. Come artista indipendente, non hai la protezione di un posto fisso: sei tu l’impresa e il rischio fa parte del gioco. I tuoi concorrenti là fuori stanno giocando tutte le loro carte per emergere; non puoi permetterti di ritirarti in un ambiente sicuro, sei al centro del palco e il microfono è in mano tua.

Poi c’è la paura più grande: quella di essere criticati. Ma essere criticati è un passaggio obbligato per diventare qualcuno. Se non ricevi critiche, probabilmente non stai ricevendo nemmeno visibilità. Se scrivessi una canzone che non prende posizione, con un testo generico e un suono standard, sarebbe un insuccesso perché non scatenerebbe alcuna discussione. Nessuno ne parlerebbe male, è vero, non ne parlerebbe affatto.

Se credi realmente nel tuo messaggio, se hai una visione artistica e dei valori che vuoi trasmettere, non devi nasconderti. Rifletti bene su ciò che sei e poi esponiti, accettando che le critiche arriveranno. Il fastidio momentaneo di un commento negativo è nulla in confronto ai vantaggi di aver detto qualcosa di unico e diverso. Essere diversi significa essere straordinari, ed è questo che rende una carriera sostenibile e gratificante. Le persone si legheranno a te perché vedranno nel tuo coraggio un esempio di ciò che loro vorrebbero essere, ma non possono perché bloccati dalla paura di esporsi.

Da oggi prova a cambiare prospettiva: chiediti come puoi raccontare nella tua musica qualcosa in cui credi così fermamente da essere disposto ad accettare che venga criticato. oh, ti divertirai. Te lo garantisco.

Ti piacerebbe se provassimo a individuare insieme qual è quell’elemento unico della tua musica su cui potresti puntare? Scrivimi.

 

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Sei un musicista Pro o Dummy?

Per entrare nel vasto mercato musicale, per vivere guadagnando con la musica, non puoi approcciarti come un Dummy. Non c’è spazio per gli hobbysti. Se vuoi fare sul serio, se vuoi essere un Pro, devi affrontare il mondo della musica con il mindset giusto e prepararti a lavorare duramente e con passione sul tuo progetto musicale, ampliando le tue competenze e diventare Manager di Te stesso, come si usa dire.

Sei un musicista pro o dummy?

Lavorare sul tuo progetto artistico e sulla tua musica mettendo in campo energie, tempo e risorse economiche senza ottenere alcun tipo di feedback o risultato concreto rappresenta una delle esperienze più frustranti che si possa vivere.

Questa condizione di stallo spesso non dipende dalla qualità intrinseca della tua musica, ma dalla mancanza di una struttura professionale e strategica capace di trasformare un’idea astratta in un valore riconosciuto dal mercato.

Molti artisti musicali finiscono per arrendersi, o nel trascinarsi con fatica, perché rimangono intrappolati in un circolo vizioso alimentato da aspettative irreali e dalla dipendenza da realtà poco trasparenti: ad esempio etichette che promettono visibilità in cambio di pagamenti o servizi di distribuzione o promozione privi di un contesto reale.

Uscire da questa impasse e iniziare a guadagnare davvero con la musica, parte dalla consapevolezza che il settore musicale oggi richiede competenze che vanno ben oltre la semplice creatività musicale o l’abilità con lo strumento: competenze di business e marketing sono pilastri fondamentali per la tua carriera.

Il primo passo cruciale per monetizzare come artista musicale è la trasformazione del tuo progetto artistico in un prodotto artistico posizionabile. Vedo spesso che il progetto è un’entità astratta, creativa, legata al desiderio primario dell’artista di comunicare ed esprimersi; il prodotto musicale invece, deve avere un perimetro definito e un’identità chiara che il mercato ( e il pubblico) possano riconoscere e valutare.

Il mercato musicale ha regole specifiche che non riguardano necessariamente la struttura dei brani, ma la tua capacità di generare fan reali e di occupare uno spazio preciso nella mente del pubblico e degli addetti ai lavori: quello che viene definito Posizionamento.

L’identità artistica prevede la non omologazione, al contrario richiede unicità: devi essere il più diverso possibile dagli altri. Il segreto sta nel mantenere una coerenza assoluta tra immagine, valori, linguaggio e immaginario sonoro. Senza questa aderenza tra le varie parti, il tuo progetto appare frammentato e dispersivo. Questo rende impossibile per un potenziale fan, o un professionista del settore, comprendere il reale valore della tua proposta musicale.

Una volta definita la tua identità, entra in gioco la strategia di posizionamento, che rappresenta la maggior parte del lavoro necessario per aggredire il mercato con successo. La maggior parte degli artisti esordienti commette l’errore di passare direttamente dal progetto al mercato, caricando brani sugli aggregatori e scimmiottando i contenuti dei social nella speranza che accada qualcosa (che puntualmente non accade).

Al contrario, i musicisti professionisti utilizzano metodologie strategiche per focalizzare su di sé l’attenzione; evitando di sprecare tempo e soldi in azioni inconcludenti. Solo ragioando e progettando una strategia ti permetterà di capire come parlare al tuo target, quali piattaforme presidiare con contenuti mirati e a quali attori della filiera discografica, come uffici stampa, etichette o booking in target, rivolgerti per ottenere una reale trazione.

In questo campionato difficile, entrare nel mercato è una sfida, ma rimanerci richiede un mindset fortissimo e una preparazione tecnica e gestionale che solo pochi artisti scelgono di coltivare. E purtroppo i risultati si vedono.

Una mancanza frequentissimo nel dummy è la costruire di una presentazione efficace per i professionisti del settore: è una competenza strategica che può fare la differenza tra l’essere ignorati e l’ottenere un investimento. Devi considerare che i professionisti seri, quelli con cui vale la pena investire tempo e risorse, ricevono una mole enorme di materiale; un artista deve essere capace di suscitare interesse in pochissimi minuti, andando dritto al punto e facendo capire immediatamente cosa lo rende diverso dal resto del branco.

Questo ti richiede la capacità di abbandonare i discorsi generici per concentrarsi sui punti cardine della tua presentazione professionale. In genere un esordiente è carente di contesti offline di alto livello dove testare la sua musica e, sopra ogni cosa, costruire connessioni.

Devi superare questo ostacolo e lavorare per crearti connessioni di rilievo. Nel mondo reale le relazioni interpersonali sono ciò che permettono di uscire dalla dimensione solitaria del web per confrontarsi con situazioni di livello superiore

C’è poi da abbattere un pregiudizio che in realtà spesso è l’alibi dei rinunciatari.

Imparare a venderti: devi imparare a dare un valore commerciale al tuo lavoro; dargli un significato concreto, materiale, che vada parallelo al valore artistico del tuo lavoro. Imparare a vendersi non significa screditare la propria arte, ma al contrario generare le risorse necessarie per sviluppare le proprie competenze, investire in attrezzature professionali e proseguire i propri percorsi formativi.

La diversificazione delle entrate attraverso la vendita di servizi, come sessioni di registrazione, mixing o consulenze tecniche, è una via concreta per incamerare denaro e sostenere il proprio progetto artistico principale.

Il mondo della Musica è un vasto mercato estremamente competitivo che offre tutto di tutto, online, ed a prezzi ridicoli. Se vuoi essere valorizzato, devi far percepire al tuo potenziale cliente i benefici ed i vantaggi unici della tua offerta, dei tuoi servizi. In questo modo non dovrai più giocare al ribasso, ma ti farai pagare in base al valore della tua proposta.

Ti sembra difficile? Se hai delle competenze solide dovresti essere in grado di farlo. Se ritieni di non averle, allora studia di più: significa però che non sei pronto per affrontare il mercato.

Studiare il business e il marketing musicale ti è indispensabile per acquisire il controllo sulle tue piattaforme e sui tuoi flussi di lavoro, evitando di dipendere totalmente da algoritmi o realtà esterne che cambiano le regole del gioco da un momento all’altro. Testare le informazioni che raccogli, l’analisi di casi studio reali sono gli strumenti che consentono di accorciare i tempi di crescita, trasformando anni di tentativi a vuoto in mesi di lavoro mirato e consapevole.

Devi avere le spalle larghe ed essere disposto a ricevere critiche costruttive e a guardare in faccia ai tuoi fallimenti: è proprio dall’analisi degli errori, tuoi e degli altri, che trai le lezioni più importanti per posizionarti correttamente nel mercato.

Nel settore musicale, il livello medio di preparazione strategica è spesso basso, se decidi di lavorare seriamente sulla tua formazione imprenditoriale, avrai un vantaggio competitivo enorme. Ma soprattutto, trasformerai la tua passione in una professione solida, redditizia e duratura.

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Se vuoi cominciare a far sul serio e verificare il tuo livello di preparazione, Scrivimi.

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L’artista musicale deve investire, ma come?

Prima o poi, ogni artista musicale deve investire denaro per crescere ed evolversi. Ho fatto un po’ di mente locale sulle mie esperienze dirette e indirette e ne ho ricavato una piccola guida che può orientarti nel tuo percorso artistico. Per l’artista esordiente,  definito come colui che è al primo o secondo singolo, con brani ascoltati principalmente dagli amici e video con circa 300-500 visualizzazioni reali, le priorità di investimento sono chiare.

Dove deve investire l'artista musicale oggi?

Investi nella Produzione e nel Sound

Il più cruciale ambiente in cui investire tempo e risorse è la produzione. Anche se sei un producer capace di fare tutto da solo, potresti aver bisogno di una guida esterna che ti aiuti a definire, rifinire e pulire il tuo suono; almeno dovresti aver qualcuno con cui confrontarti, per essere certo che il frutto del tuo lavoro non sia condizionato da una visione troppo personale: ricorda che nei lavori creativi, come la musica, la passione, l’amore per le proprie creazioni può giocare brutti scherzi. Avere un prodotto finale di valore è la base per tutto ciò che segue.

Investire in produzione non significa solo pagare lo studio, c’è qualcosina i più:

  • Arrangiamento e Pre-produzione: Devi avere un professionista che valuti la struttura del brano prima di entrare in studio. Un orecchio esterno troverà i punti deboli e punti di forza della tua composizione, correggendo i primi ed esaltando i secondi.
  • Registrazione: Assicurarsi che le riprese vocali e strumentali siano impeccabili. Anche qui un professionista del suono può esserti di grande aiuto.
  • Mixing: Bilanciare tutti gli elementi sonori per garantire chiarezza e impatto; in questa fase, a meno che tu non sia un genio della consolle, un tecnico di livello fa la differenza.
  • Mastering: L’ultimo passo per ottimizzare il brano per tutte le piattaforme di streaming, garantendo che suoni al volume e con la dinamica standard del settore. Ovviamente anche in questa fase affidarsi ad un tecnico competente è molto meglio che fare da soli.

Un brano professionale e ben prodotto è un ottimo biglietto da visita per farsi notare dai professionisti del settore. Se poi hai seguito con attenzione le varie fasi di produzione, hai avuto il controllo sul tuo lavoro, sarà una carta in più da giocare nella tua partita.

Investi nei Live: Anche Gratuiti

L’investimento nei live, in questa fase, significa suonare ovunque e senza cachet: feste, strada, house concert, o qualsiasi contesto che ti permetta di stabilire connessioni forti. L’obiettivo è duplice: testare la musica nel mondo reale e guardare il pubblico negli occhi per capire come la tua musica stimola il loro stato d’animo. Accettare di suonare gratis è un investimento in esperienza e connessioni, non un regalo. Il mondo offline e la capacità di portare i progetti nel mondo reale sono ciò che fa la differenza.

Ovviamente questo deve rientrare in una strategia di comunicazione ben precisa e pianificata. Solo così riuscirai a massimizzare i risultati e non sarà una perdita di tempo.

Investire nei live, se hai una fan base minima, significa anche produrre i propri live, quando magari non si ricevono proposte interessanti o svilenti.

Evita Numeri Finti e Uffici Stampa Prematuri

Orami dovrebbe essere chiaro, ma è anche chiaro che non si è mai ripetuto abbastanza: non investire in plays, follower o views. Questi numeri dopati non ti forniscono il feedback sincero necessario per far evolvere il tuo percorso artistico. Se ti sfugge il perché, scrivimi, fissiamo una videocall e te lo spiego per benino, ti divertirai.

Inoltre, non investire in un ufficio stampa troppo presto. Sebbene l’ufficio stampa sia utile, è necessario capire prima quanto vale la tua musica. Affidarsi a un PR senza avere una base di valore o di trazione espone l’artista a spese inutili, specialmente considerando che, se l’interlocutore ha poco tempo, devi comunque essere tu a saper presentare il progetto in modo efficace. Un ufficio stampa è più appropriato quando si è già nello status di Artista Promettente (3.000-7.000 views reali), in questo caso, una buona campagna associata ad una strategia di marketing dove può accelerare un processo già in corso.

Il Feedback Critico è indispensabile

Una delle trappole più grandi per l’artista sconosciuto è l’isolamento o il confronto solo con realtà di basso livello. Se non ti confronti con situazioni di un livello più alto rispetto al tuo, rischi di rimanere in una situazione di stallo, che non ha senso ai fini della crescita.

Il confronto con veri professionisti è la chiave per superare le tue mancanze. Un professionista serio non ti darà solo pacche sulle spalle; ti dirà onestamente se ti manca qualcosa e come fare per migliorarti. Magari ti farà notare che il tuo punto di forza più grande è la cosa più sotterrata che hai presentato. Questa crescita avviene attraverso il confronto diretto e la disponibilità a ricevere critiche, non solo attraverso l’assimilazione passiva di informazioni da un video YouTube o un articolo.

Trovare il Contesto Giusto

Cercare il contesto giusto significa privilegiare la qualità sulla quantità. È meglio partecipare a un evento ristretto (come quelli limitati a 12 artisti, per esempio), dove c’è attenzione e non dispersione, piuttosto che a una convention da 100 persone.

Anche la tua rete di relazioni professionali deve crescere insieme alla tua immagine pubblica e la tua evoluzione artistica, anzi, queste tre cose sono strettamente collegate e una loro crescita armonica ti semplificherà di molto l’esistenza.

  1. Ricerca Locale Qualitativa: Invece di mandare email a festival nazionali, cerca showcase per artisti emergenti organizzati da entità con una reputazione consolidata (aziende o professionisti che dimostrano trasparenza) nel tuo territorio.
  2. Imparare dagli Errori degli Altri: Essere in contesti ristretti ti permette di osservare come gli altri presentano i loro progetti e di apprendere dai loro errori. Vedere i fallimenti (che sono amati, perché chi non fallisce non ci prova mai) altrui è un enorme plus per la propria crescita.
  3. Preparazione Pre-Incontro: Quando si incontra un professionista, non sprecare l’occasione. Se non sai cosa dire in poco tempo, non puoi fargli capire che sei diverso. Prepara la presentazione in anticipo. Sai come ti devi presentare?
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La Mentalità Imprenditoriale e la Trasparenza

Gli artisti musicali troppo spesso investono la maggior parte di tempo e risorse sul lato creativo e sottovalutano ampiamente quello strategico e gestionale, poi si lamentano che non fanno soldi! Per uscire dalla fase di emergente e progredire, devi sviluppare una mentalità imprenditoriale, sapendo distinguere chi lavora in modo trasparente e chi no.

Le realtà che lavorano seriamente sono spesso le più schiette e dirette, non temendo di essere scomode. Una realtà non trasparente si sente da lontano per la sua puzza di marcio e la mancanza di obiettivi concreti. Ricorda che il denaro e l’attenzione sono spesso strumentalizzati per farti pagare servizi inutili.

La sincera eccitazione professionale deriva dai numeri sinceri, anche quando sono piccoli. Una volta che si inizia a dopare i numeri, è difficile smettere. La trasparenza e l’onestà intellettuale nel presentare il proprio percorso, incluse le mancanze e i fallimenti, sono cruciali per attrarre professionisti seri e investitori disposti investire denaro reale.

Gestisci il Passaggio di Status

Quando il tuo percorso musicale inizia ad avere trazione, hai un EP o un album pubblicato, il passaparola è avviato, i tuoi video raggiungono le 3.000-7.000 views reali, e riesci pure a riempire degli spazi con i tuoi live,  puoi dire d’essere entrato nello status artistico più delicato per la tua carriera: quello di Artista Promettente. A questo punto, le tue scelte possono avere un impatto decisivo sul futuro:

  • Valuta l’Ufficio Stampa: Se sei ancora senza contratto, delle campagne stampa mirate e strategiche sono a questo punto opportune. Ma non dimenticare che interviste e comunicati stampa devono essere parte di una strategia più complessa che investa tutti i media a tua disposizione e con un messaggio chiaro, che non crei confusione nelle tue intenzioni.
  • Investi in Merch e Contatto Diretto: Inizia a produrre merchandinsing per ripagare le spese dei concerti e mantenere il contatto con la fan base. Dovresti avere anche un sito, un semplice sito vetrina, ma in grado di raccogliere le email dei tuoi fan: il primo indispensabile passo per togliersi dalla schiavitù dei social.
  • Contatta gli Addetti ai Lavori in Modo Unico: Evita l’email standard. Per distinguerti dalla massa e non essere regolarmente cestinato (perché i giornalisti ricevono troppe richieste), invia qualcosa di fisico (vinile, cassetta, CD): fai vedere che fai sul serio e che investi nella tua produzione. Questo ti rende memorabile e aumenta le possibilità che il tuo disco venga ascoltato.
NO ai Social Media Guru

Evita chi promette di triplicare il pubblico o metodi infallibili in tre mosse. Questi guru, nella migliore delle ipotesi, spesso applicano metodi rigidi che non si adattano alla tua sensibilità artistica, portandoti a vendere la musica come fosse un profumo.

L’Occasione di Crescita e il Tuo Prossimo Passo

Ricorda che il successo non si costruisce solo online. La vera crescita si ottiene avendo il contesto, le persone e i professionisti veri, giusti e seri con cui confrontarsi. Che si tratti di eventi, showcase ristretti o sessioni di ascolto con figure autorevoli, come produttori artistici, autori di spicco, o veterani del settore, l’opportunità di presentare il tuo progetto e ricevere feedback di alto livello fa la differenza.

Non usare la scusa che il tuo progetto non è ancora perfetto per evitare il confronto. Mettiti nell’ottica di usare questi contesti come una spinta per migliorare, sapendo che le occasioni non mancheranno se sarai in grado di convincere l’interlocutore di avere qualcosa di valore. La trasparenza, la qualità della produzione e la capacità di presentarti velocemente e chiaramente sono i tuoi alleati più potenti per emergere da artista sconosciuto e scalare il tuo percorso artistico.

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YouTube Music Royalties: Guida Breve

Come artista musicale dovresti avere almeno una leggera infarinatura su come si guadagna su YouTube, anche perché, se usato con la giusta strategia, può rivelarsi il canale primario per far esaltare le tue dote e costruire una figura professionale solida.

YouTube Music Royalties: Guida Breve

Spesso però, la piattaforma di Google genera confusione, portando gli artisti a perdere entrate preziose. In questa guida aggiornata, esploreremo brevemente come funzionano le royalty musicali su YouTube, dal Content ID ai requisiti per la monetizzazione.

1. Le royalty dai video caricati dai fan (UGC)

Una delle funzioni più potenti per un artista è il Content ID. Si tratta di un sistema automatizzato che scansiona ogni video caricato su YouTube.

In qualità di titolare dei diritti, puoi monetizzare non solo i video sul tuo canale ufficiale, ma anche i contenuti User Generated (UGC). Se un fan utilizza un tuo brano come sottofondo a un vlog o a un tutorial, il Content ID lo rileva: il tuo distributore può quindi rivendicare il video e convogliare le entrate pubblicitarie direttamente nelle tue tasche.

2. La differenza tra Master e Composizione

Per ottimizzare la tua monetizzazione YouTube musica, devi capire che un brano genera due tipi di royalty:

  • Registrazione Master: Il file audio effettivo. Queste royalty sono raccolte solitamente dalla tua etichetta o dal tuo distributore digitale (es. DistroKid, TuneCore).

  • Composizione (Editoria): Melodia e testo. Queste spettano agli autori e agli editori e vengono gestite da società come SIAE, Soundreef o tramite un Publishing Administrator.

Molti artisti perdono le royalty editoriali perché si affidano solo al distributore. Assicurati di avere una gestione editoriale attiva per YouTube.

3. Pubblicità e YouTube Premium

Le entrate su YouTube non derivano solo dagli annunci. Esistono due flussi principali:

  1. Entrate Pubblicitarie (AdSense): Royalty generate quando un utente guarda un annuncio prima o durante il video.

  2. YouTube Premium: Se un abbonato Premium guarda il tuo video, ricevi una quota della sua quota di abbonamento. Questo garantisce entrate anche in assenza di pubblicità.

4. Esiste un tasso di royalty fisso per visualizzazione?

Sfatiamo un mito: non esiste un CPM (Costo per Mille visualizzazioni) fisso. Il guadagno dipende dal territorio (le views negli USA pagano più di quelle in Italia), dalla stagionalità e dal tipo di inserzionista. La strategia migliore è diversificare il pubblico per aumentare il valore medio delle tue visualizzazioni.

5. Rivendicazione Content ID vs Strike per Copyright

È fondamentale distinguere tra un reclamo (Claim) e un avvertimento (Strike):

  • Rivendicazione Content ID: Non danneggia il canale di chi ha caricato il video. Permette semplicemente a te, artista, di guadagnare dai suoi annunci.

  • Copyright Strike: Una richiesta legale di rimozione. Dopo tre strike, il canale viene chiuso.Come consulente, consiglio quasi sempre la rivendicazione: è un modo per trasformare i fan in promotori non retribuiti della tua musica.
6. Monetizzazione YouTube: Canale vs Content ID

Ecco il punto dove molti artisti si scoraggiano inutilmente. Per monetizzare direttamente il tuo canale (Programma Partner), servono 1.000 iscritti e 4.000 ore di visualizzazione.

Tuttavia, le tue royalty musicali tramite Content ID non hanno queste soglie! Se la tua musica è distribuita correttamente, inizierai a generare entrate dal primo giorno in cui qualcuno (tu o un fan) utilizza il tuo brano, a prescindere dal numero di iscritti.

Conclusione: La strategia conta più dei numeri

YouTube è un ecosistema complesso ma estremamente remunerativo se gestito con professionalità. Non limitarti a caricare video: cura i metadati, gestisci i tuoi diritti editoriali e sfrutta la potenza del Content ID.

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Business e Marketing della Musica: Tutto quello che musicisti, autori, manager, produttori ed editori devono sapere per vivere di musica

di Massimiliano Titi
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Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
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L’Eclissi del Possesso nell’Era dello Streaming

Caro artista musicale, mi siedo virtualmente accanto a te per analizzare il terreno su cui stai camminando perché è fondamentale comprendere che il mondo è cambiato profondamente sotto i nostri piedi. Siamo passati dall’era di iTunes, in cui l’ascoltatore acquistava mp3 organizzandoli in una biblioteca personale, all’era della musica liquida dominata dall’accesso istantaneo. Questa rivoluzione ha riscritto le regole del gioco, influenzando drasticamente il valore che il pubblico attribuisce alla tua arte e richiedendo nuove strategie per non affogare nel caos informativo.

L'Eclissi del Possesso nell'Era dello Streaming

Un tempo l’ascolto era un atto di volontà basato sulla ricerca attiva di autori e generi, ma oggi piattaforme come Spotify e YouTube Music hanno delegato gran parte di questo processo ad algoritmi di auto-apprendimento. Questi sistemi intercettano i gusti e prevedono le scelte di ogni singolo ascoltatore, offrendo playlist già redatte, creando il rischio di rinchiudere l’ascoltatore in una bolla che rende difficile scoprire proposte fuori dagli schemi algoritmici.

Lo streaming predilige un’esperienza di ascolto emozionale legata all’umore del momento, il cosiddetto mood, spesso a discapito della contestualizzazione filologica per genere musicale. In questo contesto, il pubblico è diventato estremamente vorace di singoli, mentre il concetto di album ha perso il suo significato tradizionale di raccolta coerente di brani per diventare una serie di stimoli continui (questo è vero solo in parte; in realtà i progetti di ampio respiro stanno ritrovando l’interesse del mercato, per motivi che qui non affronteremo).

Devi essere onestocon te stesso riguardo al valore economico percepito in quello che viene definito capitalismo artistico, dove spesso l’artista genera capitale per le piattaforme senza essere remunerato equamente, diventando quasi un prodotto gratuito del servizio altrui.

Poiché la musica è ormai percepita come un bene quasi gratuito, il ruolo del supporto fisico è mutato profondamente nella mente del consumatore: un CD o un vinile non sono più visti come strumenti primari di ascolto, ma come un cadeau, un oggetto di culto o un feticcio fisico che testimonia il legame tangibile con l’artista. Il vinile, in particolare, ha visto una riscossa proprio tra le nuove generazioni, la cosiddetta Generazione Z, che cerca una testimonianza fisica dell’artista che segue principalmente nel mondo virtuale. Per non essere trattato come una semplice merce di scambio o commodity, devi puntare sull’unicità e non farti mai scegliere solo per il prezzo o per gli sconti.

Se vuoi emergere in questo mercato saturo, il punto di partenza non è il marketing puro, ma quella che viene definita la tua matrice autentica che fa la differenza e che il pubblico percepisce immediatamente come vera. L’artista musicale, per emergere, deve essere un mondo di appartenenza in cui i fan possano rispecchiarsi, un universo di valori e visioni che non deve mai essere tradito per non perdere la fiducia del pubblico.

Poiché la mente umana ricorda solo un numero limitato di elementi per categoria, devi diventare rilevante attraverso i tuoi punti di unicità e di differenziazione. Il posizionamento efficace consiste nel definire il posto o la parola che occupi nella mente dell’ascoltatore rispetto ai concorrenti, cercando di colmare un vuoto di mercato o di essere il primo in una nuova categoria.

Nonostante l’importanza fondamentale del digitale, la tua carriera deve poggiare su pilastri solidi come l’attività dal vivo, che crea un contatto diretto ed emotivo superiore a qualsiasi dinamica da talent show. Devi comunque vendere la tua musica tramite distributori digitali per raggiungere il grande pubblico e puntare sul merchandising come forma di autofinanziamento strategico.

Oggi le etichette discografiche investono raramente su chi non possiede già una fan base coesa e un profilo organizzato in maniera divina: questo significa essere posizionati sul mercato. I social sono utili per ottenere questo, ma devono essere usati con costanza e in modo strastegico. Non devi limitarti a promuovere la tua canzone, ma devi mostrare backstage, opinioni o consigli tecnici per far affezionare le persone alla tua figura professionale prima ancora che alla tua musica. Questa comunicazione serve ad attrarre e non a convincere, basandosi su una missione autentica che porti avanti ogni giorno con coerenza.

Infine, non trascurare il mercato delle edizioni e della sincronizzazione, poiché l’inserimento di un brano in un film o in uno spot può rappresentare un vero punto di svolta per il tuo progetto complessivo. Solo costruendo una solida rete professionale di mentori, insider e partner potrai trasformare il tuo talento in un business sostenibile e duraturo.

Per usare una metafora, posizionarsi nel mercato musicale odierno è come costruire un faro su un’isola in mezzo a un oceano in tempesta: se la luce della tua identità artistica è potente e la struttura della tua professionalità è solida, saranno le navi dei fan e del mercato a cercare te, invece di essere tu a dover rincorrere loro in cerca di soccorso.

Se hai bisogno di chiarirti meglio cos’è il posizionamento e come influisce positivamente sul tuo percorso artistico, contattami liberamente.

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La musica e il tempo che non basta

In questo articolo cercherò di illustrarti cosa è emerso durante il Milano Music Week 25 riguardo le abitudini di ascolto del pubblico italiano.

L’industria musicale italiana poggia su fondamenta solide di interesse e passione, con la musica che mantiene un ruolo di assoluto protagonista nella vita della popolazione. Per chi opera nel settore, e in particolare per gli artisti, comprendere le abitudini di fruizione del pubblico non è un dettaglio, ma una necessità strategica. Durante la MMW25 è emerso uno spaccato granulare di come, dove e quanto gli italiani ascoltano musica, delineando un mercato in costante evoluzione.

La Musica e il tempo che non basta secondo il Milano Music Week 2025

La musica è una costante per la quasi totalità della popolazione italiana. L’89% degli individui con più di 14 anni, un bacino che corrisponde a ben 44,9 milioni di persone, dichiara di ascoltarla regolarmente.

Questo significa, in termini semplici, che nove italiani su dieci dedicano tempo alla fruizione musicale. Non si tratta solo di un passatempo occasionale; il 46% degli italiani afferma che la musica costituisce una parte importante della propria vita.

Questa importanza è ancora più accentuata tra i giovani, dove la percentuale di coloro che dichiarano di non poter fare a meno della musica supera il 50%. Inoltre, coloro che sono definiti forti ascoltatori appartengono a segmenti della popolazione considerati evoluti e dinamici.

Il Dominio Condiviso: Streaming e Radio

Il modo in cui la musica viene fruita è variegato, ma il panorama è nettamente dominato da due supporti principali: lo streaming e la radio.

La radio si conferma un mezzo di grande rilevanza, con il 52% degli italiani che ascolta musica attraverso questo canale. Pur avendo subito una flessione rispetto al 56% registrato nel 2019, la radio ha mostrato un andamento in ripresa nell’ultimo anno, dimostrando una notevole resilienza nel tempo.

Tuttavia, è lo streaming il canale che cattura l’attenzione crescente del mercato, partecipando in modo significativo ai ricavi complessivi dell’industria. Attualmente, il 40% degli italiani con più di 14 anni, una cifra che supera i 20,3 milioni di persone, ascolta musica tramite streaming. Questo dato, pur essendosi stabilizzato negli ultimi anni, evidenzia una robusta crescita rispetto al 32% rilevato nel 2019.

È cruciale notare come questa fruizione in streaming si suddivida: il 32% degli italiani ascolta musica attraverso lo streaming free, mentre soltanto il 12% utilizza i servizi in abbonamento, ovvero lo streaming a pagamento. Quest’ultima percentuale, sebbene rappresenti una minoranza, è vitale poiché i servizi in abbonamento sono considerati la massima fonte di remunerazione per gli artisti, indicando un potenziale di crescita ancora ampio per il mercato italiano.

Le Abitudini in Base all’Età

L’analisi dei dati di fruizione diventa ancora più illuminante se segmentata per generazione. Non tutti i pubblici utilizzano gli stessi supporti nello stesso modo.

Lo streaming è il supporto preferito in assoluto dalle fasce più giovani, in particolare dai Millennials e dalla Generazione Z. In queste coorti, la percentuale di ascoltatori in streaming è decisamente alta. Man mano che si sale con l’età, le preferenze si equilibrano: nella fascia 35-44 anni, l’uso di radio e streaming si parifica. Nelle fasce più mature della popolazione, è invece la radio a risultare il supporto più preferito.

Anche l’ascolto di musica fisica, che si attesta intorno al 10% della popolazione generale, segue questa tendenza generazionale: è meno frequente tra i giovanissimi e più diffuso nelle fasce mature.

L’Aumento del Minutaggio

Un aspetto fondamentale che evidenzia la centralità crescente della musica è l’incremento del tempo dedicato all’ascolto. Sebbene la reach dell’ascolto musicale, il numero di persone che ascoltano, non sia variata significativamente negli ultimi anni, è molto importante sottolineare che è aumentato il minutaggio di ascolto. Il tempo che gli italiani dedicano alla musica, in generale, è cresciuto, un segnale che il consumo si sta intensificando.

Questa intensificazione della fruizione è il motivo principale per cui, nonostante le sfide e le complessità legate alla ripartizione dei compensi, lo streaming è oggi il modello economico dominante su cui si focalizza gran parte del dibattito industriale.

Conclusione

La musica è profondamente radicata nella cultura italiana, coinvolgendo quasi nove persone su dieci. La dinamica di ascolto è chiaramente orientata verso il digitale, con lo streaming che si afferma come il canale preferito dalle nuove generazioni e che, insieme alla radio, guida la fruizione complessiva. L’aumento del minutaggio di ascolto conferma che gli italiani stanno dedicando sempre più tempo al consumo musicale. Per gli artisti, questa realtà impone una comprensione precisa di questi dati, in particolare della distinzione tra ascolti gratuiti e quelli in abbonamento, poiché è quest’ultima quota (il 12% del pubblico streaming) a rappresentare la massima fonte di remunerazione, definendo il potenziale economico ancora inesplorato del mercato italiano.

Se vuoi approfondire la conoscenza delle dinamiche di mercato e capire come evitare le trappole, prenota una call e condividiamo le esperienze.

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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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marketing musicale musicista professionista

Musica: 3 trappole da evitare

Se sei un artista musicale esordiente, sai bene che la frustrazione è un sentimento costante. Investire la propria energia, tempo, denaro, attenzione, e visione nel proprio progetto musicale e non ricevere alcun tipo di feedback, riscontro o risultato, o peggio ancora, non essere ascoltati, è devastante. Questa condizione di stallo, dove il potenziale artistico è alto ma i risultati scarseggiano, porta molti a gettare la spugna o a trascinare avanti il progetto con grande fatica e senza entusiasmo.

3 trappole da evitare nell'industria discografica.

Il tuo percorso di artista sconosciuto è disseminato di sfide che vanno ben oltre la creazione musicale. Comprendere il mercato musicale, il Music Business, e il saper navigare i suoi meccanismi, è cruciale per trasformare la passione in una carriera sostenibile. I problemi principali che affliggono gli artisti esordienti non sono legati solo alla musica in sé, ma a come il loro progetto viene presentato e al contesto nel quale si muove.

La mia esperienza dimostra che, nel mercato musicale esistono tre trappole che ostacolano i tuoi progressi, portando spesso a un dispendio inutile di risorse.

La prima trappola in cui rischi di incappare, e che è grande fonte di frustrazione, sono le Etichette Fuffa. Queste entità si presentano con la facciata di etichette serie ma, in realtà, fanno leva sulla notorietà di altri artisti nel loro roster per vendere servizi, spesso inquietanti, come la distribuzione o la promozione di singoli ed EP. Il risultato di questi investimenti è quasi sempre lo stesso: ti fanno spendono somme importanti senza ottenere risultati concreti, lasciando l’artista scottato e con una perdita di fiducia non solo nel panorama musicale, ma anche nel proprio potenziale.

Questo succede più spesso di quel che pensi: la trappola funziona perché questi personaggi fanno leva sul tuo ego, che ha la necessità di essere nutrito; e sul tuo desiderio di attenzione e visibilità. Fanno leve su due punti deboli che non ti fanno valutare con lucidità la loro offerta. Voglio essere chiaro. non è che ti truffino, in senso legale, ti faranno firmare un bel contrattino dove si prendono i loro impegni e tu avrai i tuoi; ma se prima di firmare non analizzi per benino cosa è scritto sul contratto, rischi concretamente di scoprire che le loro promesse, dette a voce, non sono garantite nello scritto.

La seconda trappola è quella degli Streaming Garantiti. Nel mercato musicale non esiste nessuno che ti può garantire qualcosa con sicurezza al 100%: scordatelo, chi te lo dice sta mentendo. E su questo argomento non mi dilungo. Se vuoi approfondirlo, prenota una videocall e ne parliamo.

Ci sono anche dei problemi che affliggono gli artisti musicali, per lo più dovuti alla loro ignoranza di come funzioni il settore. uno di questi è l’incapacità di presentare adeguatamente il loro progetto e ottenere l’attenzione dei professionisti seri come produttori, A&R manager, ufficio stampa. I professionisti del settore discografico sono quotidianamente bombardati da una  mole enorme di proposte, se vuoi trovare un minimo d’ascolto, devi dimostrare velocemente che il tuo progetto è qualcosa che vale.

Devi proprio immaginare di avere pochi secondi, al massimo un minuto per poter descrivere il tuo progetto musicale in ogni suo dettaglio per renderlo appetibile a chi è disposto ad investire su di esso. Devi essere in grado di andare dritto al punto e di suscitare interesse del tuo interlocutore. Sai come fare?

Che vuoi che ti dica? prenota una videocall e ne parliamo.

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La tua musica è un investimento.

Nel panorama musicale contemporaneo, esiste un malinteso fondamentale che condanna la maggior parte dei progetti artistici all’irrilevanza ancor prima che questi vedano la luce. Se guardo gli artisti esordienti, in particolare, vedo la tendenza a credere che la produzione musicale sia l’inizio del viaggio, il punto zero da cui tutto scaturisce. Ma se analizziamo le dinamiche dei professionisti musicali già affermati, vediamo una realtà ben diversa: la produzione discografica è solo un veicolo cruciale, un tassello utile di un processo strategico ben più ampio.

La tua musica è un investimento.

Senza un solido progetto di business, supportato da una visone strategica di marketing, il tuo progetto musicale è destinato ad avere il respiro corto. L’errore più comune fatto dagli artisti musicali esordienti è di partire dal prodotto musicale, dal brano da distribuire sulle piattaforme, senza prima aver ragionato sul mercato, sul pubblico e su come rientrare nei costi di produzione. Cercare soluzioni per spingere un progetto discografico senza averne definito a monte il posizionamento significa tentare di vendere qualcosa a qualcuno che non si conosce, in un mercato che non si è analizzato.

Questo non significa che le logiche di mercato debbano corrompere la tua integrità artistica, ma devi essere chiaramente consapevole del contesto strategico prima di entrare in studio. Sapere a quale pubblico ti rivolgi e come posizionarti in questa nicchia ti permette di evitare perdite economiche disastrose e di investire le risorse giuste nei punti giusti, sopratutto quando affronterai la fase promozionale. Senza questa consapevolezza, rischi di produrre musica che non ha alcun appiglio nel mercato, vanificando qualsiasi tuo sforzo tecnico o artistico.

Vorrei essere più chiaro: con lo streaming non ci campi. I ricavi dalle app sono ridicoli e sperare in una rendita che ti permetta di vivere e produrre nuova musica è pura utopia. Se non usi le tue competenze in ambito musicale per crearti una rendita continuativa, per pagarti i conti e le produzioni musicali, non andrai molto lontano. Devi crearti una strategia di business solida che ti permetta di generare entrate costanti per finanziare la produzione musicale, ad esempio: consulenze, didattica, live, trascrizioni musicali ecc.

In questo contesto, la tua produzione musicale, è strategica in quanto dimostrazione delle tue capacità professionali. Se poi hai curato bene anche la parte del marketing e hai costruito un’immagine solida e coerente, il combinato diventa efficace e ti apre le strade per una continua crescita profsessionale.

Diversamente, senza una rendita generata da un modello di reditto funzionante, ti ritrovi a operare al risparmio, con conseguenze disastrose.

Una produzione fatta in casa, senza il supporto di professionisti di livello, dai turnisti ai tecnici audio, senza un ragionato progetto esecutivo crea un prodotto di bassa qualità che finisce per amplificare i tuoi punti deboli. Presentarsi al mercato con una produzione amatoriale significa gridare al mondo la propria mancanza di professionalità, bruciandosi la reputazione.

E finalmente arriviamo al Marketing ed alla Promozione su cui gli artisti esordienti puntano per costruire il proprio futuro senza conoscere la differenza tra le due cose: la Promozione è l’atto pratico di veicolare il messaggio, ma senza una strategia organizzata in precedenza è destinata al fallimento. Questa strategia organizzata è il Marketing. Ma, nota bene, il Marketing funziona solo se hai chiarito bene qual’è il tuo progetto di Business, ovvero hai fatto una bella analisi del mercato. Il Marketing trasformerà questa analisi in strategia.

Integrare il marketing nella fase pre-produttiva permette di cambiare la prospettiva temporale del progetto. La maggior parte degli artisti cerca un risultato di gratificazione immediata , ma una strategia,seria, di business mira anche agli obiettivi di lungo periodo.

Una produzione di qualità non è una spesa, ma un investimento che si apprezza nel tempo. È il biglietto da visita che parla per l’artista quando lui non è presente. Presentarsi con una produzione scadente, di bassa qualità, chiude le porte; presentarsi con un prodotto eccellente attrae investitori, etichette e manager.

Nessuno investirà su un artista che non ha investito su se stesso. Quando un artista dimostra, attraverso la qualità del suo prodotto, di aver compreso le logiche di mercato e di aver investito seriamente, sia in termini economici che formativi, diventa un asset appetibile per partner esterni. La qualità diventa quindi uno strumento di marketing in sé: è la prova tangibile della serietà e del potenziale del progetto.

Riassumendo.

Il tuo percorso artistico diventa sostenibile solo se ti confronti con la realtà del mercato musicale visto nel suo insieme. Studiandolo e ragionando sulle tue competenze, potrai troverai il modo in cui collocarti in esso.

A questo punto sei pronto per integrare il marketing nel tuo progetto. Lo userai per farti conoscere, per valorizzare le tue caratteristiche, esaltare le tue qualità ed attrarre persone che hanno bisogno dei tuoi servizi.

In questo contesto, una produzione discografica di qualità non è più una spesa, ma un investimento che si farà apprezzare nel tempo. È il tuo biglietto da visita che parla per te anche non quando non sei presente: è un tassello della tua strategia di Marketing.

Puoi anche non credermi, continua pure a presentarti con prodotti mal curati, creati al risparmio.Non sorprenderti poi se ti chiudono la porta in faccia. La verità è che nessuno investirà su un artista che non ha investito su se stesso. Se tu stesso non sei disposto a sacrifici economici per curare i tuoi prodotti musicali, perché dovrebbero farlo altri?

Quando un artista musicale dimostra, attraverso la qualità del suo prodotto, di aver compreso le logiche di mercato e di aver investito seriamente, sia economicamente sia in formazione, diventa un appetibile per partner esterni. La qualità del prodotto discografico è uno strumento di marketing in sé: è la prova tangibile della serietà e del potenziale del progetto.

L’industria musicale non è un mondo di artisti scapigliati che vivono d’ispirazione. In realtà è un mondo altamente competitivo dove le figure professionali solide sono ampiamente ricercate.

Se vuoi cominciare a ragionare, seriamente, sulla tua professione di musicista e vuoi parlarne con me, scrivimi che ne parliamo.

Mi farà piacere conoscere la tua musica e condividere le esperienze. Anche questo è un piccolo passo per uscire dalla propria cameretta ed iniziare a fare sul serio.

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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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Musica: perché la promozione non funziona?

Il settore musicale contemporaneo si presenta come un ambiente in continua evoluzione, un mondo dove gli artisti emergenti si trovano a navigare in acque spesso turbolente e piene di insidie. In questo momento storico, è cruciale comprendere che l’artista musicale, il personaggio artista,  ha assunto un’importanza maggiore rispetto alla musica stessa, sebbene la longevità artistica sia sempre frutto di un delicato equilibrio tra la figura artistica e il percorso creativo. Chi desidera emergere in questo contesto deve fare i conti con dinamiche promozionali complesse e spesso contro-intuitive.

Perché la promozione musicale non funziona?

Come artista musicale ti ritrovi in un contesto promozionale che ti bombarda costantemente con impulsi e notizie specificamente costruite per fare leva sulle emozioni e sull’ego: sui tuoi sogni, sulle tue ambizioni, sul tuo desiderio di trovare un posto nel mondo.

La Music Industry è incentrata su un mercato estremamente polarizzato, dove la visibilità è ricercata ossessivamente e crea meccanismi, o propone soluzioni a pagamento promettendo risultati che spesso potresti ottenere gratuitamente.

Uno dei grandi errori in cui cade l’artista esordiente è quello di non crearsi un percorso professionale realmente sostenibile. Spinto dal sentire comune, non vede che il guadagno generato da una promozione tradizionale su piattaforme streaming e digitali, rispetto alla spesa sostenuta, matematicamente non esiste.

Nella mia esperienza, posso tranquillamente testimoniarti d’aver visto risultati promozionali all’altezza delle aspettative solo nel caso di artisti posizionati, cioè artisti famosi con una fan base di riferimento solida e fedele.

Nel mercato musicale, in questi anni si è verificato un cambiamento del modello di business. In passato, il focus era sul prodotto, la musica, e l’obiettivo della promozione era accelerare la diffusione del prodotto per raggiungere quante più persone possibile. Oggi, il core business è decisamente orientato ai servizi. Questo cambio di paradigma implica che l’obiettivo non è più raggiungere il pubblico più ampio possibile, ma promuovere il proprio servizio a uno target specifico per soddisfare un suo bisogno. Essere un artista musicale, un creativo artistico, non è più sostenibile se non ti arricchisci di quelle competenze che soddisfano le esigenze di un mercato saturo di proposte e le inquadri in un’ottica di impresa.  Questa è la realtà e se non ti piace, forse la professione del musicista non fa per te.

Devi considerare che l’attenzione delle etichette e dell’industria discografica come sistema, è indirizzata verso il prodotto, verso l’uscita del singolo a cadenza periodica. Il Sistema non vede più l’artista musicale come il centro del business: gestire un artista è troppo impegnativo e rischioso. Oggi il business è investire sul prodotto artistico come magnete per attirare altri artisti, o aspiranti tali, in su sistema di servizi a pagamento: paghi per registrare la musica, cedi quote per pubblicarla, paghi per distribuirla, paghi per promuoverla.

C’è però un modo per evitare queste trappole, per entrare nel mercato musicale con il piede giusto. Ma è un modo che richiede un approccio diverso, una mentalità basata sul solido, sul concreto e non su sogni di fama e popolarità.

Per l’artista esordiente, è necessario tenere a bada i propri desideri e lavorare seriamente su se stesso, individuare il motore della sua creatività, definire il messaggio che vuole offrire al suo pubblico e come intende farlo. Deve prima di tutto definire un modello di business orientato al servizio, e la creazione di una promozione mirata che si basa sulla credibilità, la fiducia e la costanza; sapendo che la promozione è un processo che parte prima dall’interno e poi si muove verso l’esterno.

Per un artista musicale, nel mercato musicale attuale, agire senza una chiara visione, un ruolo definito e una strategia che connette il proprio servizio a un pubblico specifico (fan o altri professionisti) significa viaggiare alla cieca, spendendo tempo, denaro ed energia, affondando inevitabilmente nel pantano dell’insostenibilità emotiva e finanziaria.

Conoscere le dinamiche del mercato musicale, approfondire la propria visione delle cose, studiare metodi e modi per attrarre l’attenzione del pubblico e dei players del settore è indispensabile per costruirsi una professione musicista.

Nei miei corsi, nelle mie consulenze, lavoro proprio su questo.

Guidare l’artista musicale nell’acquisire competenze e conoscenze per potersi costruire una comunicazione professionale e un’immagine artistica solida. Per affrontare il mercato musicale che è poliedrico e che, lo dico sopratutto agli esordienti, non è solo Spotify. C’è molto di più.

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Nel suo terzo libro dedicato agli aspetti meno noti della musica elettronica, Johann Merrich ci porta in viaggio verso nuove geografie, alla scoperta di una prospettiva originale sugli esperimenti sonori più avventurosi del Novecento. Con una narrazione semplice e talvolta ironica, questa indagine appassionata svela aneddoti curiosi e storie dimenticate di macchine sonore, pioniere, mecenati, innovatrici e compositori che hanno plasmato il suono del futuro, grandi personalità che hanno alimentato la rivoluzione della musica tecnologica in luoghi inaspettati come Egitto, Spagna, Portogallo, Turchia, Grecia, Slovenia, Romania, Polonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Russia, Australia, India … Un’occasione per rileggere – o cancellare?- i vecchi confini e ascoltare la voce del mondo con orecchie nuove.

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Musica: è una questione di qualità!

Oggi scrivo due righe su quella cosa chiamata progetto musicale. Lo faccio per te, ma lo faccio anche per me stesso, perché le due paroline progetto musicale in realtà ci stà un universo intero. Un universo anche piuttosto complesso le cui variabili cambiano a seconda del progetto che stiamo sviluppando. Infatti, la prima cosa da tener presente è che ogni progetto, ha un percorso che va costruito, pensato e misurato: altrimenti che progetto sarebbe?

La musica è sopratutto una questione di qualità

Normalmente, la maggior parte degli artisti musicali si concentrano sulla produzione di un album o di un singolo, magari nella loro solitudine, nel loro mondo creativo, per poi confezionare un prodotto musicale o discografico e quindi mettersi alla ricerca di soluzioni per promuoverlo. Dimmi, non è così?

Accade regolarmente che una volta messo sulla pubblica piazza il progetto stenta a decollare, non riceve attenzioni, non viene ascoltato o non viene considerato come meriterebbe.

Questo avviene principalmente perché in fase di elaborazione del progetto, l’artista trascura spesso e volentieri l’impegno economico e temporale necessario per mettere in campo operazioni di marketing e di promozione per far conoscere il progetto musicale almeno ad una platea mirata di pubblico potenziale: questo, il più delle volte, significa anche fare un indagine di mercato per capire dove si nasconde questo fantomatico pubblico interessato.

Immaginiamo che stai mettendo insieme un album. Stai selezionando i pezzi in modo di ottenere un qualche obiettivo artisticamente organico: nello stile musicale, nel significato delle canzoni ecc… Già da qui dovresti pensare a quale pubblico ti rivolgi e valutare, insieme ad altri professionisti, che direzione prendere nelle scelte artistiche che farai.

Già il fatto che dovresti chiedere supporto ad altri, significa che dovrai sostenere un impegno economico. Quindi già nelle prime fasi dovresti fare un ragionamento sul budget che ti servirà per portare a termine il lavoro. Un budget di spesa che comprenda tutte le fasi di lavorazione dell’album compreso il marketing e la promozione. Ma non è  tutto.

In particolare gli esordienti, se ne escono con produzioni Low Budget che altro non servono per dimostrare il loro scarso professionismo e che sicuramente non mettono in luce le loro qualità (con conseguente danno reputazionale e perdita di opportunità). Spotify è piena di queste porcherie.

Se invece cominci a considerare le spese del tuo progetto artistico come un investimento a lungo termine, ecco che improvvisamente le cose prendono una prospettiva diversa.

Se ti impegni e ti circondi di bravi collaboratori, mettendo insieme una vera e propria produzione dove ognuno ha il suo ruolo, ecco che ti stai impegnando in qualcosa che avrà una qualità superiore, qualcosa che resta. Una spesa della quale non avrai un rientro immediato, ma che servirà per qualificarti come un artista professionista che conosce il lavoro, il mercato ed ha pure una vena artistica interessante.

Ovviamente imbarcarsi in questo percorso non è un gioco. Lavorare con professionisti è dispendioso. Perciò non solo hai bisogno (prima) di avere una rendita continuativa che alimenti questo tipo di progetti, ma ti servirà anche la figura di un produttore esecutivo che ti aiuti a gestisce l’aspetto logistico, finanziario e legale del progetto. È la persona che assicura che il progetto sia completato nei tempi e nel budget, occupandosi dei contratti, delle licenze e della raccolta fondi. Questo è il binario strategico dal quale inizia ogni progetto, sul quale poi si innesta il lavoro artistico.

Un progetto artistico che bypassa i dovuti passaggi di una produzione musicale senza seguire degli iter prestabiliti, senza un team e senza affidarsi alle persuoone giuste è destinato a restare nel limbo dei 5 ascolti mensili sulle app di streaming. E se non mi credi, se non credi alle statistiche, ti basta fare un giretto su Spotify per vedere quanti sono gli zombie che release dopo release, restano su 20-30 ascolti mensili.

Il processo di produzione musicale professionale è come costruire un edificio: la musica è la facciata (la parte artistica), ma il successo duraturo e l’opportunità di attrarre investimenti dipendono dalle fondamenta invisibili (Business, Marketing, Promozione) e dal piano di costruzione rigoroso (Produzione Esecutiva). Se si cerca di risparmiare sulle fondamenta (produzione “low budget”), l’intera struttura (il biglietto da visita) crollerà, non importa quanto bella sia l’idea iniziale.

PS Non attirerai mai player importanti del settore musicale se non sei in grado di dimostrare il tuo livello di professionalità e l’impegno che metti nel tuo lavoro. Se tu stesso non investi sui tuoi progetti, perché dovrebbero farlo altri?

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