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Le soft skill di un artista musicale

Le competenze trasversali, ovvero le soft skill, sono le capacità personali, sociali e cognitive che consentono alle persone di interagire efficacemente con gli altri e di affrontare le sfide nella vita quotidiana e nel lavoro, mentre le hard skill si riferiscono alle competenze specifiche e misurabili necessarie per svolgere un determinato lavoro, le soft skill riguardano le caratteristiche personali che influenzano il modo in cui una persona lavora e si relaziona con gli altri. Sono importanti in ogni professione e quella del musicista non ne è esclusa.

Le soft skill di un artista musicista

Se le hard skill come l’abilità con uno o più strumenti, la capacità di leggere una partitura e l’improvvisazione ti fanno riconoscere come un professionista preparato, le soft skill sono quelle qualità che fanno la differenza e averle o apprenderle ti facilita nel rapportarti con altri professionisti del settore. Sono delle qualità che vanno segnalate nel tuo curriculum e che faciliteranno l’inserimento in una band o in un ensemble di registrazione inquadrando meglio la tua figura e le tue capacità professionali; spesso sono proprio le soft skill quelle che fanno la differenza tra due professionisti di pari livello.

Nel comprendere quale soft skill si possiedono è ovviamente necessario prendere una seria consapevolezza delle proprie doti, analizzandole e saperle misurare con una giusta dose di umiltà, dato che sono gli strumenti che ti torneranno più utili proprio nei momenti di maggiore difficoltà.

A questo punto possiamo analizzare quali sono le principali soft skill per un artista musicista:

Creatività

La creatività è una competenza trasversale essenziale per un musicista. La capacità di pensare in modo innovativo, di trovare soluzioni creative e di esplorare nuove idee musicali è fondamentale per distinguersi e per la produzione di musica originale.

Capacità di apprendimento

La musica è un campo in continua evoluzione, quindi un musicista deve essere disposto ad apprendere continuamente e ad adattarsi a nuovi stili, tecniche e strumenti musicali. La capacità di apprendere rapidamente, di accettare nuove sfide e di adattarsi ai cambiamenti nel settore musicale è fondamentale per il successo a lungo termine.

Collaborazione

La maggior parte dei musicisti lavora in gruppo o in ensemble, quindi la capacità di collaborare con altri musicisti è fondamentale. L’ascolto attivo, la capacità di adattarsi agli altri musicisti, il rispetto delle opinioni degli altri e la capacità di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune sono doti personali fondamentali.

Comunicazione

Una buona comunicazione è fondamentale in diverse situazioni musicali, come le prove con una band o un ensemble, le esibizioni dal vivo e la collaborazione con altri musicisti. Essere in grado di comunicare in modo chiaro ed efficace con gli altri membri della band, con i tecnici del suono, con il pubblico e con gli altri professionisti della musica è una dote necessaria.

Capacità di problem solving

Durante le esecuzioni dal vivo o durante le sessioni di registrazione, possono sorgere problemi tecnici o imprevisti. Un musicista deve essere in grado di risolvere tali problemi in modo rapido ed efficace, mantenendo la calma e adattandosi alle circostanze. E’ una delle soft skill più richieste.

Organizzazione e gestione del tempo

La pratica regolare è fondamentale per migliorare come musicista. Pertanto, avere abilità di gestione del tempo e organizzazione aiuta a pianificare il tempo per la pratica, lo studio e le esecuzioni, mantenendo un equilibrio tra gli impegni musicali e personali. Avere una buona gestione del tempo ti permette, tra le altre cose, di trovarlo per curare la tua presenza sui social con una buona frequenza.

Autonomia e disciplina

La pratica regolare e la dedizione per migliorare come musicista, essere in grado di auto-motivarsi, di creare una routine di pratica efficace e di mantenere la disciplina nell’adeguarsi agli obiettivi musicali è una competenza trasversale da coltivare sempre.

Queste sono solo alcune delle soft skill più importanti per un musicista. Ovviamente, ci possono essere altre abilità specifiche , vorresti aiutarmi a completare questo elenco? Scrivimi, te ne sarei grato.


Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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L’One Sheet automatico di Chartmetric

Qualche tempo fa avevo scritto due righe sull’one sheet e sulla sua utilità per costruirsi un’immagine professionale e completa che sia rapidamente consultabile. Nell’industria musicale gli one sheet si usano da decenni: si presentano come una singola pagina con tutte le informazioni salienti su un’artista o una band; uno strumento di divulgazione e promozione essenziale per negozi di dischi, stazioni radio e riviste.

One sheet automatico di Chartmetric semplifica la vita ai musicisti.

Con l’avvento dello streaming sono caduti per un po’ in disuso, sostituiti di fatto dalla semplice operazione di inserire direttamente i brani in piattaforma mediante un account personale. Ora le cose sono un po’ cambiate e gli one sheet si stanno rivelando strategici per far emergere artisti e produzioni dalla massiccia e quotidiana pubblicazione di nuovi brani sino ad essere cruciali per la pratica del pitch delle nuove uscite da parte delle label ai DSP. Un contesto in cui la necessità promozionale è nuovamente enfatizzata, insieme alla capacità di fare la differenza con informazioni ausiliari e fondamentali per collocare brano e artista.

E’ di questi giorni la notizia che Chartmetric ha acquistato la StartUp Onesheet integrandola nei propri sistemi di analisi dei dati e offrendo, anche gratuitamente, ad artisti ed etichette la possibilità di crearsi i propri one sheet che, sfruttando i dati raccolti da Chartmetric, si aggiornano automaticamente con le nuove uscite e nuove informazioni riguardanti l’artista/band.

Creando un account su Onesheet puoi creare la tua pagina cercando il tuo nome d’arte tra i 9 milioni di quelli censiti nel database della società: biografia e metriche essenziali compariranno in tempo reale e la prima versione della pagina sarà pronta. A questo punto puoi editare la pagina, sezione per sezione, aggiungendo o togliendo tutte le informazioni che riterrai utili.
Una volta completata, potrai condividerla con i DSP, sui social e ogni volta riterrai utile per promuovere o presentare la tua attività musicale.

L’aspetto interessante è che si tratta di una pagina dinamica, le cui metriche vengono aggiornate da Chartmetric senza alcun intervento da parte del titolare della pagina: quegli aggiornamenti pervengono anche laddove quel one sheet è stato condiviso.

Una funzionalità chiave è la Spotlight Release, che consente di inserire nella pagina i link a audio e video (su SoundCloud, YouTube, Vimeo…) anche di brani non ancora pubblicati ma già pronti che, al momento ufficiale dell’uscita, saranno segnalati in pagina e alle piattaforme con cui essa viene condivisa.

Prova Onesheet, è piuttosto semplice, completo, gratuito (fino a 3 artisti) e facilmente modificabile. Un’ottima soluzione per presentarti come si deve.

Crea il tuo One Sheet
Impara ad usare Onesheet di Chartmetric


Le 42 leggi universali del digital carisma: La fusione tra vita digitale e reale è il futuro della comunicazione

di Rudy Bandiera
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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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Quali e quanti hashtag per il tuo post?

Indipendentemente dal social in cui ti muovi, gli hashtag hanno una funzione strategica per aumentare la visibilità di un post e per organizzare i contenuti che vai a pubblicare. Questa regola generale vale per tutti i social, anche se non trattano gli hashtag nello stesso modo.

Quali e quanti hashtag sui social
courtesy by pixabay.com

Gli #hashtag sono etichette e come tali andrebbero usate. Il termine, è composto dalla parola hash che indica il simbolo # in informatica e tag che significa etichetta. Vien da sé che l’hashtag serve per definire un contenuto e collocarlo nella sua categoria di appartenenza. L’hashtag contestualizza il tuo contenuto, il tuo post, in modo che possa essere trovato da chi cerca contenuti di determinati argomenti. Ad esempio, se pubblichi un post o una foto della tua rock band, hashtag come #hardrock #rockduro #heavymetal #rockislife sono utili e pertinenti per classificare il contenuto del tuo post; perfettamente inutili sono hashtag che, a tutti gli effetti, non sono utili per classificare il contenuto, come ad esempio #mipiace #lamusica #dura.

Detto questo, vediamo in questo 2021 come vanno usati e scelti gli hashtag nei diversi social:

Instagram

Per Instagram gli hashtag sono fondamentali perché molte ricerche vengono fatte utilizzandoli. Fino a qualche anno fa si consigliava di usare almeno 25 hashtag scegliendo in percentuali uguali quelli molto popolari, mediamente popolari, poco utilizzati, da aggiungere a quelli personali. Ora, è consigliato non superare i 10 hashtag, sempre dosando tra popolari e meno popolari. Negli hashtag molto popolari la concorrenza è più agguerrita e la loro forza di diffusione del post decade velocemente, questo porta a far sì che hashtag meno utilizzati allunghino la vita del post e incrementino la visibilità nelle ricerche e nel feed degli utenti.

Se sei indeciso su quali hashtag inserire sul tuo post, ti consiglio di utilizzare Sixtrix, un motore di analisi che ti suggerisce quali utilizzare e la loro performance su Instagram.

Twitter

Il social veloce è l’inventore degli hashtag. E’ stato il primo a capirne la forza e l’utilità. Considerato che un tweet ha una vita media di 15 minuti, per poi venir superato dal flusso di notizie, la scelta accurata degli hashtag su questo social è determinante, in particolare se si considera che si suggerisce di non utilizzarne più di 2 per tweet.

Se ti è possibile, se è pertinente, utilizza un hashtag popolare nel momento in cui pubblichi (trend-topic). Su Twitter questo metodo può dare risultati molto al di sopra della media.

Facebook

Su Facebook gli hashtag non sono fondamentali. Anzi, diversi studi hanno dimostrato che limitano la diffusione dei post nelle timeline degli utenti. Eppure, nonostante questo, trovano la loro utilità nell’organizzazione dei contenuti, in particolare se stai pubblicando per il lancio di un tuo disco o di un tuo tour.

In particolare, gli hashtag su Facebook restano uno strumento molto interessante soprattutto nel caso di campagne cross-channel (su diversi social o siti), di eventi e anche nel caso di nicchie che ne fanno molto uso; tuttavia, si consiglia di evitare di inserirne più di 1 o 2 per post.

TikTok

Come su Instagram, anche su TikTok gli hashtag sono vitali per dare diffusione ai video, ma in più sono utili per poter partecipare alle Challenge TikTok periodicamente. In molti consigliano di non esagerare con gli hashtag, come su altre, anche su questa App la didascalia ha un ruolo fondamentale. Una strategia di hashtag simile a quella suggerita per Instagram è un buon punto di partenza per capire come meglio sfruttare questo social.

Telegram

Telegram non consente le ricerche tra canali tramite hashtag. Ma anche qui possono avere l’importante funzione di catalogare i contenuti del tuo canale: non è cosa da poco.

Resta il fatto che nei social non esistono strategie universalmente valide. Quello che hai letto sopra sono dei buoni consigli per orientarti nel lavoro, ma sarà con l’esperienza e la misurazione dei risultati che potrai comprendere quali hashtag sono più funzionali per i tuoi profili sociali e quali ti restituiscono risultati migliori. Misurare il rendimento del tuo lavoro nei social è fondamentale se non vuoi insistere a perdere tempo ed energie nel pubblicare post che pochi leggono.


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Formati video per ogni social

Realizzare buoni video per i social media non è facile ma non è nemmeno difficilissimo. Per un buon risultato serve una pianificazione del lavoro per razionalizzare i tempi di produzione ed avere risultati di standard elevato. Dopo aver risolto tutti questi problemi tecnici legati all’audio, all’illuminazione e al contenuto, dovrai scontrarti con il fatto che i diversi social media usano formati differenti; che le storie hanno un formato video diverso dai post, che TikTok richiede uno standard e Twitter ne richiede un’altro.

Formati video per ogni social
courtesy by Pixabay.com

Per fortuna c’è l’App InShot che ti permette di adattare, piuttosto semplicemente, i tuoi video nei vari formati richiesti dai social. L’ho usata nei momenti d’emergenza e l’ho trovata veramente facile e piuttosto intuitiva, adatta a chi poca dimestichezza con l’editing video.

Devi anche tener presente che ogni piattaforma ha le sue caratteristiche peculiari, per esempio su TikTok, IG Reels o Stories i video non possono superare i 15 secondi, mentre su YouTube o Facebook funzionano meglio i video superiori ai 3 minuti. Adattando il formato e la lunghezza per le diverse necessità, puoi comunque utilizzare le diverse immagini, magari rivedendo il montaggio.

Ti lascio questa tabella di riferimento che riassume i diversi formati e durate dei video nelle diverse piattaforme social. Ti sarà utile quando con InShot (o l’App che preferisci) ti troverai a dover condividere lo stesso video in più social.

Feed di Instagram
Proporzioni: da 1,91:1 a 4:5
Durata del video: da 1 secondo a 2 minuti

Storie di Instagram
Proporzioni: da 16:9 a 4:5 e 9:16
Durata del video: da 1 a 15 secondi

Reel di Instagram
Proporzioni: 9:16
Durata del video: da 1 a 30 secondi

Feed di Facebook:
Proporzioni: da 16:9 a 9:16
Durata video: 240 minuti max

Storie di Facebook:
Proporzioni: da 1,91:1 a 9:16
Durata del video: da 1 a 20 secondi

Video Pinterest:
Proporzioni: da 1,91:1 a 1:2
(Pinterest preferisce video quadrati (1:1) o verticali (2:3, 9:16)
Durata del video: da 4 secondi a 15 minuti

Video di Twitter:
Proporzioni: da 16:9 a 9:16
Durata del video: da 0,5 secondi a 2 minuti e 20 secondi

Video TikTok:
Proporzioni: 16:9, 1:1 o 9:16
Durata del video: da 5 a 15 secondi
(o 60 secondi mettendo insieme quattro segmenti di 15 secondi)

Video Youtube:
Proporzioni: 16:9
(ma supporta tranquillamente anche altre proporzioni).
Durata del video: da 1 secondo a 15 minuti
(gli account verificati possono superare questo limite)

Come vedi, le dimensioni sono comuni a diversi social, seleziona le piattaforme con proporzioni identiche e requisiti di lunghezza simili. Queste piattaforme hanno un pubblico simile e non richiederanno molte modifiche al tuo lavoro. Non c’è bisogno di condividere contenuti su ogni singola piattaforma se non si applicano direttamente al tuo pubblico. Una volta che hai un solido elenco di piattaforme su cui prevedi di condividere i tuoi contenuti, valuta quali di queste sono compatibili.

Riutilizzare un video su più canali è un ottimo modo per ottenere più trazione sui contenuti su cui hai già lavorato. Sia che tu decida di riutilizzare i tuoi TikTok in Instagram Reels o di rielaborare un video di Facebook in un post di Twitter, la condivisione tra piattaforme ti consente di ottenere più visualizzazioni, più coinvolgimento e più dai tuoi sforzi con facilità.

Tuttavia, ricorda sempre che non tutti i video raccoglieranno lo stesso risultato per tutte le piattaforme. Ma proprio analizzando le diverse performance, i like, i commenti, il livello di coinvolgimento del pubblico, potrai capire cosa funziona meglio su ogni singola piattaforma social e questo ti servirà per poter creare una strategia vincente con meno lavoro.


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L’Indispensabile musica live

Qualche anno fa, alcune compagnie di analisi finanziaria prevedevano che entro il 2022, nell’industria discografica, la componente più importante del fatturato sarebbe derivata dalla musica in streaming. Nonostante i mesi di pandemia e i relativi lockdown a livello mondiale, le cose non sembrano proprio andare in questo senso.

L'indispensabile musica live
courtesy by pixabay.com

Complice la bassa remunerazione delle App di musica in streaming, le esibizioni dal vivo restano indispensabili per la sopravvivenza degli artisti e delle loro etichette, sempre più coinvolte nell’organizzazione dei tour che offrono denaro fresco per le nuove produzioni. D’altra parte, c’è da considerare che tra i settori industriali, l’intrattenimento è quello che ha il rapporto più basso tra investimenti e ricavi e per un’etichetta, piccola o grande che sia, i costi di produzione e promozione spesso superano i ricavi.

L’epidemia del 2020 ha mostrato tutta la fragilità del sistema, in particolare per gli artisti musicali che, non essendo in grado di fare tournée, hanno visto crollare le loro entrate. In questo contesto, le potenzialità offerte dalla rete si sono rivelate strategiche almeno per limitare i danni o per poter continuare a mantenere un coinvolgimento con i fan. In questo post farò una panoramica sulle varie possibilità offerte, con qualche suggerimento per concretizzare la tua presenza nella rete.

Social media

I social media si sono rivelati essenziali per aiutare gli artisti a emergere. Che si tratti di condividere video, esibirsi dal vivo online o semplicemente promuovere nuova uscita o un progetto in corso, si è vista l’importanza di tenere aggiornati i fan sulle diverse novità e comunque mantenere con loro dei canali di dialogo.

Instagram

Instagram è attualmente il social media più promettente per gli artisti musicali. Durante i mesi difficili alcuni musicisti hanno usato con un discreto successo Instagram Live invitando i loro collaboratori alla diretta per creare una session live a distanza.

Tik tok

TikTok è diventata un punto di riferimento per i musicisti. Il suo pubblico cerca intrattenimento e divertimento e la piattaforma consente agli utenti di creare e condividere video sincronizzandoli con la musica. Avere la tua musica su TikTok consente alle persone di utilizzare il tuo lavoro in modo creativo, dandoti più visibilità e guadagnando royalty per ogni utilizzo. Gli artisti possono anche creare i propri profili e connettersi direttamente con i propri fan su TikTok.

Streaming

Molti musicisti hanno iniziato a trasmettere spettacoli dal vivo, su YouTube, Twitch, Patreon o talvolta tramite il software di chat video Zoom. A seconda del servizio di streaming con cui stai andando, puoi addebitare i biglietti, chiedere alle persone di donare ciò che possono attraverso il servizio di streaming o farlo in base a un modello di abbonamento.
Lo streaming live non va improvvisato e richiede un’attrezzatura adeguata per garantire una buona qualità del suono e dell’immagine, inoltre necessita di una connessione stabile. Tutte cose che dovresti verificare prima di cimentarti in questa impresa.
Per quanto riguarda la piattaforma su cui trasmettere il tuo live, ecco alcune delle opzioni più popolari:

Zoom

Zoom è diventato uno dei servizi di chat video più popolari. Ha una versione base gratuita e diversi livelli a pagamento. La più grande differenza tra pagamento e gratuito è che puoi fare una chiamata di gruppo di 40 minuti solo con la versione gratuita. Se paghi per il servizio, puoi effettuare chiamate di gruppo di 24 ore o più. Con Zoom, puoi suonare con altri musicisti e controllare chi può parlare e chi può ascoltare, consentendo ai musicisti di inviare link ai fan per esibizioni dal vivo o interviste. Zoom offre anche la possibilità di registrare e scaricare le tue chiamate, in modo da poterle caricare sui tuoi social e su Youtube.

Twitch

Twitch è uno strumento di streaming interattivo della galassia Amazon. Crei un “canale” e i follower del tuo canale ricevono notifiche quando vai in diretta. Se ottieni abbastanza follower, puoi diventare un affiliato, il che ti consente di addebitare agli abbonati contenuti esclusivi. C’è anche una funzione di donazione che consente agli utenti di inviarti una mancia con valuta Twitch (si chiamano Bit).

Youtube

Un grande vantaggio di YouTube è la sua popolarità. Youtube sta implementando un servizio di abbonamento a pagamento, in cui le persone possono unirsi al tuo canale per un abbonamento mensile in cambio di contenuti esclusivi. Per ottenere abbonati, il tuo canale deve rispondere a specifici requisiti richiesti. Ad esempio, per trasmettere in streaming da dispositivi mobili, è necessario disporre almeno di un live streaming di Youtube e avere almeno 1.000 abbonati.

YouNow

Ci sono artisti che in YouNow hanno trovato il loro strumento di streaming preferito. Con questa piattaforma non solo si esibiscono dal vivo, ma interagiscono, dialogando con i fan. Gli spettatori possono quindi scegliere di dare una mancia allo stream oppure iscriversi e pagare mensilmente per contenuti aggiuntivi e funzionalità bonus.

Patreon

Patreon è un servizio che consente ai fan di abbonarsi al tuo lavoro a diversi livelli, con pagamenti mensili variabili in cambio dell’accesso a merchandising, spettacoli o altri contenuti esclusivi. Se sei un musicista, puoi offrire live streaming esclusivi agli abbonati a Patreon utilizzando Youtube Live o un servizio chiamato Crowdcast.

Vendere e fare musica

Bandcamp e Spotify hanno adottato approcci diversi per aiutare musicisti e artisti. Bandcamp opera tradizionalmente con un modello di condivisione degli utili, prendendo una percentuale delle vendite fisiche e digitali da ogni acquisto. Recentemente, Bandcamp ha preso parte alla rimozione di questo modello di condivisione degli utili una volta al mese, dando il 100% delle vendite agli artisti sul loro sito web.
Spotify ha aggiunto una funzione di raccolta fondi anche per le pagine degli artisti. Questa nuova funzione consente agli artisti di aggiungere i loro link personali Paypal, Cash App o GoFundMe alle loro pagine. Ecco alcune risorse aggiuntive per vendere e creare la tua musica senza uscire di casa:

Splice

Splice è una piattaforma per gli artisti per caricare e utilizzare campioni di altri artisti. Come musicista, puoi abbonarti al servizio e avere accesso a milioni di campioni e loop. Puoi anche diventare un creatore per il sito, caricando i tuoi campioni per gli altri.

Resonate

E’ un interessante servizio di streaming di proprietà della comunità Co-op nato per pagare i musicisti meglio rispetto ai grandi servizi di streaming. Gli artisti possono caricare la loro musica e i fan, ascoltando la musica in streaming, la pagano in maniera incrementale per ogni ascolto. Al nono streaming, l’ascoltatore ha praticamente pagato adeguatamente l’artista e può accedere al download digitale del brano.

Stationhead

Stationhead è molto interessante, consente a chiunque di creare il proprio canale radio utilizzando Apple Music o Spotify. Se sei un artista che cerca di promuovere la tua musica, puoi creare la tua stazione e trasmettere in streaming ai tuoi fan. Questi programmi possono anche essere registrati in modo che gli ascoltatori possano ascoltare vecchi episodi. La piattaforma paga per stream in base all’ascoltatore, quindi se stai trasmettendo con 50 fan e riproduci loro la tua canzone, sono 50 stream.

Mentre scrivo questo post, l’attività live è ripresa e le cose sembrano andare bene, purtroppo in alcune parti del mondo la Variante Delta del Covid-19 sta costringendo a nuove forme di lockdown, perciò non è detto che il prossimo autunno-inverno le cose saranno tornate alla completa normalità. Ti consiglierei perciò di studiare gli strumenti che ti ho proposto, così da esser pronto a fronteggiare un eventuale altro periodo di vacche magre. Potrebbero rivelarsi un salvagente indispensabile ma anche una nuova fonte di entrate, anche se le cose dovessero andare per il meglio. Cosa in cui tutti speriamo.


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Amazon Music social media tools

Non sottovalutare Amazon Music.

Tra i players più importanti della musica in streaming credo che il più sottovalutato di tutti sia Amazon Music. Questo non mi sorprende perché come social media è piuttosto freddo, ovvero è poco social nelle possibilità di condivisione.

Non sottovalutare Amazon Music

Eppure l’app Amazon Music offre tutte le funzioni di base per costruirsi una libreria personale e la possibilità di condividere le playlist tramite link, in pratica lo stretto necessario per poter far conoscere la propria musica condividendo album, tracce e playlist nei social network.

I principali punti di forza che rendono Amazon Music interessante, a mio modesto avviso, sono due e sono sufficienti per rendere l’app di Jeff Bezos molto interessante per un artista musicale:

  1. Amazon Music riconosce royalty più alte rispetto altre app.
  2. Amazon Music è direttamente collegata con l’assistente personale Alexa che è molto usata come diffusore musicale.

Amazon Music, come altre app, offre la possibilità di autenticarsi come artista e di visionare le proprie performance di ascolto e di pubblico tramite le pagine di Amazon For Artist.

Per autenticarsi su Amazon For Artist e avere accesso alle proprie statistiche è piuttosto semplice, questi sono i passaggi che vengono richiesti:

  1. Nome Artista
  2. Ruolo: Artista, Manager, Producer, ecc…
  3. Account Social (ti verrà chiesto di collegare i tuoi account per essere riconosciuto: Twitter, Instagram, Facebook)
  4. Distributore (Dovrai indicare quale distributore diffonde la tua musica: The Orchard, Believe ecc…
  5. Altre info, ovvero informazioni utili per farti riconoscere.

A questo punto non ti resta che inviare le informazioni e attendere la risposta. Se hai inserito i dati correttamente ed hai indicato più di un social, la risposta via mail potrebbe arrivare anche solo dopo qualche ora.

Una volta autenticato, tramite user e password potrai aver accesso alle tue statistiche e valutare come sta viaggiando la tua musica nell’ecosistema di Amazon Music.

Autenticati su Amazon For Artist

Ascolta una mia Amazon Playlist


Business e Marketing della Musica: Tutto quello che musicisti, autori, manager, produttori ed editori devono sapere per vivere di musica

di Massimiliano Titi
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Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
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Spotify Spotify playlist tools

Alla scoperta della Songwriter Page di Spotify

Il 12 febbraio 2020 Spotify for Artist ha annunciato sulle pagine di la versione beta test della Songwriter Page, un modo nuovo per far conoscere tutte le canzoni scritte da un cantautore presenti nella app, così da raccogliere in un’unica schermata tutta la produzione di un artista, non solo quella interpretata, ma anche quella firmata.

Alla scoperta della Songwriter Page di Spotify

La Songwriter Page è raggiungibile tramite l’indirizzo http e tramite la scheda Mostra Riconoscimenti presente in ogni traccia e visualizzabile con il tasto destro del mouse; una volta che la Songwriter Page è attiva il nome dell’autore diventa un link verso essa.

La pagina ovviamente può essere condivisa, diventando uno vero e proprio catalogo delle opere disponibili su Spotify: una sorta di curriculum interattivo, se vogliamo metterla così.

A questa pagina si affianca, la playlist ufficiale certificata Written by… dove viene raccolto il meglio  della produzione dell’autore. Non avendo ancora messo mano su una Songwriter Page, che ricordo, è ancora in versione beta test, non ho chiaro se la playlist Written by è algoritmica o personalizzabile.

Potenzialmente chiunque può richiedere la sua Songwriter Page, ma direi che questa funzione è adatta per chi può vantare  collaborazioni con altri artisti musicali.

Un’idea niente male che rende ancor di più Spotify lo strumento più accessibile per far conoscere la propria musica, nonostante tutto.

Richiedi la tua Songwriter Page

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Conoscere le regole del gioco è fondamentale per vivere di musica.
Con un tono semplice e colloquiale, questo libro prende per mano il creativo in campo musicale e lo accompagna in un viaggio tra le tante questioni che deve affrontare oggi: dalla conoscenza dei diritti d’autore e connessi, all’esame delle figure professionali e dei contratti più comuni, dai fondamenti di marketing e a come promuoversi, alla distribuzione digitale e alla concreta realizzazione dei propri profili, fino all’illustrazione dei nuovi mestieri della musica che possono contribuire a dare sussistenza al creativo, realizzando così di fatto il sogno di “vivere di musica”. Non manca uno sguardo sul futuro: NFT e blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata e nuovi scenari.
I molti suggerimenti pratici e i numerosi consigli, frutto di tanta esperienza concreta, arricchiscono questo lavoro, che conferma ancora una volta che il talento per quanto faccia la differenza, se non accompagnato da competenze, non basta, mentre la competenza e una buona strategia, possono certamente aiutare anche un non eccellente talento musicale.
Insomma, un bel viaggio, adatto chiunque sia appassionato di musica e voglia trasformarla in un mestiere, oppure a quei professionisti del settore che desiderino consolidare o mettere a fuoco le regole del business e del marketing musicale.
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Come condividere una playlist in più servizi di streaming

Per un artista musicale o un’etichetta, la creazione di playlist musicali nei diversi servizi di musica in streaming è un elemento strategico per diffondere le proprie produzioni e incrementare la platea di pubblico, questo è un dato di fatto noto e assodato.

Come condividere una playlist in più servizi di musica in streaming

Questa operazione si rivela fondamentale all’artista per poter raggiungere il pubblico più ricettivo alle sue creazioni. Per questo il mio invito pressante a tutti i musicisti è quello di creare selezioni con la loro musica e quella dei loro colleghi preferiti, a cui magari si ispirano o con cui hanno delle affinità artistico creative.

Creare una playlist che funzioni, che raccolga follower e ascolti, non è così facile come si potrebbe pensare. Richiede cura, attenzione e pazienza. Ci sono diverse variabili che determinano il successo di una playlist e spesso non sono legate alla popolarità dei brani.

Oggi non voglio dilungarmi troppo su questo, mi limito a dirti che una playlist funziona se riesce a mantenere una sua coerenza. Nel senso che dovrebbe rispettare una certa coerenza di mood o di genere, per esempio. Anche se si potrebbe pensare che una playlist variegata, generalista, possa coinvolgere un maggior numero di persone, la realtà è diversa.

All’ascoltatore piace trovare nella selezione la musica annunciata nel titolo. Per meglio capirci, in una playlist dal titolo Evening Piano Jazz eviterei di mettere un notturno di Chopin. E’ vero che la musica di Chopin, magari interpretata da Benedetti Michelangeli è gran musica, ma è molto probabile che questo non rientri nelle aspettative di un ascoltatore che vuol gustarsi del buon jazz, e che anzi lo infastidisca.

Arriviamo al punto.

Ora tu hai confezionato una bella playlist su Spotify dove ci sono le tue canzoni e quelle dei tuoi artisti di riferimento. L’hai condivisa sui social, la aggiorni periodicamente e vedi che, giorno dopo giorno sta acquistando nuovi follower. Come puoi ottimizzare al meglio questo tuo lavoro di promozione? Magari condividendo questa playlist su altri servizi di musica in streaming quali Deezer, Tidal e YouTube o altri, vero?

A farci risparmiare un bel po’ di fatica in questo c’è Soundiiz una semplice app che ti permette di copiare le tue playlist da un servizio di streaming all’altro. Potrai così avere la playlist che hai creato su Spotify anche su Deezer o altri servizi impostando una semplice sincronizzazione. Il servizio di Soundiiz è disponibile gratuitamente con funzionalità limitate o a pagamento con funzionalità aggiuntive.

Direi che l’uso di Soundiiz può farti guadagnare una nuova fetta di pubblico aumentando la visibilità dei tuoi brani senza grandi perdite di tempo. Provala. Fammi sapere come l’hai trovata e se ti ha portato dei risultati. Io la sto provando in questi giorni.


Marketing Musicale: Come sfruttare le playlist di Spotify per promuovere la tua musica

di PlayHola

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“Marketing Musicale: Come sfruttare le playlist di Spotify per promuovere la tua musica” è la guida essenziale per gli artisti che desiderano fare della promozione musicale il loro punto di forza. Grazie ai consigli di PlayHola, brand specializzato nel marketing musicale, imparerai come creare playlist efficaci, ottimizzare la tua presenza su Spotify e promuovere la tua musica attraverso i canali più adatti. Scopri come utilizzare al meglio le playlist di Spotify, una vera e propria arma nel mondo del marketing musicale, per raggiungere un pubblico più ampio e far crescere la tua carriera artistica.