Quella del musicista è una professione che non sono richiede eccellenza tecnica, ma pretende un costante impegno creativo per lo sviluppo di un linguaggio musicale personale e una continua ricerca di nuove soluzioni.

Il problema dell’artista musicale è che la vena creativa non è eterna e con il tempo può sclerotizzarsi. Prima o poi ci sono passati tutti, chi più, chi meno. Non voglio spaventarti, ma devi aver consapevolezza che questo può accadere e che nessuno ne è immune.
Ma posso darti anche una buona notizia: c’è un modo per evitare i danni di una mancanza di ispirazione.
Nell’iconografia e nell’immaginario popolare Fabrizio De André viene rappresentato solo, nella penombra, con la sua chitarra: l’icona classica del cantautore degli anni ’60-’70. Ma se leggi con attenzione la sua pagina su Wikipedia, già dalle prime righe scopri che ogni sua opera nasce da collaborazioni artistiche e tecniche che sfatano il mito del cantautore solitario.
Nell’arco del suo percorso artistico De André ha saputo cogliere il meglio da chi gli stava attorno e queste relazioni gli hanno aperto strade nuove nel momento del bisogno.
Nell’arco della sua vita artistica Fabrizio De André ha raccolto i progetti che riteneva affini alla sua visione, ha saputo utilizzare l’arte di musicisti e compositori per creare il suo universo musicale evolvendolo nel corso dei decenni, senza seguire le mode ma seguendo il mutare dei tempi.
Il saper creare relazioni, organizzarle in un team, aprirsi a nuove idee hanno consentito a Fabrizio De André di trovare continuamente nuovi stimoli mantenendo viva la sua creatività e proseguire nel suo percorso artistico.
Il singer-songwriter che dalla sua cameretta parte alla conquista delle chart internazionali è uno storytelling inventato dal marketing musicale del XXI secolo, così come l’icona del cantautore solitario, chino sulla sua chitarra sotto un occhio di bue lo era nel secolo scorso.
Oggi più di ieri un artista musicale ha bisogno di circondarsi di collaboratori e di specialisti per ogni fase del suo progetto artistico, dalla scrittura al marketing.
Vuoi parlarmi di come sei organizzato o delle difficoltà che trovi nell’organizzarti? Mi farebbe piacere conoscere la tua realtà.
Mi offri un caffé?
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di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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