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Linee guida di comunicazione per musicisti

Tra le molte competenze che un musicista, nell’era dello streaming, deve maturare ci sono quelle relative alla gestione della comunicazione on line. In particolare se è un musicista esordiente che si auto produce e non può investire in uno staff fisso per occuparsi di queste cose.

linee guida per la comunicazione musicale

Ispirandomi ad un bell’articolo di Kyle Chayka su Substack, in questo articolo cercherò di fissare alcune linee guida di comunicazione per musicisti: principi di base che è bene conoscere per costruire una comunicazione efficace sui social media, social network e altri canali telematici.

Sono 20 punti che ti invito a considerare con attenzione. Se poi qualcosa ti sfugge o non ti è chiaro, lascia un commento o scrivimi una mail. Vedrò di soddisfare il tuo interesse.

  1. Tutto è culto della personalità

    C’è poco da fare, devi coltivare il tuo piccolo culto di seguaci. Devi essere allo stesso tempo riconoscibile e aspirazionale, ma senza allontanarti troppo: il tuo pubblico deve continuare a sentirti vicino.

  2. Definisci sempre il perché

    Non fare cose perché sembrano cool, ma senza obiettivi chiari. Ogni tua iniziativa deve avere una motivazione precisa. Fare un blog, un post, un video o un podcast senza scopo non solo è inutile, ma rischia di danneggiarti.

  3. Nessuno è davvero media literate

    Il pubblico non sa sempre leggere correttamente i contenuti. Bisogna spiegare chiaramente chi sei e cosa fai, anche ripetendolo.

  4. Valore della specificità e della località

    Internet è sempre più senza contesto. Per distinguerti, resta ancorato a una geografia digitale o a un punto di vista ben definito. Il pubblico ama sentirsi parte di un gruppo ristretto, come chi capisce la battuta che altri non colgono.

  5. Conta l’immagine

    I video sono una componente indispensabile per creare quel culto della personalità di cui sopra. Non sto parlando dei music video, intendo proprio dei video su cui ti esponi e costruisci la tua narrazione. Video che siano un mezzo per esporti e comunicare direttamente con il pubblico.

  6. Tutto è multipiattaforma

    Legarsi ad una sola piattaforma è limitare il tuo raggio d’azione. Così è bene che la tua comunicazione viaggi su canali diversi. Ma non devi esagerare. Resta fissa la regola che è meglio avere pochi profili ben curati e coerenti.

  7. Multicanalità

    Chi vuole rafforzare il proprio legame con il pubblico, con i fan, deve diffondere contenuti ovunque: testo, audio, video, live. Il pubblico si aspetta di vedere la stessa persona declinata su tutti i formati.

  8. Ogni piattaforma che muore crea opportunità

    Quando un social declina o perde popolarità, si rimescolano le gerarchie online. Nuove voci emergono, si aprono nuovi spazi vuoti. È lì che bisogna inserirsi: approfittare dell’esodo e conquistare terreno. Ma bisogna essere rapidi nel seminare, in pochi mesi la situazione cambia radicalmente.

  9. Anticipa sempre la rottura

    Misura e valuta il risultato dei tua comunicazione sulle diverse piattaforme: prova, testa diversi formati e linguaggi. Ma se vedi che non raccogli o che i risultati subiscono un calo sensibile, meglio interrompere prima che siano loro a lasciarti. Tagliare i rami secchi per concentrarsi in qualcosa di più efficace è un’altra regola aurea.

  10. Sfrutta le nuove piattaforme

    Ogni volta che nasce un nuovo social o un app dedicata ai musicisti, buttati al 100%. È un gioco di conquista: chi si adatta subito vince. Solo dopo puoi permetterti di essere meno dipendente dal sistema.

  11. Non dipendere da ciò che non è tuo

    Meglio costruire asset portabili, come mailing list e sistemi di pagamento indipendenti: Ko-fi, Patreon ecc… Le piattaforme cercano di tenerti vincolato, ma la sicurezza vera è nel traffico diretto: sito internet, email, rapporti non mediati.

  12. Non conta solo l’attualità

    Il pubblico, mediamente, non è ossessionato dalle breaking news. Contenuti sempreverdi funzionano, anche se “vecchi”. Non preoccuparti dell’età di un argomento se questo è funzionale nel costruire in rete la tua identità.

  13. Tutto è iterativo

    Un contenuto social può diventare il contenuto di una newsletter e magari il contenuto di un video. Declina il tuo messaggio con linguaggi diversi senza perdere di vista ciò che ti prefiggi di ottenere.

  14. Lealtà fragile del pubblico

    Per attrarre e tener legato il pubblico serve impegno e costanza. Le distrazioni sono tante e l’attenzione verso di te va mantenuta, non dico ogni giorno, ma settimanalmente si.

  15. Tutto è iterativo

    Un contenuto social può diventare il contenuto di una newsletter e magari il contenuto di un video. Declina il tuo messaggio con linguaggi diversi senza perdere di vista ciò che ti prefiggi di ottenere.

  16. Nuovi criteri di successo

    Premi e riconoscimenti tradizionali non valgono più. Non esiste un Oscar per i TikTok o per le newsletter, ma alcuni dei progetti musicali più redditizi sono nati proprio lì, ignorati dal mainstream tradizionale che è arrivato dopo.

  17. La pubblicità non muore mai

    Anche negli ecosistemi che puntano agli abbonamenti, l’advertising (sponsorizzazioni, eventi, collaborazioni) rimane essenziale. Non rinunciare del tutto alla pubblicità, ma usala con strategia o rischi di buttare soldi dalla finestra.

  18. Relazioni parasociali

    La chiave è costruire rapporti unilaterali intensi. Diventa un punto di riferimento per il tuo pubblico: dialoga, riempi le giornate di chi ti segue. Questo tipo di legame ha un valore enorme ed è un obiettivo vitale da perseguire.

  19. La musica come festa e moda

    Gli artisti più interessanti sono quelli che sanno organizzare eventi dal vivo coinvolgenti, che vanno oltre al semplice live: radunare persone, trasformarle in sostenitori. L’artista musicista oggi può funzionare come un brand di moda: la gente deve desiderare di indossarti. Se nessuno vuole venire alla tua festa, stai sbagliando qualcosa.

  20. La relazione è tutto

    Ricordati sempre, ripeto sempre, il vero fattore di sopravvivenza di un musicista è il legame diretto tra l’artista e chi lo segue ascolta. Se vinci questa battaglia sei a cavallo.

Se non stai già seguendo almeno cinque di queste linee guida ti vedo messo molto male. E quasi certamente è proprio per questo che i tuoi live hanno poco pubblico ed il tuo streaming non gira come dovrebbe.

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Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali “il popolo della Rete”, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è diversa: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia, ormai talmente fuse in un unico plasma che si potrebbero immaginare come due liquidi di diverso colore lasciati liberi di miscelarsi in un nuovo cromatismo, non più separati ma uniti, amalgamati. Si è sempre parlato di personal branding abbinato alla personalità online e di carisma associato a una tipologia di personalità offline ma, se on e off sono saldati, allora lo saranno anche personal branding e carisma. Il carisma è qualcosa che può essere coltivato anche in ambito digital ovvero anche in non-presenza, dove non occorre la fisicità. Sì, per la prima volta nella storia siamo di fronte a un nuovo modo di approcciarci alla realtà: attraverso la vita reale (VR) e la vita digitale (VD).
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Perché il musicista deve raccontarsi

Un tempo era la stampa specializzata, la critica e il giornalismo musicale che, sui magazine musicali, svolgevano quel ruolo informativo importante che metteva in connessione gli artisti musicali con i loro fan. La stampa musicale, e gli speaker radiofonici, guidavano le scelte del pubblico verso l’acquisto di un album o verso la scoperta di una nuova band o un nuovo autore.

Perché un musicista dovrebbe raccontarsi.

Oggi, nell’era dello streaming, ad un ascoltatore, ad un consumatore, basta aprire un’app e ascoltare 30 secondi di un brano con il tiro giusto ed eccolo nella sua playlist quotidiana. Ha appena dato un’occhiata al titolo e all’interprete e già ha dimenticato ciò che ha visto; lo ascolterà magari per mesi, mentre aspetta l’autobus, mentre guida, mentre si rilassa, insieme agli altri 100 brani della sua playlist, senza mai preoccuparsi di conoscere meglio chi quel brano ha scritto e suonato.

Che ti piaccia o meno, questo è il comportamento di gran parte degli ascoltatori in questa epoca dove c’è più musica che orecchie per ascoltarla.

Perciò, se vuoi creare un legame solido e duraturo con le persone a cui piace la tua musica, non ti resta che esporti in prima persona, legando la tua immagine alla tua musica, in modo che si crei un legame riconoscibile e indissolubile.

Di seguito, ti voglio dare qualche argomento utile da poter usare sui social, sul tuo sito, sulle tue cartelle stampa e nelle interviste:

Racconta le tue creazioni

C’è chi sostiene che la musica parla da sola e non deve essere spiegata. Io dico che la fa troppo semplice. Guarda gli scrittori, per esempio, un loro romanzo è sicuramente più intelleggibile e facilmente interpretabile rispetto ad una canzone. Nonostante questo, durante le interviste non esitano a spiegare le motivazioni che li hanno spinti a scrivere, dei temi che amano trattare e dello stile che hanno scelto per farlo. E’ un plus valore che l’artista dà alla sua opera e che può creare un dialogo costruttivo con il pubblico.

Alcuni argomenti chiave utili per fare questo possono essere:

  • Di cosa parla la tua canzone o il tuo album?
  • Dov’eri quando l’hai fatto e quando l’hai scritto?
  • Che cosa significa la canzone o l’album per te e come si inserisce nel tuo intero corpo di lavoro?
  • Come ti sei evoluto come artista durante il processo?
  • Quali influenze musicali ti hanno ispirato?
  • Chi sono i tuoi collaboratori e perché li hai scelti?
RACCONTA IL PROCESSO CREATIVO E LE SCELTE TECNICHE

Anche le scelte tecniche e artistiche che ti portano alla definizione di un certo sound hanno la loro importanza, in particolare per dimostrare la tua maturità professionale tra gli addetti del settore.

Ma il lato tecnico affascina anche il pubblico più attento. Non importa quanto sia sontuosa la tua strumentazione, non tirarti indietro, anche le configurazioni più modeste sono invitanti per i più curiosi che resteranno affascinati dalla tua abilità di creare suoni e atmosfere senza troppi artifici.

Un’idea potrebbe essere quella di creare dei mini documentari, dei backstage, dove i protagonisti sono i tuoi strumenti in azione. Un assaggio degli ingredienti di quello che sarà il piatto una volta servito a tavola. Foto e video delle tue sessioni di prova o di ricerca possono veramente incuriosire ed eccitare i tuoi fan e anche altri musicisti.

RACCONTA LE TUE INFLUENZE ARTISTICHE

Nessuno nasce imparato. Chi dice il contrario mente o non ha una una solida base di partenza.

Quali sono gli artisti che ti hanno fatto innamorare della musica? Quali sono quelli che influenzano il tuo sound? Cosa hai imparato da loro?

Racconta tutto questo sui tuoi social, raccontalo tramite una playlist dove metti la tua musica insieme alla loro. Fai capire in quale direzione stai andando, a quale gruppo appartieni.

NON DI SOLA MUSICA

Naturalmente non vivi di sola musica, vero? Hai anche altre passioni, altri interessi. Condividi con il tuo pubblico anche queste passioni, sia che si tratti di sport, di letteratura, di cinema o cucina regionale. Non sono forse anche questi gli stimoli da cui nasce la tua arte?

Tutto ciò che puoi fare per aiutare i tuo pubblico a sentirsi più connesso a te ed al tuo suono è degno di essere condiviso, ed offre opzioni su come promuovere la tua musica in modi più interessanti tra i diversi progetti.

NESSUN UOMO È un’isola

A volte sembra che il mondo della musica sia permeato da invidie e di una spietata caccia alla popolarità. Ma fortunatamente la realtà è diversa. I musicisti possono essere legati tra di loro da un profondo senso di amicizia e da una sincera stima artistica.

Perché allora non metterla in luce valorizzando chi suona con te o le tue collaborazioni? O più semplicemente, perché non condividere l’ammirazione che hai per un artista che ti piace?

Condividi anche la musica dei tuoi amici, condividi le collaborazioni che hai con loro, racconta come queste esperienze ti hanno arricchito, non essere autoreferenziale, sostieni chi ti è vicino e condivide con te la passione per questa professione. È divertente e ti fa sentire bene.

Ora che hai qualche idea su come portare nuove idee al tuo pubblico, prenditi lo spazio per creare la tua musica migliore e allo stesso tempo mantenere i tuoi fan interessati lungo il percorso creativo.

Devi imparare a ritagliarti uno spazio per riflettere su ciò che condividi e su cosa condividere. Devi imparare a farlo in maniera naturale, senza eccessive sovrastrutture, è molto importante, almeno quanto scrivere e realizzare un buon pezzo.

Se ti sembra troppo complesso, hai bisogno di guida o anche solo di qualche suggerimento, non esitare a contattarmi. Qualche minuto per una chiacchierata lo trovo sempre.

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La mucca viola è il libro che ha consacrato Seth Godin come uno degli autori business più amati e ha lanciato un movimento globale che ha ridefinito le basi del marketing. Il solito marketing e i grandi investimenti sui media tradizionali non funzionano più. Oggi il marketing comincia dall’idea del prodotto, che deve essere straordinario, diverso, innovativo per poter catturare l’attenzione dei clienti e far parlare spontaneamente di sé. È questo elemento di magia e unicità a far sì che realtà come Apple, Google, Ikea, Starbucks o la bottega del macellaio toscano Dario Cecchini continuino a macinare successi, mentre grandi industrie affermate arrancano e non riescono a stare al passo.
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Musica: 3 Pagine Facebook interessanti

I social network dovrebbero essere luoghi di incontro e di condivisione. Luoghi in cui le persone si scambiano idee ed emozioni, dove aprire dialoghi e condividere passioni.

Musica: 3 Pagine Facebook interessanti

I social network dovrebbero essere un paradiso per i musicisti che invece sembrano subire il blocco dello scrittore quando si tratta di portare in rete la loro professione.

Sui propri profili social un artista musicale potrebbe scrivere o parlare della sua musica, creare suggestioni, far entrare il pubblico nel suo mondo e molte altre cose che, inevitabilmente, rinforzano il messaggio artistico.

Troppo spesso, per i miei gusti, questo non succede.

Voglio perciò proporti i profili di tre artisti musicali che seguo e che dai quali puoi trovare spunti interessanti per comunicare tramite social chi sei, cosa fai e perché.

  1. Sam Paglia
    Sam Paglia sulla sua pagina Facebook condivide la sua vita di musicista e di pittore, scrive divertenti racconti biografici e non risparmia le sue opinioni, positive o negative sulle cose del mondo. Ha saputo creare uno stile personale che lo rappresenta piuttosto bene e il risultato è una pagina colorata ricca di contenuti testuali, video e foto ricca di stimoli e non autorefenziale. Raccontando di se, della sua attività artistica e delle sue frequentazioni, Sam Paglia descrive il mondo in cui nasce e prospera la sua musica giocando sull’ironia ma con estrema franchezza. Vedi la Pagina
  2. Calibro 35
    La band milanese è molto attiva e non perde colpo per documentare i suoi live con delle emozionanti gallerie fotografiche. Ma il punto di forza della loro pagina Facebbok sono i video e le reel dove i componenti della band raccontano per filo e per segno come nasce il loro sound e illustrano le scelte tecniche e artistiche intraprese per realizzarlo. Con i fan hanno un dialogo schietto e amichevole. Scrivono della musica preferita e creano il contesto per far comprendere al pubblico da dove nascono le loro musiche. Vedi la Pagina
  3. La Niña
    La pagina Facebook de La Niña è corale come la sua musica.
    È il racconto della sua vita professionale sul palco e in studio e non mancano i riferimenti e le atmosfere della Napoli da cui la sua musica trae la forza. Ancora una volta trovi che l’artista non si limita all’autorefenzialità, ma si inquadra nel contesto in cui vive: i luoghi, le persone, le situazioni. Non è una star irragiungibile su un piedistallo, ma un artista popolare che cresce e prospera tra lasua gente. Vedi la Pagina

Hai delle difficoltà nel creare contenuti per la tua pagina Facebook? Non sei ancora riuscito a trovare uno stile che ti soddisfi nella realizzazione dei post? Contattami senza impegno e vediamo se posso esserti d’aiuto.

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Quanta gente mi porti?

Nelle notti del Bobby Durham Jazz Camp era inevitabile che uscisse l’annosa diatriba tra musicisti e locali, il noto solo se suoni gratis o quanta gente mi porti?.

Musicista, quanta gente mi porti?

Dato che in quella rilassata chiacchierata non sono riuscito a esprimermi bene con il mio interlocutore, che ha manifestato più di qualche perplessità sul mio pensiero, ne approfitto per mettere nero su bianco il mio punto di vista. Una visione, non proprio farina del mio sacco,  ma che condivido perché trova riscontri oggettivi nell’analisi del mercato dell’intrattenimento e anche nell’esperienza di musicisti che hanno trovato una risposta a questo dilemma.

Prima di ogni considerazione, vediamo di capire perché un locale, ristorante, pub, gelateria, albergo, fa musica dal vivo, qual’è il suo scopo?

Normalmente, il gestore di un locale offre musica dal vivo ai suoi clienti per una scelta di marketing. Ovvero vuole fidelizzare la sua clientela e magari acquisirne di nuova, magari vuole arricchire la sua offerta distinguendosi dalla concorrenza; lo scopo resta sempre quello dell’investimento per aumentare il guadagno giornaliero e posizionarsi in un pubblico che gode di frequentare un luogo culturalmente attivo.

In breve, un locale investe in musica dal vivo per mantenere un suo status e per migliorarlo. Lo scopo è il guadagno, volgarmente detto fare cassa. Un locale non fa live per farsi bello, per crearsi un prestigio, questi non sono i suoi fini ultimi; il prestigio generato dalla presenza di musica live è il mezzo, non il fine, con cui il locale cerca di guadagnare il più possibile dalla serata.

Perché, ordunque, tu potresti considerare di suonare gratis in una determinata occasione?

Potresti considerare questa ipotesi nel caso tu valuti che tra il pubblico di quel locale potrebbe esserci una fetta di pubblico che ancora non hai raggiunto. In questo caso, gli interessi tuoi e del locale coincidono: avere nuovo pubblico.

Se sei un artista musicale o una band già con un suo pubblico fedele, ovviamente il tuo potere contrattuale sarà più forte e avrai occasione di puntare più in alto, ma se ti trovi in suolo straniero o sei un esordiente senza un suo pubblico consolidato, dovresti tenere in considerazione la possibilità di investire sul locale che ti ha ingaggiato, anche per una cifra modesta.

Il tuo fine di artista musicale perciò non è accapararti una serata in quel locale, ma raggiungere e fare tuo il pubblico che frequenta quel locale.

Ma per ottenere questo non ti basterà portare sul posto i tuoi quattro strumenti ed eseguire diligentemente il tuo spettacolo. Dovrai progettare una vera performance dove ti presenterai a questo pubblico nuovo e lascerai un ricordo memorabile.

Non ti limiterai ad un semplice seguimi su Spotify a fine concerto, ma durante lo spettacolo troverai modo di raccontarti e raccontare il tuo repertorio così come fai, dovresti fare, sui tuoi canali online: social, sito etc…

A questo punto hai trasformato il tuo live nel pub in una vera e propria operazione di marketing dalla quale ne trarrai beneficio. Il live diventa un modo per acquisire nuovi contatti sui quali costruire e ampliare il tuo pubblico e trovare un posizionamento nel difficile mercato della musica di intrattenimento.

Appendici

  1. Ti starai chiedendo ma devo proprio suonare gratis?
    Beh, solo se hai una base fan di 20 persone e ti chiama il Blue Note o il Bravo Café per riempire un buco. Altrimenti esigi almeno un rimborso spese.
  2. Suona gratis solo se è per beneficenza certificata, comunque fatti offrire la cena.
  3. Se un’associazione o un ente pubblico ti chiama per una rassegna atta a promuovere la cultura e poi ti offre due spicci, fallo notare; ma se la platea o la situazione è interessante e può darti lustro, accetta.
  4. Prima di approcciare un locale per offrirgli un live, fai un indagine di mercato per capire se tra gli avventori c’è del tuo pubblico di riferimento.
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Dimmi chi sei. Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

di Riccardo Scandellari
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Le persone sono semplici da comprendere: vogliono essere ascoltate, gratificate e apprezzate. Possiamo identificare il principio di qualsiasi attività di marketing in una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico. In questo libro Riccardo Scandellari, esperto di marketing e personal branding, invita a rivolgersi verso un tipo di marketing più umano, etico e concreto. Una scelta che permette di distinguersi nettamente dalla folla di concorrenti e improvvisati che sul web fanno a gara a chi urla più forte, per parlare con il pubblico (ma soprattutto ascoltarlo) in modo più onesto, catturarne l’attenzione e conquistarlo con l’impegno, la condivisione e la relazione.
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