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Rischi e opportunità delle IA musicali

C’è, tra gli artisti musicali esordienti, una discreta confusione sull’IA, in particolare per quanto riguarda i diritti d’autore. Questo non mi meraviglia perché ormai sono rassegnato al fatto che le persone si approccino ai servizi online senza leggere i contratti di fornitura del servizio (con quel che ne consegue quando qualcosa non va per il verso giusto).

Rischi e opportunità delle IA musicali.

In questo articolo cercherò di far chiarezza su alcune cose che riguardano SUNO. Specifico che cercherò, perché si tratta di questioni piuttosto complesse sulle quali ho ancora qualche dubbio (il che significa che se tu pensi di essere meglio informato, sei pregato di correggermi o integrarmi in caso di errori: lasciami un commento).

Una delle domande più controverse riguardo SUNO, è la differenza tra diritto d’autore e licenza commerciale.

Innanzi tutto dobbiamo aver chiaro che per avere i diritti di utilizzo commerciale di una musica prodotta o elaborata con SUNO è necessario avere un abbonamento a pagamento. In questo caso, nel contratto di fornitura del servizio, SUNO afferma di concedere una licenza commerciale alle canzoni create mentre si è iscritti. Questo significa che vengono concessi i diritti di utilizzo commerciale, oltre al diritto di utilizzarle per scopi personali e non commerciali.

I diritti di utilizzo commerciale consentono di monetizzare le tue canzoni come preferisci senza che SUNO rivendichi una quota sui guadagni. Tuttavia, l’uso commerciale non è la stessa cosa di un diritto d’autore o copyright.

Nella pratica, SUNO non verrà a chiederti royalty se pubblichi la canzone sulle app di musica in streaming. Ti sta concedendo una licenza per uso commerciale, la traccia è tua, ma sul contratto è specificato che la concessione dei diritti di utilizzo commerciale non garantisce la protezione del copyright.

Diritti di utilizzo e diritti d’autore (copyright) non sono la stessa cosa. La qualificazione e la protezione del copyright sono determinate dall’ente del copyright (ad esempio SIAE) e non da SUNO.  C’è una grande differenza tra proprietà e diritti d’autore, perché nella musica ci sono molti altri fattori che determinano i diritti oltre alla semplice proprietà.

Se fai una ricerca su Google chiedendo se puoi proteggere con copyright i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, vedrai che nell’Unione Europea, quindi anche in Italia, è richiesta la paternità umana sulla scrittura del brano. Il diritto d’autore nell’UE protegge le opere che sono risultato di una “creazione intellettuale propria dell’autore”. Poiché l’IA non è un essere umano, la musica creata autonomamente da un algoritmo (premendo semplicemente “genera”) non è protetta da copyright. Se invece, un musicista usa l’IA come strumento, apportando modifiche, integrazioni o arrangiamenti sostanziali al brano generato, può rivendicare la titolarità dei diritti sulla versione finale.

In pratica, puoi incorporare contenuti generati dall’intelligenza artificiale solo se puoi dimostrare un contributo creativo significativo modificato o scritto da un umano.

In realtà, questa questione, in tutta la sua complessità, non ha ancora trovato un assetto legislativo chiaro. Tutto il quadro normativo è ancora in febbrile evoluzione, quindi, devi tener conto che l’uso dell’IA nella tua musica in futuro potrebbe crearti dei problemi legali.

Per quanto riguarda i diritti del piano gratuito offerto da SUNO, le canzoni realizzate sono destinate esclusivamente all’uso personale e non commerciale e non possono essere monetizzate. In pratica, ti fai la tua musica e te la ascolti, ma non puoi distribuirla o ricavarci profitto.

Ma la cosa più preoccupante che emerge, leggendo i loro termini e condizioni, è che quando carichi la tua musica per elaborarla con l’IA, concedi a SUNO una licenza mondiale d’utilizzo. Questo significa che addestreranno il loro modello IA sulle tue canzoni.

Devi essere ben consapevole che stai concedendo un’ampia licenza per i tuoi contenuti per addestrare il loro modello. Personalmente non caricherei nulla che non voglio venga studiato, riutilizzato o fatto trapelare. Una professionista come Taylor Swift, che protegge la sua proprietà intellettuale meglio di chiunque altro, non caricherebbe mai le sue canzoni inedite su SUNO proprio per questo motivo.

Ma la preoccupazione più grande che dovresti avere, è che ti stai assumendo l’intero rischio legale sulle tue creazioni con IA. Se il tuo brano generato suona come quello di qualcun altro e vieni denunciato per plagio, la responsabilità ricadrà al 100% su di te: SUNO ti ha avvisato, è stato chiaro sui suoi limiti, non avrai scappatoie.

Questo è un altro dei motivi per cui è i piani a pagamento non garantiscono il copyright: il rischio di non unicità del brano generato.

Cosa è prudente fare in un contesto normativo così confuso ed in evoluzione? Personalmente ti consiglierei di ragionare con una certa lungimiranza aziendale. Tu non sai se il brano su cui ti stai dedicando, usando l’IA, farà il botto o meno, ma qualora succeda è meglio che tu sia pronto a rivendicare ogni tuo legittimo diritto sull’opera che hai composto di prima persona ed eseguito con l’ausilio dell’IA.

Per prima cosa, se non vuoi che ti rubino la musica, non caricare mai il cuore e l’anima del tuo nuovo brano su SUNO sperando che non ne derivi un plagio.

Tuttavia, se avessi solo un testo e una melodia e volessi usare l’AI, prenderei queste precauzioni:

  • Prima di tutto proteggerei il mio testo e una demo vocale tramite un servizio blockchain di marca temporale come, Wipo Proof, Patamu, Instant IP, ma anche SIAE o altri. In questo modo avrai la prova inconfutabile e difendibile della paternità dell’opera antecedente all’utilizzo dell’IA.
  • Solo dopo prenderei quella melodia, magari cantando solo dei “la la la” al posto del testo, e la caricherei su SUNO usando un prompt molto dettagliato per impostare l’atmosfera e il genere musicale che cerco. Così facendo sto restringendo di molto ciò che l’intelligenza artificiale può imparare, ma prima di ogni cosa, avendo sempre in mano una prova temporale per difendermi da future accuse di plagio o problemi analoghi.

Ora, almeno queste cose basilari dovresti averle chiare. Se hai altre informazioni più complete o un’esperienza da raccontare, lascia un commento sotto questo articolo, oppure scrivimi in privato.

Gratificami, offrimi un caffe!

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