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La Musica e il Denaro

Vogliamo guardare in faccia alla realtà senza tante ipocrisie e scendendo dal fatato mondo dei sogni?

Magari, proprio ora, ti stai rendendo conto che, dopo aver investito tempo e risorse nel tuo progetto, stai scoprendo che il tuo conto in banca è desolatamente vuoto e non sembra abbia voglia di riempirsi.

La musica e il denaro

Hai passato anni chiuso in una stanza o in sala prove per affinare la tua tecnica, hai speso capitali in lezioni, strumentazione e ore di pratica estenuante per costruire le tue competenze verticali; hai fatto tutto quello che ti è stato insegnato, convinto che per sfondare bastasse essere un musicista eccellente.

Eppure, nonostante la tua innegabile bravura, oggi ti ritrovi impantanato in una situazione finanziaria frustrante, che non genera una rendita continuativa dalla tua arte. Sai perché?

Prima di andare avanti, ti vorrei fare una semplice domanda: sei sicuro di conoscere i meccanismi economici e quelle competenze trasversali che che regolano il mercato musicale moderno?

Vediamo insieme alcuni punti critici da affrontare per essere un professionista musicale in grado di prosperare nel mondo della musica che, particolarmente in questi anni, sta subendo profonde trasformazioni.

La musica non è un prodotto

Siamo in una lunga fase di transizione in cui il passato convive con il presente. Ti dico questo perché esistono ancora molti professionisti con una visione passatista e superata dalla mutazione del mercato musicale e discografico. Questa visione vede la musica come un prodotto, di conseguenza, sono convinti che il tuo brano, il tuo album o il tuo videoclip siano l’oggetto finale da piazzare sul mercato per generare guadagno.

Questo, ovviamente, ti porta a investire sistematicamente nella produzione, con la speranza che le vendite o gli ascolti in streaming ripaghino le spese: cosa che nella stragrande maggioranza dei casi non accade mai.

In realtà, oggi la musica non è più un prodotto fisico come lo è stato fino ad un decennio fa. Con l’avvento del digitale e della musica liquida, il mercato è diventato un’economia di servizio, in cui l’industria ha creato piattaforme per soddisfare l’esigenza dell’ascolto. Se ti ostini a trattare la tua arte come un prodotto, spendendo migliaia di euro in studio di registrazione sperando in un ritorno diretto, verrai inesorabilmente stritolato da un mercato che si ciba della tua mancanza di educazione finanziaria.

La tua musica registrata non è l’arrivo, ma è un veicolo, uno strumento che devi utilizzare per posizionarti e per offrire servizi reali, come concerti, didattica ad alto livello o partnership commerciali, che sono le uniche vere fonti di fatturato per l’artista musicale contemporaneo.

Le trappole promozionali

Non conoscere i meccanismi del mercato musicale e la voglia di emergere, di far conoscere la propria musica, spesso spingono l’artista musicale verso l’inesorabile trappola della promozione musicale.

La storia è sempre la stessa, l’artista crea la sua musica, la  pubblica e si scontra contro il muro dei “feedback zero”. Ma l’artista musicale crede nella sua opera, sa che è un buon brano e che è stato ben realizzato. A questo punto il suo ego e l’emotività prendono il sopravvento e, invece di fermarsi a studiare una strategia di posizionamento, cerca una scorciatoia immediata: la promozione a pagamento.

Il musicista esordiente si rivolge ad agenzie, uffici stampa o guru dei social media che promettono la ricchezza facile e la visibilità, gonfiando i numeri sui social e sulle app di streaming che  perònon si traducono mai in un reale rientro economico. Sono molti gli artisti che bruciano migliaia di euro in promozione senza prima aver costruito le fondamenta del loro business. Spesso la loro carriera musicale non dura molto.

Gli errori di management

Non raccontiamoci balle, agli artisti musicali non piace il marketing. Agli artisti musicali non piacciono i numeri, i grafici, le tabelle; a loro non piace monitorare i flussi di cassa, la gestione dei contatti, la gestione del cliente, più brevemente, all’Artista non piace la gestione manageriale.

Hai speso tempo e risorse per cercare ossessivamente nuovi fan, nuovi allievi o nuovi clienti, ma non hai la minima idea di chi sia già entrato dalla tua porta, di quando lo abbia fatto, di quanto abbia speso o del perché se ne sia andato. Non conosci i numeri della tua attività, non sai paragonare i risultati di questo mese con quelli dell’anno precedente e basi tutte le tue scelte sull’istinto e sulle speranze. Senza un sistema di acquisizione chiaro e senza dati su cui basare le tue decisioni strategiche, non puoi fare alcun tipo di marketing e rimani in balia degli eventi, sperando in un colpo di fortuna che, nel mondo degli affari, semplicemente non esiste.

Questa mancanza di metodo manageriale si riflette anche sul modo in cui decidi i tuoi prezzi. Quando devi stabilire il cachet per una serata dal vivo o la tariffa per una tua lezione, vai nel panico. Non sai calcolare i costi nascosti, non sai valorizzare il tuo tempo e, di conseguenza, decidi il tuo prezzo basandoti unicamente su quello che fanno gli altri; magari chiedi una determinata cifra solo perché è il prezzo della tua zona, oppure abbassi i prezzi, rischiando di lavorare in perdita per paura di perdere un ingaggio, alimentando una guerra al ribasso che distrugge te e l’intero settore.

Il prezzo dovrebbe essere l’ultimo tassello di una strategia accurata, la naturale conseguenza di quel valore specifico che tu sei in grado di comunicare e di fornire a un mercato fatto di bisogni reali.

Prima di ragionare come artista, devi ragionare da libero professionista. Questo significa che devi usare tutte le competenze verticali nel campo musicale per generare reddito: puoi insegnare uno strumento, trascrivere spartiti, esibirti dal vivo, offrirti come strumentista in studio, offrire consulenze musicali di vario genere e quant’altro. Devi mantenere un contatto diretto periodico non solo con i tuoi fan, ma anche con i tuoi clienti, usando le newsletter e tutti gli strumenti offerti dal marketing digitale.

Se non guadagni come un libero professionista, generando almeno tremila o quattromila euro al mese in modo continuativo, significa semplicemente che non hai ancora compreso come funziona questo ecosistema e sei a tutti gli effetti un dilettante; fino a quando ti muoverai avendo come unico scopo la ricerca spasmodica del denaro senza una ragione progettuale profonda e una forte disciplina manageriale, i soldi continueranno a sfuggirti.

Scaricare le colpe sugli altri, sul pubblico che non capisce o sull’algoritmo, non ti servirà: assumiti la piena e totale responsabilità gestionale del tuo percorso; impara dai tuoi errori, impara dai migliori, studia e applica ciò che hai imparato: l’esperienza farà la differenza.

Se oggi il tuo progetto artistico è impaltanato nella mancanza di reddito, devi compiere un coraggioso e grande atto di umiltà: devi fermare momentaneamente la produzione ossessiva di canzoni e immergerti nello studio spietato delle competenze indirette e trasversali. Devi imparare cosa significa fare impresa, comprendere le regole del posizionamento e del marketing prima ancora di scucire un solo euro per promuoverti.

Nessuno, nemmeno io, ti regalerà queste informazioni fondamentali, e l’idea che nel mondo della musica si possa ottenere tutto gratis o per intuizione è una menzogna che ti mantiene povero e subordinato. Devi investire nella tua mente prima che nei tuoi dischi.

Il mondo della musica è un ambiente meraviglioso ma severo, che non fa sconti a chi improvvisa. Richiede regole chiare, una scala di valori netta per capire a cosa dire di sì e a cosa alzare il dito medio, e una consapevolezza quotidiana delle proprie azioni.

Non lasciare che il tuo talento e anni di duri sacrifici vengano divorati dall’ignoranza finanziaria e dalla confusione strategica. Se hai finalmente compreso che il momento di agire come un vero professionista è arrivato, se vuoi smettere di sprecare i tuoi soldi in azioni senza senso e desideri imparare i veri meccanismi per far prosperare il tuo progetto musicale sul mercato, non fare questo cammino da solo.

Comicia con l’iscriverti alla mia newsletter, non costa nulla, inizia a costruire il tuo cambio di mentalità e quando sarai pronto, contattami e analizzeremo insieme il tuo progetto.

Ogni artista musicale ha la sua storia e non esistono formule magiche valide per tutti; non esistono meccanismi automatici di azione-reazione che conducono automaticamente ai risultati sperati.

Se vuoi fare sul serio, se non vuoi vivere alla giornata, io sono pronto ad affrontare con te le sfide che il mercato musicale impone. Possiamo costruire insieme un tuo percorso di crescita basato su conoscenze reali e non su leggende metropolitane o convizioni astratte basate sul sentito dire.

Gratificami, offrimi un caffe!

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