Per un artista musicale suonare dal vivo può assumere significati diversi a seconda di come si imposti il percorso artistico professionale. Ancora una volta non c’è una regola che vale per tutti, non ci sono trucchi o scorciatoie. Anche quando organizzi un evento live, o vuoi che la tua fonte di reddito primario sia nei live, devi programmare una strategia logica che ti permetta di crescere e di espandere il tuo business.

Concretamente, se intendi organizzare un tour per promuovere la tua ultima uscita discografica, devi progettare questa operazione in un contesto coerente a tutte le operazioni di marketing che hai fatto e che stai facendo attorno al tuo lavoro. L’improvvisazione può costarti cara in termini di energie e di denaro buttato al vento.
D’altro canto, se invece vuoi che la tua professione di musicista sia incentrata sugli eventi dal vivo, come fonte primaria di reddito, dovrai progettare questo tuo percorso in una direzione precisa che ti permetterà di aggredire il mercato in cui vuoi posizionarti. E questo puoi farlo solo se hai le idee chiare su cosa stai facendo e selezionando con cura i luoghi dove ti esibisci.
Può anche essere che per te i concerti sono solo un momento di confronto occasionale. La scusa per mantenere la tua tecnica musicale viva, o metterti alla prova senza voler conseguire obiettivi economici ben precisi. Si tratta di un modo lecito di vedere i live, meno impegnativo, meno professionale, ma di conseguenza sarà anche meno remunerativo.
Quando decidi di Vivere di musica guadando dai live stai facendo una scelta ben precisa che solo in apparenza è facile, mentre in realtà ti espone ad una serie di rischi di cui devi essere consapevole: devi essere cosciente delle enormi implicazioni che questa scelta comporta.
Ci sono band, artisti, che hanno fatto dei live la loro fortuna, lo fanno da anni, con soddisfazione e continuità, ma questo perché riescono a gestire tutte le aree strategiche del loro progetto musicale che sono strutturate per questo segmento.
Queste realtà artistiche felici funzionano perché hanno saputo focalizzarsi sulla loro offerta di servizio e hanno quindi rivolto i loro sforzi promozionali verso determinati tipi di pubblico, specializzandosi in una determinata nicchia. Questo ha permesso a loro di crearsi un’identità specifica allineata con determinati tipi di pubblico che, quando si rivolge a loro, sa cosa aspettarsi.
Questo significa anche scegliere il luogo adatto dove esibirsi.
Il luogo adatto non è fatto solo dallo spazio in cui avviene l’esibizione, è sopratutto creato dal pubblico che assisterà all’avento. La scelta del Faccio live ovunque in qualsiasi luogo è la peggior politica che puoi fare: lo stesso errore che si fa quando si investono soldi in promozione sparando messaggi ovunque credendo che la cosa funzioni raggiungendo più persone possibili. D’altro canto, ricevere continui rifiuti dai locali a cui ti rivolgi, deve farti riflettere sul fatto che, molto probabilmente, non ti stai rivolgendo al posto giusto per la tua offera musicale. Sparare ovunque pensando di raggiungere il maggior numero di locali possibile, è un errore grossolano, una perdita di tempo.
Perché i tuoi live abbiano un senso economico devi progettarli bene, con un’estrema consapevolezza dei costi che sostieni per portarli sul palcoscenico. Non è un lavoro difficile, ma lo devi fare con cura e verificare continuamente se i tuoi calcoli rispondono ad un riscontro reale.
Per avere una reale comprensione dei tuoi costi devi includere:
- Il tempo per la preparazione del live;
- I costi della sala prove;
- I costi dei trasporti e altri costi come cibo, soggiorno, ecc…;
- I costi delle attrezzature o altri costi legati alla tua struttura;
All’interno di una band, poi, i guadagni non puoi distribuirli equamentr, faresti un grave errore che, alla lunga comprometterà la stabilità del gruppo. Il guadagno dovrai distribuirlo in base all’impegno e alle responsabilità di cui si prende carico ogni singolo membro del gruppo. Chi più lavora, chi maggiori responsabilità si prende, maggiormente sarà retribuito.
Se decidi di Vivere di Live dovrai anche risolvere il problema della frequenza, della continuità. Per vivere esclusivamente di live, la cruda realtà è che, nel mercato attuale, dovresti partire dai 200-250 esibizioni ben studiate, all’anno. Questi numeri non vederli come un’ostacolo insormontabile, ma ti devono essere chiari, rappresentano il tuo rischio d’impresa, come in ogni altro settore, ci sono dei pro e dei contro.
Per completezza, chiudo questo post con le due tipologie principali di live, due tipologie che richiedono approcci diversi, perché presentano rischi diversi. Produrre un live o Suonare in un locale non sono la stessa cosa.
Sono due modelli di business che richiedono impegni molto diversi, impegni che non vanno presi alla leggera. Richiedono due modi di ragionare diversi che impattano su tutte le aree: il modello di business, il marketing e la promozione. Bisogna sempre tenere a mente questa distinzione se vuoi generare una rendita.
Inoltre, non sottovalutare mai i fondamentali che portano alla buona riuscita di un evento dal vivo: la gestione del team (capire chi serve e in quante persone suonare), come trattare con gli organizzatori, cosa proporre loro, come stabilire il prezzo e come attrarre le persone. Devi sempre avere il controllo di tutte le cose, se non vuoi incorrere in brutte sorprese o, almeno, limitare i danni degli imprevisti.
Per Vivere di live il tuo obiettivo primario non dev’essere Riempire lo Stadio, ma avere sotto controllo entrate e uscite in modo da generare quella rendita continuativa che ti permetterà di vivere la tua passione per la musica. Se lavorerai bene, con metodo e strategia, magari non arriverai allo stadio, ma potrai conquistare qualche piazza importante dove troverai un vasto pubblico pronto a godersi il tuo spettacolo.
La morale è semplice, non devi mai affidarti al caso, devi prima progettare e poi fare, devi conoscere il mercato, devi conoscere il contesto nel quale ti muovi e agire di conseguenza.
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La storia della Black Music.
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Nella storia della musica nera lo spiritual e il blues rappresentano l’inizio di tutto, nascono come elaborazione esistenziale del singolo ma anche come reazione collettiva al dramma della schiavitù. Nel corso del tempo queste musiche si sono evolute in altre e altre ancora. Ma quali sono state le realtà sociali che ne hanno determinato la nascita e la diffusione? Qual è il denominatore comune che traccia il percorso di coscienza dell’afroamericano e della sua ribellione?La storia della Black Music indaga tra le pieghe di questi momenti storici ed esplora le motivazioni etiche, sociali e religiose che hanno dato origine a tutte le musiche che dai seminali spiritual e blues si sono sviluppate, per giungere – attraverso il jazz, il soul, il funky, il reggae e il rap – fino alla trap, ultima rilevante forma di espressione musicale inventata dalla comunità di colore. Le otto sezioni del libro sono arricchite dalle storie dei personaggi, degli album e degli avvenimenti di particolare rilievo, da immagini d’epoca e da un centinaio di schede di canzoni emblematiche, ascoltabili direttamente tramite QR code. L’opera è completata da contenuti online quali video, canzoni, fotografi e e approfondimenti relativi agli argomenti trattati nei diversi capitoli. Prefazione di Ronnie Jones.
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